Alla riunione natalizia della Lega Lazio, Ciacciarelli porta 800 sostenitori all'Edra. Dove rivendica i risultati concreti su casa e territori. Abbruzzese porta 10mila tessere, Salvini applaude ed annuncia la sua presenza il prossimo anno. Il centrodestra regionale mostra unità e stabilità.
Lo slogan lasciava intuire che non sarebbe stata una cosa ordinaria ma “Più di un incontro”. Ed ha mantenuto fede all’impegno. Tutto lo Stato Maggiore della Lega di Roma e del Lazio schierato in prima fila, 19 sindaci presenti, un capogruppo regionale, due deputati, un sottosegretario, un governatore di Regione ed il ministro Matteo Salvini in collegamento da remoto per annunciare che l’anno prossimo sarà anche lui a Cassino all’appuntamento annuale dell’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli.
Ma se non bastasse questo a dire che è stato più di un semplice incontro allora ci sono le 780 persone rimaste in sala all’Edra Palace di Cassino: 600 nella sala al piano inferiore e 180 in quella al piano superiore, senza contare chi non ha trovato parcheggio ed ha rinunciato alla serata. (Leggi qui: Rocca a Cassino: il messaggio al centrodestra ed il futuro della Ciociaria).
Più di un incontro

Non è stato il tradizionale appuntamento natalizio della Lega cassinate: perché – tra una stretta di mano e un brindisi – ha messo in fila fatti, numeri e soprattutto un messaggio politico chiaro: il centrodestra nel Lazio è stabile, organizzato e non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Ciacciarelli ha parlato poco da cerimoniere e molto da assessore con i dossier fissati a memoria nella testa. Housing sociale, innanzitutto. Tema concreto, di quelli che pesano più delle parole. E mentre lui ricordava i risultati ottenuti, la cronaca gli correva incontro: proprio in queste ore il Comune di Ferentino ha potuto avviare i lavori per dieci appartamenti destinati a giovani che un affitto, da soli, non se lo sarebbero mai potuti permettere. Politica che scende dal palco e diventa chiave di casa. Non è poesia, è amministrazione: senza fronte politico; a Ferentino governa un sindaco che è stato tra i fondatori del Pd. (Leggi qui: Emergenza abitativa, Ferentino risponde con l’housing sociale).
L’agenda Ciacciarelli 2026

Poi la Programmazione 2026, snocciolata con il tono di chi sa di avere le carte in regola: dieci milioni di euro in arrivo per il sostegno alla locazione, sette milioni destinati a Roma e sei milioni alle province. Totale: una quindicina di milioni che segnano un passaggio politico non banale. Per la prima volta la Regione Lazio si sostituisce allo Stato, che ha interrotto i trasferimenti. Messaggio tra le righe: se il Governo centrale arretra, la Regione avanza. E non è poco.
Non finisce qui. Venti milioni per le ATER del Lazio, sette milioni per la portualità – non solo quella marittima ma anche quella “dentro terra”, laguale, spesso dimenticata. Un’agenda fitta, che Ciacciarelli rivendica senza alzare la voce ma con l’aria di chi sa che i risultati, alla lunga, parlano più forte dei proclami.
Il piano politico

Sul piano politico, la scena se l’è presa Mario Abbruzzese. Segretario Organizzativo della Lega del Lazio, regista silenzioso di un dato che Matteo Salvini ha voluto scolpire nella memoria collettiva: diecimila tessere sottoscritte, il Lazio come regione con il maggiore incremento di iscritti alla Lega in tutta Italia. Salvini non solo applaude, ma promette: il prossimo anno sarà lui in persona a tornare all’Edra Palace. Un’investitura, più che un invito.
E infatti ieri c’era tutta la catena di comando: Durigon, Bordoni, Ottaviani, Matone, Cartaginese. E, soprattutto, il presidente della Regione Francesco Rocca. Un parterre che non nasce per caso e che manda un segnale limpido anche ai più distratti: la Lega del Lazio è compatta, chi prende i voti conta, non è un club per pochi come dimostrano gli 800 seduti a tavola all’Edra.

In fondo, la fotografia della giornata è tutta lì. Una Lega che si ritrova, conta i militanti, mostra i numeri e intanto mette mattoni veri – non metaforici – per chi una casa non ce l’ha. Pasquale Ciacciarelli al centro, Mario Abbruzzese dietro le quinte ma ben visibile. Il resto è contorno. La sostanza è che questa non è una politica che più di promettere bussa alla porta. E, ogni tanto, la apre.



