Ceccano, la guerra di Querqui e Massa al prato. E Santucci punge

Primo passo, le cose ordinarie. Ma anche su quelle, a Ceccano si riesce ad innestare la dialettica politica. Come quella tra Massa e Santucci. Critiche e sostegni si intrecciano in una dinamica cittadina complessa e in evoluzione.

Non chiede miracoli, la gente di Ceccano. Non invoca ponti sospesi o fontane danzanti. Chiede cose semplici: strade senza crateri, parchi puliti, cestini svuotati. Chiede normalità. Ed efficienza. Ordinaria amministrazione? Mica tanto.

Chi ha preso in mano il volante del Comune lo ha trovato a ridosso di una curva a gomito, con le ruote sgonfie e il cruscotto che lampeggiava con la Riserva accesa. Colpa del fisiologico logoramento che dopo dieci anni di amministrazione fiacccherebbe chiunque e colpa di un’inchiesta che ha aperto mille dubbi sul modo in cui le cose venivano realmente gestite.

Proprio per questo, a Ceccano rimettere in funzione una convenzione, sistemare un parco, restituire uno spazio alle famiglie, è già qualcosa. In altri contesti sarebbe una notizia da riga singola. Qui invece diventa titolo.

L’isola che (non) c’è, ma che c’era già

La giornata si chiama “Insieme per l’Isola che (non) c’è”. Ventitré volontari, McDonald’s a supporto, un parco sistemato e ripulito. Con loro, il sindaco Andrea Querqui, il consigliere delegato all’Ambiente Colombo Massa e la regia dell’amministrazione. Insieme restituiscono un piccolo spazio di normalità alla città.

Ma facciamo ordine: quella non è una convenzione nuova. È una convenzione voluta dalla giunta Caligiore, fortemente sostenuta dall’allora assessore Riccardo Del Brocco, che di quella macchina era il vero motore. Fu lui a volerla, fu lui a farla funzionare. McDonald’s donò già un’altalena, il progetto era chiaro: pubblico e privato insieme per migliorare Ceccano.

Ecco perché oggi, leggere le critiche di chi allora era in maggioranza, suona quantomeno strumentale. Sembra che si critichi ciò che si è contribuito a costruire. Quando si dice “memoria selettiva”.

Massa: la manutenzione è anche politica

Colombo Massa

Colombo Massa, da delegato all’Ambiente, non si è limitato alla foto. Ha partecipato, coordinato, fatto squadra. E ha rilanciato un messaggio semplice ma cruciale: i luoghi pubblici sono patrimonio di tutti e tutti devono contribuire a custodirli. Il messaggio è che non tocca solo al Comune pulire la città, sono i cittadini che devono tenerla pulita con i loro comportamenti. Un appello civico ma anche culturale: far crescere una città che si prende cura di sé. Non solo con le spazzole, ma anche con l’esempio.

Ma a Ceccano, appena si tocca un’aiuola, la politica si siede in panchina e comincia a guardare. Ed è lì che entra in scena Giancarlo Santucci, ex consigliere comunale, oggi penna e dito attivo della rete. Il suo post arriva secco: “Udite udite… dopo 20 giorni, record mondiale: ripuliti 50 mq di prato”. L’ironia è la sua firma, le metafore, il suo linguaggio. È diventato il pungiglione social della destra ceccanese, quello che non fa comunicati ma li sgonfia con una riga.

Riccardo Del Brocco (Foto: Erica Del Vecchio / Teleuniverso)

Il legame con Riccardo Del Brocco non è un mistero. Per anni Giancarlo Santucci ha osservato esattamente ciò che Riccardo faceva ed ha assimilato il suo modo di fare. Sempre al fianco, sempre allineato. Mai una parola fuori posto, mai un voto difforme. Una fedeltà politica assoluta. Anzi, a voler essere precisi, nella stagione Caligiore la parte di macchina amministrativa che funzionava era quella guidata da Del Brocco. Infatti, la marea di voti raccolti alla recenti elezioni Comunali parla chiaro: per la sua civica molti, moltissimi voti più di Fratelli d’Italia nella città simbolo dei nuovi Patrioti.

Querqui e Massa fanno bene. Ma Santucci non ha torto

Santucci scrive, attacca, ironizza. E anche se i testi portano la sua voce, l’eco di Riccardo non è mai troppo lontana. Giancarlo Santucci non si è mai tirato indietro. È sempre stato lì, in prima linea, nelle piazze e nei consigli, nei momenti facili e in quelli in cui serviva metterci la faccia. Anche ora, quando punge, lo fa da chi conosce Ceccano metro per metro.

Giancarlo Santucci

A prescindere dalle polemiche social c’è un dato politico in quei 50 metri di prato: l’amministrazione Querqui ha preso una convenzione del passato ed ha continuato a farla funzionare. Non si è chiusa nel recinto del “è roba loro”. Ha coinvolto i privati, ha attivato i volontari, ha ridato dignità a un parco abbandonato. Un piccolo intervento, certo. Ma concreto. Che poteva essere abbandonato a sé stesso sfoderando la scusa è opera di Del Brocco. Non lo ha fatto.

E anche Colombo Massa, da consigliere delegato all’Ambiente, ha dato una risposta visibile. Con educazione, con fermezza, con presenza. Ma Santucci non ha tutti i torti. Perché se ogni aiuola sistemata richiede un comunicato, vuol dire che Ceccano non è ancora una città normale. E finché la normalità fa notizia, la strada è lunga.

L’ultima scena

Querqui lavora, Massa lo accompagna. Santucci punge come sa fare, Del Brocco osserva da dietro le quinte. Uno aggiusta, l’altro controlla che l’aggiustatura non diventi autocelebrazione.

E in mezzo, una città che vuole respirare aria nuova ma che ha ancora vecchi refoli che tirano da ogni direzione.