Cianfrocca in poltrona, ma la marcia alla successione è solo un teatrino

Ad Alatri la marcia verso elezioni del 2027 è segnata in entrambe le coalizioni da veti incrociati, divisioni e tatticismi. L'annuncio del sindaco di non ricandidarsi ha creato una situazione d'impasse. Cosa sta accadendo. E perché

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

A volte la mossa più efficace è quella indietro. Il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca si è tolto dalla partita e così facendo ha bloccato tutti quelli che pensavano di poter correre subito in avanti. Perché rinunciare al momento giusto è la mossa politica più potente che esista. Risultato: l’impasse. L’annuncio fatto al termine dello scorso Consiglio di non ricandidarsi alle elezioni Comunali del prossimo anno sembrava aver dato un’accelerazione alla campagna elettorale e quindi alla corsa alla sua successione. E invece ad oggi regna lo stallo, le discussioni e l’assenza di unità. (Leggi qui: Cinque anni di tormenti. E alla fine Cianfrocca ha detto basta. Ed anche qui: Alatri, dopo Cianfrocca è tana libera tutti e rischio chiusura anticipata).

Nel centrodestra: con i veti incrociati tra Lega, FdI e FI. Ed anche nel centrosinistra, Pd in primis e mondo civico. I candidati o aspiranti tali non mancano ma forse qualcuno è già in ritirata. (Leggi qui: La candidatura di Coletta che non c’è. Ed il fuoco amico che ustiona tutto. Ed anche qui: Pongelli al centro del puzzle: il nome che può unire Alatri e spaccare i poli).

Il Sindaco focalizzato sull’amministrazione

Sandro Vinci

Il più sereno è Maurizio Cianfrocca. La decisione di non volersi ricandidare, anche se non mancano solleciti a ripensarci a cominciare dal presidente del consiglio Sandro Vinci, sembra averlo liberato e rasserenato. Le tensioni degli ultimi tempi sembrano ormai un lontano ricordo. (Qui l’intervista a Vinci).

Da quel giorno in Consiglio comunale, spiazzando tutti, il primo cittadino è scatenato sui social. Non passa giorno che non pubblichi post su cantieri, eventi, premiazioni e presenze in manifestazioni ed iniziative. Non che prima non accadesse ma ora di più. Cianfrocca appare sempre con un sorriso eloquente, sembra gustarsi lo spettacolo della politica locale. In particolare quello della sua coalizione ad oggi divisa e litigiosa. Ma lo stesso discorso vale anche il centrosinistra.

Nel centrodestra Addesse frena, FdI e FI riflettono

Roberto Addesse

L’accelerazione di Roberto Addesse (Lega) compiuta nelle prime ore sembra subire una frenata. Consapevole dei no alla sua candidatura di FdI e Forza Italia ha cercato consensi in gruppi civici. Ma anche in questo ambito ha avvertito diversi spifferi di freddezza e perplessità. Senza contare che nemmeno nella Lega, locale e provinciale, c’è entusiasmo per questa possibilità: il problema del Carroccio non è sul nome, tutt’altro; la difficoltà sta nel riuscire a creare una sintesi forte e credibile sul piano amministrativo. E Addesse che non è sprovveduto sta ora riflettendo sul da farsi.

Come riflettono in casa Fratelli d’Italia che puntano su un loro candidato. Antonello Iannarilli? L’outsider Giorgio Pongelli? Per ora non si muove niente: perché le due partite sono collegate: se l’ex Presidente della Provincia Iannarilli dovesse decidere di porre la sua candidatura, automaticamente decadrebbe quella di Pongelli che lealmente passerebbe a sostenerlo. Nel caso in cui Iannarilli preferisse continuare a dedicarsi al risanamento delle Case Popolari con la fascia di Commissario Ater che sta indossando oggi, si creerebbe lo scenario opposto. (Leggi qui Pongelli al centro del puzzle: il nome che può unire Alatri e spaccare i poli).

E’ prematuro e si rischia di arrivare con il fiatone. E su questa linea c’è Forza Italia che vuole chiudere la consiliatura cercando un candidato o candidata di area centrodestra che sia punto di sintesi. Missione ad oggi complicata.

Coletta e Caponera non uniscono il centrosinistra

Il giudice Adolfo Coletta

Nel centrosinistra il nome che circola nel Pd (area Buschini) e nel mondo civico (Programma Alatri) è quello del magistrato a riposo Adolfo Coletta che avrebbe il sostegno anche dell’ex presidente del Consiglio comunale di Frosinone Massimiliano Tagliaferri che ha lasciato l’Aula ed anche la lista Ottaviani dove era stato eletto . E, secondo i rumours alatresi, Coletta avrebbe incassato anche l’appoggio di qualche big del capoluogo. Ma molti dem comunque non stanno facendo salti di gioia visto che Tagliaferri ha governato per quasi tre consiliature con il centrodestra frusinate. Coletta comunque si sta muovendo.

Pasquale Caponera

Ma l’uscita fatta nei giorni scorsi da Pasquale Caponera, voluta o no, o magari consigliata, non ha generato quei consensi che si aspettava (leggi qui: La candidatura di Coletta che non c’è. Ed il fuoco amico che ustiona tutto).

A cominciare dal gruppo del Pd legato all’ex Segretario Provinciale Luca Fantini: che non ne fa una questione di nome ma di metodo, non chiude affatto la porta ma vuole che ci si passi come la liturgia del linguaggio politico prevede. E cioè con un dibattito largo tra tutti i protagonisti della futura coalizione. In modo che il nome del candidato non sia espressione di una sola parte ma venga individuato in maniera corale da tutti.

Più fredda l’area di riferimento del capogruppo Fabio Di Fabio, convinto sostenitore del fatto che serva prima una vasta coalizione civica senza simboli e poi il candidato. Su questa linea Enrico Pavia ed Alatri in Comune vicina a Tarcisio Tarquini.

Anche se di candidati, al di là degli aspiranti, da queste parti non si vede l’ombra. Ed alla fine, il rinunciatario Maurizio Cianfrocca, potrebbe scoprire di essere ancora il più affidabile punto di sintesi.