Dopo aver consolidato il ruolo in Regione, Pasquale Ciacciarelli concentra iniziative e comunicazione su Roma. Una strategia che punta a rafforzarne il peso nella Lega e a entrare da protagonista nella partita delle Comunali capitoline.
L’ultimo in ordine di tempo è un video. Lo ritrae alla scrivania mentre sfoglia il testo della Legge di Semplificazione Urbanistica “che ho fortemente voluto per rendere il Lazio ancor più attrattivo anche per le tante aziende che intendono investire sul nostro territorio”. Target: Roma e Lazio. Due ore prima, una foto. Lo propone accanto ad un ufficiale in divisa della Guardia Costiera mentre firma un testo di legge: “Una costa che vale ha bisogno di programmazione: porti efficienti, servizi all’altezza, sviluppo che rispetti l’ambiente e crei lavoro”. Target: coste di Roma e Lazio. Scorrendo all’indietro le foto e le immagini parlano del lavoro della Protezione Civile, i milioni messi a disposizione per le coste di Ponza e Ventotene, iniziative per la tutela della casa, tutela dei monti e delle coste, il plauso per l’operazione Nereide. Tutte con uno stesso denominatore comune: il target è Roma e poi il Lazio.
C’è una strategia politica dietro il nuovo orizzonte geopolitico dell’assessore regionale alle Politiche della Casa ed alla Protezione Civile, Pasquale Ciacciarelli.
Il nuovo orizzonte

Tutto è cominciato da un paio di settimane. Una volta messa al sicuro la delega Regionale e rinviata sine die la possibilità di passare al Ministero dei Trasporti tra i collaboratori più vicini al ministro Matteo Salvini. Da allora l’agenda di Pasquale Ciacciarelli ha avuto un’inversione di tendenza: più attenzione sulla Capitale, riflettori accesi sull’area romana, maggiore presenza nell’Urbe. Cosa c’è dietro alla nuova strategia? I target verosimili sono due.
L’assessore vuole dimostrare al suo Partito che è possibile essere visibili su Roma anche con l’attività della Regione Lazio, spesso considerata un ente di Serie B. E vuole rendere visibile tutta l’attività di sua competenza svolta in nome e per conto del presidente Francesco Rocca.
Inoltre, non è escluso che Ciacciarelli voglia partecipare alla grande partita delle elezioni capitoline del prossimo anno. Senza candidarsi personalmente e senza lanciare guanti di sfida al sindaco Roberto Gualtieri. E in che modo allora? Sostenendo la lista comunale della Lega e quelle nelle Circoscrizioni, assicurandogli visibilità e sostegno politico durante la campagna elettorale. Puntando concretamente all’elezione.
Ciacciarelli 2.0

Si spiega così l’agenda diventata improvvisamente piena di appuntamenti presi all’interno del Grande Raccordo Anulare. La Provincia è un ottimo punto di partenza ed un efficace trampolino di lancio: ma una volta dentro l’arena romana comincia un’altra partita. Pasquale Ciacciarelli sembra averlo assimilato dopo la dura scalata per difendere l’assessorato regionale. Nella quale un ruolo, discreto ma efficace, lo ha svolto il presidente Rocca dicendo chiaramente alla Lega che lui non avrebbe sfiduciato l’assessore ma che avrebbe tenuto in considerazione la sua sostituzione qualora fosse pervenuta una richiesta formale del Partito. Un ruolo ancora più nell’ombra ma ancora più di sostanza lo ha avuto il senatore Claudio Durigon: è stato il Vice Segretario Federale della Lega a mettere fine alle discussioni sull’assessorato regionale, dicendo che non ce n’erano più le ragioni. È stata una blindatura definitiva e tombale.
Da quel momento è cominciato il posizionamento dei sacchetti di sabbia intorno alle postazioni e la definizione di nuove strade interne. Tutte che puntano al consenso. E tutte scavate dentro Roma. Il Grande Raccordo Anulare come nuova frontiera politica di un assessore che ha imparato quanto la Ciociaria sia il punto di partenza più che il punto di arrivo.


