Con fondi Pnrr, l’amministrazione Querqui avvia la digitalizzazione degli uffici: nuovi strumenti e intelligenza artificiale per servizi più rapidi e accessibili. Un investimento strutturale che punta a cambiare il rapporto tra Comune e cittadini.
Ceccano mette un piede dentro il futuro. Lo fa senza chiedere permesso. E lo fa con un bando da 100mila euro centrato dall’amministrazione Querqui: soldi che non finiscono in una targhetta o in una foto di rito ma dentro i corridoi veri del Palazzo. Quelli dove si fanno le carte, si risponde alle domande, si incrociano richieste e scadenze.
La cornice è l’avviso pubblico “Risorse in Comune”, finanziato dal Pnrr nella Missione 1 (Digitalizzazione, innovazione e sicurezza della Pubblica Amministrazione), investimento 2.3 su competenze e capacità amministrativa. Tradotto: non è un gadget tecnologico, è un’operazione per rendere più forte la macchina comunale. E per accorciare la distanza – spesso infinita – tra chi sta dietro uno sportello e chi, davanti, chiede una risposta.
Il “Progresso” in carne, ossa e… algoritmo

A presentare la novità in Consiglio comunale è stata Federica Pizzuti, consigliera delegata alla Digitalizzazione. E qui la battuta viene quasi da sola: se la sua lista si chiama Progresso Fabraterno, stavolta il “progresso” non è uno slogan da campagna elettorale ma una funzione che si installa. Un passo concreto: intelligenza artificiale, nuovi computer, beni informatici, licenze software. Hardware e software aggiornati, perché la modernizzazione – prima di essere un concetto – è spesso una questione di strumenti.
L’idea è semplice e ambiziosa: dotare il Comune di un sistema capace di supportare l’attività quotidiana degli uffici e, insieme, offrire ai cittadini un assistente digitale sempre disponibile. Un interlocutore virtuale che risponda alle domande più frequenti, orienti tra servizi, modulistica e procedure, e renda più accessibili le informazioni: anagrafe, tributi, orari, iniziative, pratiche. Ventiquattr’ore su ventiquattro, tutti i giorni.
Un Comune che risponde

È qui che la parola “innovazione” smette di essere una bandierina buona per i convegni e diventa servizio vero: l’intelligenza artificiale come piattaforma conversazionale capace di alleggerire il lavoro quotidiano degli uffici, automatizzare le risposte alle domande più frequenti, orientare i cittadini tra moduli, tributi, anagrafe e procedure, migliorando perfino l’accessibilità. Un assistente virtuale attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno: non per sostituire le persone, ma per farle lavorare meglio e dare risposte più rapide a chi, spesso, ha bisogno di una semplice informazione senza dover rincorrere telefoni occupati o orari impossibili.
Querqui e Pizzuti, in questa partita, hanno letto prima degli altri il cambio di passo: l’IA non è fantascienza da talk show, è uno strumento che, se addestrato e collaudato con metodo, può rendere la macchina comunale più veloce, più ordinata, più “amica” dei cittadini. E il fatto che la consigliera sottolinei mesi di test e formazione, oltre a ringraziare dirigenti, dipendenti del Settore Finanziario e la segretaria generale per il lavoro di squadra, dice una cosa semplice: qui non si sta improvvisando. Si sta costruendo.
Non è fantascienza: è la nuova normalità

L’intelligenza artificiale, oggi, è un po’ come fu il browser quando internet smise di essere “roba da tecnici” e diventò quotidianità: all’inizio sembra strana, poi diventa inevitabile. Il Comune prova a intercettare quella curva, invece di rincorrerla tra qualche anno con l’affanno di chi arriva sempre dopo.
Pizzuti lo dice senza enfasi inutile: i primi mesi serviranno per addestrare e collaudare il sistema, e per formare il personale. Perché queste innovazioni non funzionano “a comando”: vanno regolate nel tempo, come un motore nuovo che all’inizio va rodato.
Querqui: “trasparenza e servizi migliori”

Nel racconto politico dell’amministrazione, il sindaco Andrea Querqui la mette sul terreno più sensibile: la trasparenza e la qualità dei servizi. Un investimento che – nelle intenzioni – deve rendere il Comune più efficiente e più leggibile, dentro e fuori. E infatti, non a caso, questa delega delicata è stata affidata ad una consigliera giovane: scelta che è anche un messaggio, perché innovazione e generazione spesso camminano insieme. Non sempre è facile, quasi mai è comodo. Ma il primo passo, qui, è stato fatto.
E alla fine, in Consiglio, Pizzuti ha anche ringraziato chi quella “macchina” la tiene accesa ogni giorno: il dirigente del Secondo Settore Cesare Gizzi, tutto il settore competente e la segretaria generale Brunella Iannettone. Perché l’innovazione – prima di diventare annuncio – ha sempre bisogno di una cosa antica: lavoro di squadra.



