Ceccano si ritrova unita davanti all’ennesima ferita del fiume Sacco

La politica cittadina si compatta davanti alla nuova emergenza ambientale del corso d'acqua con sversamenti illegali, moria di pesci e allarme tra la popolazione. Approvata all'unanimità dalla conferenza dei capigruppo. Undici gli impegni da portare avanti: dal rafforzamento dei controlli sugli scarichi alla trasparenza sui dati ambientali e sanitari

Ceccano e la politica trovano una linea comune attorno al fiume Sacco, provano a parlare con una voce sola. E non è poco. Il comunicato diffuso in queste ore dal Comune dice una cosa precisa: la Conferenza dei capigruppo, riunita dalla presidente del Consiglio Comunale Emanuela Piroli, ha espresso parere favorevole unanime alla mozione ambientale proposta dalla maggioranza. Lo fa dopo l’ennesima emergenza sul fiume, con sversamenti illegali, moria di pesci e allarme diffuso nella popolazione.

Il 4 maggio sarà poi il Consiglio comunale a conferire un mandato pieno al sindaco Andrea Querqui e alla giunta per portare avanti una linea coordinata contro l’emergenza ambientale della Valle del Sacco.

Undici impegni e una linea comune

Politicamente, il segnale è molto più che discreto: è veramente buono. Perché quando si parla di ambiente, e soprattutto di Sacco, la politica conta. E conta anche tanto. Conta nel tenere alta l’attenzione, nel chiedere dati, nel pretendere controlli, nel costruire reti tra enti, nel non lasciare tutto alle sole carte tecniche o alle sole indignazioni da social.

Andrea Querqui

Querqui, nel comunicato, rivendica il senso dell’iniziativa e prova a portarla su un terreno più largo: l’ambiente, dice in sostanza, non ha colori politici. E la stessa Piroli sottolinea la collegialità della conferenza dei capigruppo e la necessità di seguire una linea comune.

Dentro la mozione ci sono 11 impegni, dal rafforzamento dei controlli sugli scarichi alla trasparenza sui dati ambientali e sanitari, fino alla richiestadi una stazione fissa di monitoraggio della qualità delle acque e a relazioni periodiche al Consiglio comunale.

Europa Verde, Massa e il livello che sale

Filiberto Zaratti (Foto: Francesco Benvenuti © Imagoeconomica)

Anche perché intorno a questa vicenda si è mosso più di un fronte. Europa Verde Ceccano era intervenuta subito, con un post netto: forte preoccupazione, contatto immediato del delegato all’ambiente Colombo Massa con il Nucleo Forestale, attenzione alle verifiche sul territorio e un messaggio politico chiaro, cioè che il Sacco continua a chiedere attenzione, tutela e verità.

E non è secondario che oggi Filiberto Zaratti porti la questione in uno spazio pubblico e politico più ampio: segno che la pressione istituzionale, anche dal basso, si è fatta sentire. E in questo quadro il ruolo di Colombo Massa assume valore, perché trasforma la delega ambientale in un punto di raccordo tra territorio, controllo e iniziativa politica.

Quando la politica decide di contare

Questo è il punto vero. Bene che la politica sia intervenuta, perché sulla questione ambientale la politica conta. E conta anche tanto. Conta quando smette di inseguire l’emergenza solo a parole e prova invece a costruire atti, pressioni, convergenze, indirizzi amministrativi.

Il Municipio di Ceccano

Il segnale, stavolta, è importante proprio perché arriva in modo unitario. Non perfetto, non risolutivo, ma importante. Perché il Sacco non ha bisogno di un altro coro indignato di ventiquattr’ore: ha bisogno di una filiera istituzionale che si muova insieme. Questa volta il segnale è buono. Molto buono. Adesso però va trasformato in una cosa più difficile dei comunicati: continuità.

La vera domanda resta lì

Colombo Massa, assessore all’ambiente

E allora bene così. Bene i comunicati. Bene l’unità, bene la mozione, bene che la politica, su una materia del genere, abbia deciso di non restare spettatrice. Però la domanda vera resta lì, sospesa sopra quella schiuma e sopra quei pesci morti: alla prossima emergenza visiva, cosa si farà davvero?

Perché il problema del Sacco diventa enorme quando si vede. Quando arriva la fotografia che non si può ignorare. Quando la schiuma corre, quando i pesci galleggiano, quando l’allarme diventa immagine. Ma la politica, se vuole contare fino in fondo, deve agitarsi anche prima. Non solo quando l’emergenza si mostra. Non solo quando diventa impossibile voltarsi dall’altra parte.

Il mostro che non c’era

Riccardo Bianchi

Per anni si è gridato allo scandalo del Consorzio industriale Asi di Frosinone, guidato all’epoca dal Pd Francesco De Angelis. Si è gridato che non faceva bene il suo lavoro, la società in house AeA non depurava e la conseguenza era l’inquinamento. Con il povero presidente dell’epoca Riccardo Bianchi che in una conferenza stampa elencava tutti i sensori installati, tutti gli allarmi dati e tutte le denunce presentate per proteggere il fiume Sacco. Dopo qualche settimana lo hanno arrestato. (Leggi qui: Caccia ai pirati dell’ambiente: AeA e la rivoluzione green).

L’accusa era di non trattare adeguatamente i fanghi derivanti dalla depurazione ma di smaltiti illecitamente senza considerarli rifiuti pericolosi. In pratica, gli hanno messo sulle spalle la croce dell’inquinamento nel Sacco, gli odori nauseabondi che ammorbavano la popolazione di Ceccano e Patrica, una cattiva gestione dell’intero impianto di via Colle San Paolo a Ceccano. Dopo sei anni Riccardo Bianchi ed i suoi collaboratori sono stati assolti dal tribunale di Frosinone.

In tribunale è emerso che le puzze non venivano dal depuratore. E stato accertato che la depurazione dei fanghi avveniva secondo legge. Ed il giudice ha non solo assolto gli imputati ma ha disposto l’immediato dissequestro del depuratore di Ceccano.

Se non è il depuratore allora il mostro e qualcun altro. Perché la politica non ha il coraggio di dirlo ad alta voce? E magari chiedere scusa al dottor Bianchi?

E alla fine, inevitabilmente, arriva anche la politica

Rino Liburdi

Sul piano politico, anche il presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, Rino Liburdi, ha espresso soddisfazione per la sintonia individuata dall’amministrazione comunale di Ceccano nel suo insieme, maggioranza ed opposizione. Legittimo. Anzi, in questi casi è persino fisiologico che ciascuno provi a intestarsi un pezzo del risultato o almeno a far vedere di esserci stato. Fa parte del gioco.

Ma il dato vero è che il gioco non ha prodotto una rissa: ha prodotto una convergenza. Ed è già qualcosa. In una terra dove troppo spesso ci si divide perfino sull’evidenza, vedere maggioranza e opposizione convergere su un atto che riguarda il Sacco non è soltanto un fatto amministrativo. È un segnale politico. E stavolta, va detto, un segnale serio.