“Ciao Sindaco”, il metodo Di Stefano: la Provincia nei territori. E approva il Bilancio

Da Acuto ad Anagni, il percorso del presidente Luca Di Stefano unisce ascolto diretto e visione istituzionale. Presenza sui Comuni e approvazione del Bilancio diventano un unico messaggio politico: governare partendo dai territori.

Non è un tour. È un metodo. E, soprattutto, è una presa d’atto: i territori non si governano da lontano. Il percorso “Ciao Sindaco” del presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano ha fatto tappa anche ad Acuto, Piglio, Serrone e Anagni: quattro Comuni diversi per storia, dimensioni e vocazione ma accomunati da una richiesta che la politica conosce bene e spesso pratica poco. E cioè: presenza reale, ascolto diretto, risposte verificabili. (Leggi qui: “Ciao, Sindaco”: il tour di Di Stefano tra frane, ponti e strade strategiche. E qui: Ciao, Sindaco: 15 Comuni in 4 giorni, una sola direzione).

Le quattro tappe di Ciao Sindaco

Il presidente Luca Di Stefano con il sindaco di Acuto Augusto Agostini

Ad Acuto l’incontro con il sindaco Augusto Agostini ha avuto il sapore delle cose concrete. Infrastrutture, qualità dei servizi, vivibilità quotidiana: temi che non fanno rumore ma tengono in piedi le comunità. Qui la Provincia viene chiamata a fare quello che dovrebbe sempre fare: essere un moltiplicatore di soluzioni, non un livello burocratico intermedio.

A Piglio con il sindaco Mario Felli

A Piglio, insieme al sindaco Mario Felli e al consigliere comunale Claudio Alessandri, il confronto si è mosso sulle criticità quotidiane e sulle prospettive di valorizzazione del territorio. Un passaggio tutt’altro che simbolico è stato l’incontro con i ragazzi del centro diurno “L’Arcobaleno”: perché la tenuta sociale, prima ancora delle opere pubbliche, è il vero indicatore dello stato di salute di un paese.

Luca Di Stefano a Serrone con il sindaco Giancarlo Proietto, gli assessori Lucidi e Damizia

A Serrone il dialogo con il sindaco Giancarlo Proietto e gli assessori Andrea Lucidi e Claudia Damizia ha consentito di fare il punto sulle priorità amministrative e sugli interventi necessari. La visita al presepe etnografico non è stata folklore: è stato il promemoria che identità e tradizione, se ben governate, possono diventare leve di sviluppo e non semplici cartoline.

Ad Anagni, il presidente Luca Di Stefano con il sindaco Daniele Natalia, il consigliere provinciale Alessandro Cardinali, i consiglieri comunali Riccardo Natalia e Luigi Pietrucci

Poi Anagni, che gioca una partita più grande. Accolto dal sindaco Daniele Natalia, dal consigliere provinciale Alessandro Cardinali e dai consiglieri comunali Riccardo Natalia e Luigi Pietrucci, Di Stefano ha affrontato temi strategici legati allo sviluppo territoriale. Su tutti, uno che guarda lontano: la candidatura di Anagni a Capitale italiana della Cultura 2028, insieme alle città fortificate di Alatri, Ferentino e Veroli. Qui il metodo “Ciao Sindaco” incrocia una visione più ampia: fare sistema, superare i confini comunali, costruire progettualità condivise.

Il filo conduttore resta lo stesso: la Provincia come cerniera, non più spettatrice. Un’istituzione che ascolta, coordina e si assume la responsabilità delle scelte.

Il bilancio come atto politico (nel senso alto)

Non a caso, mentre il presidente era sui territori, in Consiglio provinciale arrivava l’approvazione del Bilancio di previsione 2026–2028, insieme alla Nota integrativa ed al Piano degli indicatori. Un provvedimento che ha avuto anche il parere favorevole dell’Assemblea dei Sindaci. All’unanimità dei presenti. Un passaggio tutt’altro che tecnico.

Il documento, costruito secondo i principi della contabilità armonizzata e nel rispetto del Testo Unico sugli Enti Locali, garantisce equilibrio finanziario, continuità amministrativa e conferma le funzioni fondamentali della Provincia: viabilità, edilizia scolastica, tutela dell’ambiente. Nessuna manovra creativa, nessuna scorciatoia: risultato di competenza non negativo e rispetto delle regole di finanza pubblica.

«È il frutto di un lavoro condiviso e di un confronto costante – ha spiegato Di Stefano – per garantire servizi efficienti e risposte concrete ai Comuni e ai cittadini. Ringrazio gli uffici competenti per il lavoro svolto in questi giorni e in queste ore per permette all’aula di approvare il provvedimento».

Le tariffe

Palazzo Iacobucci, sede della Provincia di Frosinone

Per il 2026 restano invariate tariffe e aliquote su RCA, IPT, TEFA, canone unico e Codice della Strada. Segnale di stabilità, in una stagione in cui la parola più abusata è “emergenza”.

Il parere favorevole dei sindaci, ha aggiunto il presidente, “certifica un bilancio che consolida i risultati e consente di pianificare interventi coerenti con le esigenze reali dei territori”. Tradotto: meno improvvisazione, più responsabilità condivisa.

Territorio e bilancio, ascolto e numeri. Il senso politico di Ciao Sindaco sta tutto qui. Non nelle foto ma nella capacità di tenere insieme strada e aula consiliare.