Ceccano, la stessa centralina letta in due modi opposti

Querqui risponde punto su punto all'opposizione con la serie storica ARPA: sforamenti dimezzati dal 2022. Del Brocco replica a muso duro, contesta scuolabus e murale antismog e rilancia sul Decreto Crescita: 130mila euro persi.

Gli stessi dati ARPA, la stessa centralina, due letture opposte. Dopo l’affondo dell’opposizione di Grande Ceccano sul primato negativo per il PM10, il sindaco Andrea Querqui ha risposto con una nota lunga e circostanziata, tutta costruita su serie storiche. La replica non si è fatta attendere: l’ex assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco ha rilanciato su Facebook. Punto per punto, con toni molto più duri. (Leggi qui: Ceccano, la centralina che non cambia copione).

I numeri secondo il sindaco

Querqui non nega il primato: «È vero che Ceccano resta maglia nera per lo smog tra i grandi comuni della provincia», ammette. Ma contesta il quadro tracciato dall’opposizione, «che travisa i dati».

AnnoGiornate di sforamento PM10
202257
202348
202446
202537
202624

La tabella di Andrea Querqui dice che al 10 settembre 2026 la centralina di Ceccano Scalo ha registrato 24 giornate di sforamento del limite giornaliero di PM10, contro le 57 della stessa data nel 2022 (meno della metà).

La centralina Arpa di Ceccano

La serie che il sindaco mette sul tavolo, giornata per giornata fino al 10 settembre, è netta: 48 nel 2023, 46 nel 2024, 37 nel 2025, appena 24 quest’anno. Sui dodici mesi interi il calo è altrettanto marcato: dai 94 sforamenti del 2022 ai 72 del 2025, oltre venti in meno. La media della concentrazione, pari a 26 microgrammi per metro cubo, resta sotto la soglia di allarme fissata a 40. La normativa europea, ricorda il Comune, fissa il limite giornaliero a 50 microgrammi e ne tollera un massimo di 35 superamenti l’anno: Ceccano, dunque, è ancora sopra la soglia di attenzione ma in traiettoria di miglioramento.

Querqui rivendica anche un fronte istituzionale: la nascita di un tavolo interistituzionale permanente con altri 14 Comuni ciociari, coordinato dalla Prefettura, contro gli sversamenti illegali nel Sacco e per la qualità dell’aria. La definisce «la misura più incisiva messa in campo negli ultimi dieci anni». (Leggi qui:  Fiume Sacco, nasce il Tavolo dei Sindaci con Frosinone capofila).

Scuolabus, termostati e un murale con la dea Mater Matuta

Sul fronte delle misure concrete, il sindaco elenca la riattivazione del servizio di scuolabus dopo uno stop che definisce di «un anno e mezzo», utile anche a ridurre il traffico intorno alle scuole; l’installazione di termostati negli istituti scolastici per regolare gli orari di accensione dei climatizzatori, altrimenti lasciati sempre accesi; e l’incentivo alle vernici antismog, di cui cita come esempio il murale realizzato sulla cabina Enel della scuola Mastrogiacomo dall’artista Rocco Lancia, vincitore del bando comunale «Colora Ceccano», raffigurante Mater Matuta, divinità volsca della nascita legata alla tradizione del territorio: la stessa opera che l’opposizione aveva liquidato come «di dubbio gusto estetico». È annunciata anche una campagna di sensibilizzazione sul trasporto pubblico locale e scolastico.

Il Decreto Crescita: «Colpa della giunta precedente»

La scuola Mastrogiacomo

Sul capitolo più politico, quello dei fondi del Decreto Crescita per l’ammodernamento degli impianti termici delle scuole Mastrogiacomo e Badia-Maiura, Querqui ribalta l’accusa: i finanziamenti, dice, sono stati «messi a repentaglio dalla precedente Giunta comunale», di cui il suo accusatore l’ex assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco faceva parte come assessore. Ripete la versione già fornita nei giorni scorsi sulla vicenda dell’asilo nido: l’amministrazione attuale si è trovata costretta a revocare l’incarico a una ditta finita sotto inchiesta e a chiedere una proroga dei termini, «restando in attesa di risposta».

Chiude accusando Del Brocco di disinformazione anche su altri fronti: la sanità di Ceccano e la posizione del presidente della Regione Francesco Rocca, la vicenda degli asili nido con il consigliere Ugo Di Pofi. Gli attribuisce, come «politica più incisiva» del suo mandato da assessore, una richiesta all’ARPA di spostare la centralina di rilevamento, richiesta che non è stata accolta.

La controreplica di Del Brocco

Riccardo Del Brocco

Del Brocco non usa mezzi termini. Definisce la nota del sindaco «arraffazzonata e confusa» e lo accusa di reagire «in maniera piccata e scomposta» quando viene colto in fallo. Ribadisce il punto di partenza: Ceccano resta maglia nera anche nella rilevazione estiva. E contesta uno per uno gli argomenti di Querqui. Sugli scuolabus, fa notare che i mezzi in uso a Ceccano non sono né elettrici né a GPL, tanto meno di ultima generazione: se il calo delle emissioni fosse legato al fermo del servizio, sarebbe la controprova che quei mezzi inquinano, non un merito amministrativo. Sui termostati scolastici, l’obiezione è quasi comica nella sua semplicità: a settembre, dopo un’estate fra le più calde degli ultimi anni, i riscaldamenti sono spenti da almeno cinque mesi. Rivendicarne la gestione oggi, per Del Brocco, non ha alcun senso.

Sul Decreto Crescita l’ex assessore respinge ogni responsabilità e rilancia con una cifra precisa: 130mila euro andati persi per il mancato riaffidamento dei lavori sulle caldaie vecchie e inquinanti, un passaggio che — sostiene — avrebbe richiesto «al massimo una settimana» e non un anno di attesa. Annuncia che le stesse domande arriveranno in Consiglio comunale attraverso la capogruppo Alessia Macciomei, dove «non potrai dire cavolate». E coglie l’occasione per ricordare che l’amministrazione Querqui non ha, a oggi, un assessore all’Ambiente ma un delegato, il consigliere Colombo Massa. Chiude rilanciando il proprio evento «Notte Verde» dedicato ai temi ambientali.

La nomina

Andrea Querqui consegna il decreto di nomina a Tonino Pizzuti

Intanto c’è da registrare un cambio ai vertici della Polizia Locale di Ceccano. Il sindaco ha firmato in settimana il decreto di nomina di Antonio Pizzuti a nuovo vicecomandante del Corpo. Un traguardo che arriva a distanza di quasi 38 anni dall’ingresso in servizio di Pizzuti, avvenuto il 16 settembre 1988, sinora inquadrato come funzionario di vigilanza.

«Si è distinto per decenni per impegno, dedizione e senso del dovere», ha dichiarato Querqui, annunciando la nomina. Pizzuti succede a Armando Giovannone, istruttore direttivo che lascia l’incarico per raggiunti limiti di servizio. L’amministrazione comunale ha rivolto al neo vicecomandante gli auguri di buon lavoro nelle nuove funzioni vicarie.