Un'analisi affidata all'intelligenza artificiale sulle comunali 2027 di Frosinone: Mastrangeli resta favorito, ma tra maggioranza divisa, centrosinistra frammentato e l'incognita Vannacci, la vera domanda è chi arriverà al ballottaggio senza farsi male da solo.
Non ha letto la mano a nessuno, non ha consultato un sondaggista, non ha nemmeno guardato i like sotto un post. Eppure, alla domanda su chi vincerà le Comunali di Frosinone del 2027, un’intelligenza artificiale ha dato una risposta più articolata di molte analisi politiche in circolazione. E la prima notizia è che nessuno, oggi, può dirsi già vincitore.
Mentre Hollywood immagina intelligenze artificiali capaci di minacciare l’umanità, Dario Amodei (Anthropic / Claude) propone il disarmo bilanciato a Sam Altman (Open AI / ChatGPT) e la creazione di un’Authority internazionale, sullo stesso modello di quella che oggi sorveglia il Nucleare. AI esplosiva e micidiale come l’Atomica.
Nel mondo, l’intelligenza artificiale ha già rivoluzionato centinaia di professioni, modelli di lavoro, strategie militari, risolto problemi matematici rimasti senza risposta per secoli, creato nuovi teoremi da fare invidia ad Einstein. A Frosinone ne è bastata una molto più mansueta per rispondere a una domanda da bar: chi vincerà le comunali del 2027? La risposta, tra maggioranze che si sfaldano e centrosinistra diviso, è più interessante del previsto.
Il metodo di lavoro

Innanzitutto, una premessa: niente algoritmi capaci di leggere nel pensiero degli elettori, niente analisi dei like sotto i post o i reel dei personaggi politici di Frosinone. E soprattutto, niente sondaggi inventati.
La previsione dell’IA è frutto esclusivamente di un’analisi politica costruita sui risultati delle ultime tre elezioni, sugli equilibri del Consiglio comunale ed in particolare sui movimenti che in queste settimane stanno ridisegnando alleanze e schieramenti a Frosinone.
La risposta, per il momento, è abbastanza netta: se si votasse oggi, Riccardo Mastrangeli partirebbe ancora favorito per la riconferma a sindaco. Ma attenzione: partire favorito non significa avere già indossato di nuovo la fascia tricolore. Anzi.
Come l’IA ha costruito la sua previsione

Il primo dato preso in esame è quello elettorale. A Frosinone il centrodestra governa ininterrottamente dal 2012. Nicola Ottaviani ha vinto nel 2012 e soprattutto nel 2017, quando conquistò il Comune addirittura al primo turno con oltre il 56%.
Nel 2022 il suo erede Riccardo Mastrangeli ha raccolto quasi il 49,3% al primo turno e poi ha vinto il ballottaggio contro Domenico Marzi con il 55,3%.
Insomma, il centrodestra nel capoluogo non è un incidente di percorso: è una presenza elettorale consolidata. Mastrangeli parte da questa posizione di vantaggio.
Ma nel frattempo qualcosa si è rotto. La maggioranza consiliare ha perso pezzi e si sono moltiplicati dissensi, cambi di collocazione e distinguo. La vicenda della Presidenza del Consiglio comunale, ancora senza soluzione dopo le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri, avvenute quattro mesi fa, è diventata la rappresentazione plastica della situazione: una maggioranza che numericamente ancora regge sul piano amministrativo ma che politicamente si sfalda.

Non è un dettaglio. Nelle scorse settimane dieci consiglieri hanno chiesto la convocazione urgente dell’Aula per eleggere il nuovo presidente, mentre il rischio di un intervento prefettizio è diventato una spada di Damocle permanente su Palazzo Munari. Il Consiglio comunale di Frosinone non è ancora diventato un vero campo di battaglia ma certamente non è nemmeno un convento di frati trappisti.
Uno sguardo all’opposizione
Il centrosinistra dovrebbe aver capito che nel 2027 non basterà aspettare che Mastrangeli perda voti. Bisognerà conquistarli. Ma le ultime ore hanno ormai certificato che l’unità della coalizione riformista a Frosinone è, almeno per ora, soltanto una bella suggestione: da una parte ci sarà il PSI con il candidato sindaco Vincenzo Iacovissi, dall’altra il cosiddetto campo largo. Anche se non è ancora chiaro con chi lo farà il PD. (Leggi qui: I manifesti di Iacovissi costruiti su due anni di litigi nei Dem).

E qui torna di attualità la vecchia maledizione del centrosinistra: quando finalmente trova un avversario in difficoltà, riesce anche a trovare il modo di discutere su chi debba approfittarne. Proprio il dato del 2022 dovrebbe consigliare prudenza. Marzi arrivò al 39%, ma alle sue spalle il socialista Iacovissi raccolse quasi il 6% e Vicano oltre il 4,5%.
Non è detto che quei voti sarebbero confluiti automaticamente su un unico candidato, ma è di solare evidenza che la frammentazione non aiutò la sinistra. Ripetere lo stesso schema nel 2027 sarebbe il modo più semplice per riconsegnare il Comune a Mastrangeli. Ma tant’è. La storia, a Frosinone, al centrosinistra non sembra aver insegnato nulla: si ripete soltanto, ciclicamente.
La variabile Anselmo Pizzutelli

E poi c’è la variabile Anselmo Pizzutelli: qui il quadro si complica. La nascita di “Un’Altra Frosinone”, il gruppo formato da Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone, aggiunge una tessera particolarmente interessante al mosaico dei competitor di Mastrangeli. (Leggi qui: I tre dissenzienti fanno gruppo: “Un’altra Frosinone” e i numeri cambiano in Aula).
Anselmo Pizzutelli non è semplicemente un esponente dell’opposizione. È un ex esponente della maggioranza, conosce dall’interno l’amministrazione e può tentare di parlare a un elettorato civico e moderato, che non necessariamente si riconosce nel centrosinistra tradizionale. Ultimo, ma non per questo meno importante, è dello Scalo. Il quartiere dove, storicamente, a Frosinone si vincono o si perdono le elezioni.
Per questo, una sua eventuale candidatura a sindaco avrebbe un effetto molto più grande del semplice numero di voti che potrebbe raccogliere. Potrebbe togliere consensi a Mastrangeli e, contemporaneamente, rendere più difficile per il centrosinistra costruire una coalizione larga. Al momento non è dato sapere cosa farà Pizzutelli: se si candiderà a sindaco, a consigliere, o farà lo spin doctor di qualcuno. Ma sarebbe un errore politico, per tutti, considerarlo una variabile marginale.
Futuro Nazionale, la variabile Vannacci

Infine c’è il capitolo più interessante. E forse più imprevedibile: Futuro Nazionale, il Partito di Roberto Vannacci. Non si sta parlando ovviamente di una candidatura già ufficializzata. Non c’è oggi un nome certo del generale come candidato sindaco a Frosinone. È un’ipotesi. Ma il movimento sta costruendo una presenza politica forte nel capoluogo.
Gli ex assessori Massimo Sulli e Massimo Renzi hanno recentemente aderito a Futuro Nazionale, indicando esplicitamente come riferimento Antonio Scaccia, vicesindaco e coordinatore provinciale del Partito. Ed è proprio questo il punto politicamente intrigante. Scaccia oggi è dentro l’amministrazione Mastrangeli ma contemporaneamente sta costruendo una propria rete politica. Se Futuro Nazionale decidesse di sostenere Mastrangeli, la coalizione avrebbe probabilmente un pezzo di elettorato aggiuntivo e una struttura più ampia. Se invece decidesse di presentare un proprio candidato sindaco, la partita cambierebbe radicalmente.
L’IA ha immaginato, a tal fine, un candidato vannacciano capace di raccogliere tra il 6 e l’8% dei voti: una stima in linea con l’ultimo sondaggio nazionale che accredita FN intorno al 7-8%. Potrebbe non avere alcuna possibilità di arrivare al ballottaggio. Ma potrebbe avere la possibilità di decidere chi ci arriva. E alle comunali questa è una differenza enorme. In altre parole: il candidato di Vannacci potrebbe non essere il prossimo sindaco di Frosinone ma potrebbe essere uno di quelli che decidono chi lo diventerà. Il centrodestra deve quindi fare attenzione a non vincere la partita sbagliata.
Il vantaggio (e il rischio) di Mastrangeli

Mastrangeli oggi ha un vantaggio evidente: può presentarsi agli elettori con cinque anni di amministrazione alle spalle. Opere, infrastrutture, interventi di recupero, mobilità, progetti, visione della città. E può aggiungere al racconto amministrativo, anche una prospettiva forte come quella della futura stazione dell’Alta Velocità, che il sindaco sta già utilizzando come elemento di visione strategica per il territorio.
Ma c’è anche il rovescio della medaglia. BRT, mobilità, traffico, ambiente e qualità urbana sono diventati terreni di scontro politico. Il BRT, in particolare, è ormai molto più di un’opera amministrativa: rischia di trasformarsi in uno dei simboli della campagna elettorale del 2027. Il banco di prova dei prossimi mesi invernali sarà fondamentale per capire come reagirà la gente al progetto. Un conto è che il BRT impiega sette minuti da De Matthaeis alla Stazione nella settimana di Ferragosto; un altro è il tempo impiegato in una giornata di pioggia, con le scuole aperte. La differenza è sostanziale, specialmente per quanto riguarda l’impatto del passaggio del BRT sul traffico cittadino.
E allora, chi vince?

In definitiva, l’IA “dice” che, se dovesse scattare oggi una fotografia della situazione, l’istantanea sarebbe questa: Mastrangeli è ancora il favorito. Ma non può permettersi di pensare di avere già vinto.
Angelo Pizzutelli è oggi il principale candidato alternativo, soprattutto se il PD riuscirà a costruire intorno a lui un’alleanza molto larga e credibile.
Iacovissi è il candidato che può crescere maggiormente, se riuscirà a trasformare il suo progetto alternativo e identitario in una proposta realmente di governo.
Anselmo Pizzutelli è la variabile civica più interessante: se resta autonomo può togliere voti; se diventa candidato sindaco può modificare gli equilibri; se entra in una coalizione può diventare decisivo.
E poi c’è Vannacci. Se il movimento di Scaccia entra nella coalizione di Mastrangeli, il sindaco rafforza il suo perimetro e il suo peso. Se invece presenta un proprio candidato, il centrodestra rischia di ritrovarsi con una competizione interna che potrebbe costargli parecchio in termini di consenso. Specialmente al primo turno.
Le note a margine

La previsione, infine, viene accompagnata dall’IA da un’avvertenza grande quanto Palazzo Munari: se il centrosinistra trova un candidato unico e competitivo e, contemporaneamente, il centrodestra si presenta diviso, la previsione “Mastrangeli favorito” salta. Ed è proprio questa la partita dei prossimi mesi.
Perché oggi la domanda non è soltanto: «Chi vincerà Frosinone?». La domanda vera è: «Chi riuscirà ad arrivare al ballottaggio senza essersi fatto male da solo?». L’IA questo non lo ha detto. Ma forse lo ha pensato.



