Centrosinistra a pezzi, la ricetta di Save Sardaro: “No ai solisti, sì ai federatori”

Dopo la riunione di LiberAnagni e le accuse di Luca Santovincenzo al Pd, lo storico dirigente dem veste i panni del pompiere auspicando che il consigliere diventi parte costitutiva di un ampio schieramento di forze progressiste. "Bisogna guardare i numeri prima dei rancori personali"

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Ad Anagni la politica del centrosinistra sembra condannata a un eterno ritorno: un ciclo di accuse incrociate che affondano le radici in un 2017 che ancora brucia. L’ultimo atto di questo rito si è consumato domenica scorsa durante la riunione di LiberAnagni. Nella quale il consigliere Luca Santovincenzo ha lanciato strali pesantissimi contro i “traditori” del governo Bassetta. (Leggi qui: Novecento giorni di opposizione ma l’unità del centrosinistra resta lontana).

Sebbene Santovincenzo non abbia fatto nomi, il bersaglio era evidente: l’attuale dirigenza del Partito Democratico. La ferita è il “peccato originale” del 2017, quando la decisione di staccare la spina alla giunta Bassetta aprì, di fatto, i cancelli della città alla destra di Natalia.

Oggi, con un Pd diviso tra una maggioranza targata Sordo ed una minoranza rappresentata da Angela Manunza che di fatto non riconosce il Segretario, e con la prospettiva della nuova Segreteria Provinciale Migliorelli all’orizzonte, quello strappo agisce come un veleno che impedisce la sintesi politica, rendendo la strada verso le Comunali del 2028 una salita ripidissima.

Save Sardaro getta acqua sul fuoco

La riunione di LiberAnagni

A cercare di riportare ordine, con il pragmatismo del dirigente di lungo corso, ci ha provato poche ore fa Vittorio Save Sardaro. Le parole dello storico esponente del Pd anagnino hanno cercato di riportare le tensioni ad un livello di guardia con l’invito a Santovincenzo a guardare i numeri prima dei rancori.

Save Sardaro ha ricordato che l’attuale peso istituzionale di Santovincenzo è dovuto molto a quel Partito la cui dirigenza oggi viene messa all’indice: Occorre partire dai risultati ottenuti nelle ultime amministrative del 2023 dove quella parte di PD che sosteneva la coalizione guidata da Santovincenzo, contribuì con oltre 700 voti”.

“Luca eletto con i voti del Pd”

Angela Manunza e Francesco Sordo, le due anime del Pd anagnino

In sostanza Save Sardaro ha sottolineato che il ruolo di Santovincenzo come unico consigliere d’opposizione di centrosinistra è arrivato anche grazie ai voti del centrosinistra tradizionale, “ed in particolare di quelli del PD”.

Ergo questo il messaggio, non si può buttare tutto alla finestra. Ed infatti l’analisi di Save Sardaro si è fatta poi più pungente sul piano della strategia.

Per il dirigente, rivangare il passato è un lusso che il centrosinistra non può permettersi: Recriminare e soffiare sul fuoco per quanto avvenne nel passato recente è del tutto inutile e lo è a maggior ragione quando ci si scaglia contro il PD che ha profuso tutte le sue energie per battere la destra”

La sfida dell’unità

La sfida che Save Sardaro ha lanciato a Santovincenzo è chiara: smettere i panni del solista ed indossare quelli del federatore. “Non si possono abbandonare gli alleati e sbeffeggiarli. Ne vale la credibilità di tutti”, ha scritto il dirigente democratico, auspicando che il consigliere diventi “parte costitutiva di un ampio schieramento di forze progressiste”.

Vittorio Save Sardaro

Save Sardaro ha infine ribadito la centralità del Partito Democratico come perno di qualsiasi alternativa credibile: “Il PD farà come sempre la sua parte e non verrà meno ai suoi compiti che sono quelli di un partito, pur nella diversità delle sue sensibilità politiche, che si assume la responsabilità di garantire un futuro e un benessere a tutti i cittadini di Anagni”.

Resta da capire se questo appello all’unità basterà a ricucire uno strappo che dura da troppo tempo. Se il centrosinistra anagnino continuerà a processare il proprio passato, difficilmente riuscirà a costruire il proprio futuro.