A Ceccano arrivano 2,5 milioni per scuole e dissesto idrogeologico. Il risultato dell’amministrazione Querqui si trasforma subito in capitale politico: rivincite social nella maggioranza, repliche agli avversari e rivendicazioni di Fratelli d’Italia sul ruolo del Governo e di Ruspandini.
Due milioni e mezzo di euro per Ceccano, destinati alla messa in sicurezza di scuole e territorio. Soldi veri, nero su bianco, con un decreto del Ministero dell’Interno del 7 maggio 2026. Non promesse da campagna elettorale, non rendering da convegno, non post con la ruspa parcheggiata in posa. Soldi.
E siccome la politica è anche teatro, oltre che sostanza, la notizia ha prodotto immediatamente un secondo effetto: una piccola processione social fatta di like, condivisioni, commenti, rivincite e stoccate. Perché in politica come spesso accade non basta mai vincere una partita, bisogna pure far sapere bene a chi l’hai vinta.
Il risultato, però, resta. Ed è pesante. L’amministrazione guidata dal Sindaco Andrea Querqui porta a casa 2,5 milioni di euro: 1 milione per l’edilizia scolastica e 1,5 milioni per la messa in sicurezza delle aree più segnate dal dissesto idrogeologico. Una cifra che non cambia da sola la storia della città ma che racconta una cosa precisa: in meno di un anno di mandato, Palazzo Antonelli riesce a mettere le mani su un finanziamento che tocca il cuore quotidiano di una comunità. Le scuole e il territorio.
Le scuole prima di tutto

Nel dettaglio, cinque dei sei interventi riguarderanno l’edilizia scolastica.
Saranno interessati il plesso “Vicebrigadiere CC Mario Carcasole” in via San Francesco con 300mila euro, la “Luigi Mastrogiacomo” in via Matteotti con 200mila, il Secondo istituto comprensivo in via Gaeta con 200mila, la primaria della “Badia-Maiura” con 200mila e il plesso “Passo del Cardinale” con 100mila.
Il resto, cioè 1,5 milioni di euro, andrà invece agli interventi contro frane e smottamenti, cioè contro quella parte di territorio che ogni volta torna a presentare il conto quando piove troppo o quando il dissesto decide di ricordare a tutti che non basta indignarsi, bisogna intervenire.
Querqui, nel comunicato, la mette giù nel modo più lineare: è una risposta concreta ai bisogni reali della comunità. Ed è difficile dargli torto. Perché quando parli di scuole sicure e di territorio protetto, non stai parlando di un’opera vetrina. Stai parlando di priorità vere.
La rivincita social della maggioranza

Ma il sale, come spesso accade, è arrivato dopo. Nei commenti. Nei post. Nei sottintesi. Perché la notizia ha scatenato una pioggia di reazioni social dentro la maggioranza. Condivisioni, applausi, complimenti. E soprattutto qualche sassolino tolto dalle scarpe con elegante soddisfazione.
Il più diretto è stato Alessandro Ciotoli, che ha scritto: “a forza di scaldare sedie”. Una frase che non ha bisogno di traduzione simultanea. Il riferimento è chiarissimo ed è una frecciatina dritta all’ex assessore alla Cultura Stefano Gizzi, che nei suoi “Caffè ceccanesi” con cui commenta via social la politica cittadina aveva liquidato l’attuale amministrazione come una squadra di scaldasedie. E allora ecco servita la risposta. Non in conferenza stampa. Non con la faccia tesa da replica ufficiale. Ma nel modo più politico e più contemporaneo possibile: una frase breve, lasciata lì, quanto basta per farsi capire da tutti.
Anche la consigliera Gina Carlini sceglie la stessa linea e scrive: “e meno male che siamo degli scaldasedie”. Mentre il consigliere Mariano Ranieri si affida a un classico immortale: “eppur si muove”. E Pino Maliziola chiude con un commento che sa di sigillo finale: “tutto il resto… chiacchiere da 4 gatti al bar”. C’è tutta la grammatica della politica locale in questa sequenza: il risultato amministrativo, la rivincita comunicativa, la risposta agli avversari, la carezza ai propri. Niente di nuovo. Ma tutto molto ceccanese.
La soddisfazione corre

La soddisfazione, del resto, è corale.
Si fanno sentire altri assessori, tra cui la vicesindaca Mariangela De Santis. Si fa sentire la presidente del Consiglio Emanuela Piroli. Gli amministratori rilanciano il post del sindaco come si rilancia una notizia che non è soltanto buona ma utile anche a dare il senso di una macchina amministrativa che produce.
E si fa sentire anche Progresso Fabraterno, il movimento politico formato esclusivamente da giovani che alle scorse elezioni ha eletto e spedito un suo uomo in Giunta. Esprime soddisfazione, ringrazia sindaco, amministrazione e uffici e mette il punto giusto: investire su edifici scolastici e territorio significa prendersi cura della comunità oggi e per il futuro.
Il dato politico è anche questo: davanti a un risultato concreto, la maggioranza si compatta e trova un linguaggio comune. Ognuno con il suo stile, ognuno con la sua battuta, ognuno con il suo registro. Ma tutti dentro la stessa cornice.
Non solo fondi: un messaggio politico

La vera notizia, in fondo, non è solo la cifra. È il messaggio politico che la accompagna. Querqui aveva indicato le scuole come priorità in campagna elettorale. Oggi rivendica che, in meno di un anno, arriva un finanziamento importante proprio su quel fronte. È il tipo di risultato che una maggioranza usa per dire: non stiamo solo amministrando l’ordinario, stiamo portando a casa risorse.
E infatti il sottotesto è chiaro: si può discutere di stile, tempi, narrazione, facce, simpatie, antipatie. Ma quando arrivano 2,5 milioni, la polemica deve almeno fermarsi un attimo a fare i conti.
E poi arriva anche la rivendicazione di Fratelli d’Italia
A completare il quadro politico ci ha pensato anche Fratelli d’Italia. Con un post firmato dal presidente del circolo cittadino Rino Liburdi e con il richiamo diretto della capogruppo Ginevra Bianchini, il Partito ha rivendicato il peso del Governo Meloni dentro questa partita. Ha ricordato il decreto ministeriale del 5 maggio 2026 e sottolineato come il Comune di Ceccano rientri tra i beneficiari di un investimento complessivo da oltre 1,3 miliardi di euro nel triennio 2026-2028.

Non solo. Liburdi e Bianchini ringraziano apertamente anche il vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Massimo Ruspandini, per aver seguito in prima persona l’iter che ha portato alla concessione dei finanziamenti e per l’attenzione costante ai temi dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini ceccanesi.
È un’integrazione politica che non stona affatto dentro questa vicenda, anzi la completa. Perché se da un lato l’amministrazione Querqui ha saputo cogliere l’occasione e portare a casa un risultato concreto per la città, dall’altro il centrodestra locale prova legittimamente a ricordare che certe opportunità nascono anche da una scelta di fondo del Governo di investire sui Comuni. E in questo senso la frase di Ginevra Bianchini suona quasi come una postilla istituzionale più che come una polemica: “È così che si fa politica: lavorando per raggiungere gli obiettivi e far crescere il territorio, al di là delle appartenenze politiche”.
Una rivendicazione di parte, certo ma che in questo caso finisce anche per rafforzare il dato più interessante di tutta la vicenda: quando arrivano risorse vere, alla fine tutti cercano di salire sul carro. Il punto, però, è che qualcuno quel carro lo ha messo davvero in moto.
Un merito va anche a chi ha aperto la porta

C’è poi un altro dato politico che va riconosciuto senza troppi giri di parole: i complimenti vanno fatti anche a chi ha scelto di dare ai Comuni l’opportunità di rispondere ai propri bisogni, cioè a questo Governo, che ha mostrato di aver compreso le esigenze concrete degli enti locali.
Perché il punto è anche questo: mettere a disposizione risorse e strumenti non è un fatto scontato, soprattutto in una fase in cui i Comuni sono chiamati ogni giorno a fare i conti con scuole, dissesto, manutenzioni e bilanci stretti. Poi, certo, aprire la porta non basta. Tocca ai territori saper cogliere l’occasione, presentare progetti credibili e rispondere bene. E qui Ceccano ha saputo farlo, indirizzando la possibilità ricevuta verso quelle che riteneva, giustamente, le priorità più urgenti per la città.
Quando i numeri valgono più delle battute
Alla fine, la scena è questa: il sindaco pubblica il risultato, la maggioranza esulta, gli assessori condividono, i consiglieri si tolgono qualche sassolino e Fratelli d’Italia rivendica il ruolo del Governo Meloni e il lavoro parlamentare di Massimo Ruspandini.

E in mezzo resta una verità quasi brutale nella sua semplicità: si può ironizzare, si può punzecchiare, si possono distribuire meriti tra Comune, Governo, partiti e rappresentanti territoriali. Ma quando arrivano soldi per scuole e territorio, i numeri parlano più di tutto il resto. E qui i numeri dicono due cose insieme: che qualcuno ha aperto la strada mettendo risorse a disposizione dei Comuni, e che Ceccano ha saputo farsi trovare pronta, rispondendo con progetti ritenuti meritevoli di finanziamento.
Per oggi, almeno per oggi, parlano chiaro soprattutto i fatti.
Ora viene la parte più difficile
Adesso, però, arriva il passaggio più complicato. Per un ente pubblico, ottenere i finanziamenti è già un risultato super importante. Ma metterli a terra è la parte più difficile, perché i soldi vanno trasformati in progettazioni, atti, gare, procedure corrette, tempi rispettati, cantieri veri. Altrimenti il rischio, sempre dietro l’angolo nella macchina pubblica, è quello di perderli.
E qui entrerà in gioco soprattutto la parte tecnica del Comune, cioè gli uffici, chiamati a tradurre il risultato politico in opere concrete attraverso le procedure giuste. È lì che comincerà la prova vera.



