Ceccano torna in Aula: cinque punti, ma lo scuolabus promette battaglia

Consiglio comunale convocato per domani 29 settembre. All’ordine del giorno bilancio, un debito fuori bilancio, la nuova gara pluriennale per il trasporto scolastico e l’ingresso di Jenne nella Centrale unica di committenza. Il punto più caldo sarà proprio quello sugli scuolabus: l’opposizione prepara una lunga serie di domande.

Cinque punti all’ordine del giorno. Sulla carta, una seduta che potrebbe anche filare via senza scossoni. Nella realtà, almeno uno di quei punti ha tutte le caratteristiche per trasformarsi nel vero terreno di confronto politico della serata. Il Consiglio comunale di Ceccano è convocato per domani 29 settembre alle 18. Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, l’Aula dovrà occuparsi di una variazione urgente di Bilancio, del riconoscimento di un debito fuori bilancio, della nuova organizzazione pluriennale del trasporto scolastico e dell’adesione del Comune di Jenne alla Centrale Unica di Committenza già costituita tra Ceccano, Patrica e Amaseno. 

Il punto destinato a prendersi più tempo, però, è il quarto: quello dello scuolabus.

Prima i conti

Il secondo punto riguarda la ratifica di una variazione urgente al Bilancio di previsione 2026-2028, approvata dalla Giunta con la delibera numero 193 del 21 agosto. È uno dei passaggi classici della vita amministrativa: la Giunta interviene per modificare gli stanziamenti e il Consiglio è chiamato poi a ratificare quella scelta entro i termini previsti.

Più tecnico il punto successivo dove il Comune dovrà riconoscere un debito fuori bilancio derivante dall’esecuzione di un decreto ingiuntivo del Tribunale di Frosinone e dal relativo giudizio davanti al Tar Lazio, sezione di Latina. Qui il Consiglio dovrà prendere atto di un’obbligazione maturata fuori dal normale percorso del bilancio comunale e ricondurla formalmente dentro i conti dell’Ente. 

Poi arriverà il trasporto scolastico ed è lì che il clima dovrebbe cambiare.

Lo scuolabus fino al 2030

Formalmente l’Aula dovrà approvare la relazione prevista dall’articolo 14 del decreto legislativo 201/2022, il capitolato speciale, gli obblighi di servizio pubblico e gli indirizzi necessari per avviare la gara ad evidenza pubblica. Tradotto: il Comune vuole mettere fine alla stagione degli affidamenti brevi e costruire un servizio che accompagni Ceccano dall’anno scolastico 2026/2027 fino al 2029/2030. Questa è la scelta che l’Amministrazione Querqui aveva anticipato pochi giorni fa.

Lo scuolabus partirà entro metà novembre. Questa volta però, anziché ricorrere ad affidamenti di sei mesi o di un anno, Palazzo Antonelli vuole impostare una gara pluriennale con l’obiettivo dichiarato di ottenere maggiore stabilità, efficienza ed economicità. 

Sono arrivate 260 iscrizioni entro il 7 settembre, un numero sostanzialmente in linea con quello della fase sperimentale svolta tra gennaio e giugno. Eventuali ulteriori adesioni potranno essere valutate nei primi quindici giorni dall’avvio del servizio. 

Fin qui la linea della maggioranza. L’opposizione, però, sta già affilando le lame.

Le domande della minoranza

Francesca Ciotoli

La prima domanda è inevitabile. Perché metà novembre? Il servizio era stato inizialmente immaginato per ottobre. Il Comune ha poi spiegato che i tempi si sono allungati per predisporre una gara pluriennale, definire gli atti e valutare tutte le iscrizioni ricevute. A questo si aggiunge il possibile impatto della nuova Unità di Rete 09, di competenza regionale, che potrebbe modificare il quadro del trasporto scolastico anche per gli studenti della scuola secondaria di primo grado. 

L’assessore alla Pubblica Istruzione Francesca Ciotoli lo ha detto chiaramente: sarà una partenza ritardata, ma nelle intenzioni del Comune dovrà essere l’ultima. La maggioranza punta proprio su questo, ovvero accettare oggi qualche settimana di ritardo per arrivare ad un contratto capace di garantire continuità fino al 2030.

L’opposizione proverà invece a spostare il discorso sul presente: alle famiglie che attendono lo scuolabus quest’anno interessa prima di tutto sapere perché debbano aspettare fino a novembre. Questa sarà soltanto la prima domanda.

Quanti bambini domani?

(Foto © DepositPhotos.com)

C’è poi un tema più tecnico ma politicamente interessante. La gara viene costruita oggi su una platea che conta circa 260 richieste. Cosa accadrà se nel prossimo anno scolastico gli iscritti aumenteranno sensibilmente? Il servizio sarà abbastanza flessibile da assorbire un numero maggiore di bambini? Saranno previsti meccanismi per rimodulare linee, mezzi e personale? In che modo verranno gestite le nuove esigenze senza dover mettere mano ogni volta all’impianto dell’affidamento? Sono alcune delle questioni che, secondo quanto filtra dalla minoranza, verranno poste in Aula.

Poi ci sono le domande più semplici. Quante linee verranno attivate? Con quanti mezzi? Come saranno organizzate le fermate? Quali saranno gli orari? Come verranno gestite le eventuali nuove iscrizioni? E soprattutto: quanto costerà tutto questo al Comune?

La partita dei soldi

Andrea Querqui

È probabilmente il nodo più delicato. Il Sindaco Andrea Querqui ha già ammesso che i costi di gestione sono ancora elevati rispetto al numero degli abbonamenti. Per questo l’Amministrazione vuole aumentare l’utilizzo del servizio e rendere più vantaggiosa la gestione attraverso la durata pluriennale del contratto. 

Qui l’opposizione chiederà numeri. Quanto verrà impegnato ogni anno? Quale sarà la quota coperta dalle famiglie? Quanto resterà a carico del bilancio comunale? Da quali capitoli arriveranno le risorse? Domande legittime in una città dove lo scuolabus, prima ancora di tornare su strada, era già diventato uno dei dossier politici più sensibili della nuova Amministrazione.

Il servizio era stato riattivato nel gennaio 2026 dopo essere rimasto fermo. Nei primi mesi la maggioranza lo aveva presentato come una promessa mantenuta, mentre il vero banco di prova era stato individuato proprio nella capacità di renderlo stabile senza trasformarlo in un peso eccessivo per le casse comunali. Adesso quella prova arriva in Consiglio.

Ciotoli sotto esame

Il cimitero di Ceccano

Sul punto dovrà dare molte risposte Francesca Ciotoli, assessora alla Pubblica Istruzione anche perchè non è il momento amministrativamente più semplice. Sul tavolo ha lo scuolabus, che parte in ritardo e deve diventare un servizio strutturale. C’è poi il cimitero, altro settore sul quale in città continuano a circolare lamentele legate al decoro e alla manutenzione. Sono temi molto diversi tra loro, ma hanno una caratteristica comune: il cittadino li misura direttamente.

Lo scuolabus quando passa o non passa, mentre il cimitero quando è curato o quando presenta criticità. Sul secondo fronte la sensibilità è inevitabilmente alta. Il cimitero non è un luogo qualsiasi e il tema del decoro, proprio per la funzione che svolge, difficilmente può essere considerato marginale.

La partita più favorevole per Ciotoli, in questa fase, resta quella dei progetti sovracomunali e dell’Area Vasta, dove l’Amministrazione ha portato avanti un lavoro di rete più ampio tra enti. Ma sul quotidiano le domande sono altre e lunedì sera una parte di quelle domande arriverà direttamente dai banchi della minoranza.

Jenne entra nella Centrale unica

L’ultimo punto è più amministrativo. Il Consiglio dovrà approvare l’ingresso del Comune di Jenne nella Centrale Unica di Committenza dei Comuni di Ceccano, Patrica e Amaseno. La CUC serve a gestire in forma associata procedure di gara e affidamenti, mettendo insieme competenze e strutture di più enti.

Con l’adesione di Jenne si allarga quindi la rete dei Comuni che utilizzano questa struttura comune e questo probabilmente sarà il punto meno rumoroso della serata perché a quel punto il Consiglio avrà già attraversato la parte più politica: lo scuolabus. Una questione partita mesi fa con una promessa, proseguita con una sperimentazione e arrivata ora davanti all’Aula con una gara fino al 2030.

La maggioranza dirà che è il prezzo da pagare oggi per avere finalmente un servizio stabile domani. L’opposizione chiederà perché quel prezzo debbano pagarlo, intanto, le famiglie che aspettano fino a novembre.

Domani  sera si comincerà da lì.