In via Mola Bracaglia una rotatoria costruita dai privati chiude un disegno che comprende via Cartiera, i parcheggi della stazione, lo svincolo sulla superstrada e il polo del freddo NewCold in arrivo a ottobre. La collaborazione con i privati
Una rotatoria è la meno epica delle opere pubbliche. Non è un posto che vai a visitare, non ti ci devi fermare per ammirarla, come una piazza o un monumento: al contrario serve apposta per girarci intorno ed andare via in fretta. Eppure quella appena realizzata in via Mola Bracaglia, nella parte bassa di Ferentino (la strada che dalla Morolense scende verso la zona industriale e il confine con Morolo) dice della provincia di Frosinone più di molte piazza o monumenti. Non per il cerchio d’asfalto in sé: è la sintesi della collaborazione tra imprese private e Comune, un’opera che è fondamentale per le imprese dell’area ma sarà utile per tutti.
Ferentino città della Logistica

Ferentino sta diventando sempre di più lo snodo della nuova Logistica che si sta insediando in provincia di Frosinone. Un fenomeno che sembra un paradosso: tanti camion perché ci sono sempre meno camionisti. In pratica? Il fenomeno della Logistica è esploso perché ci sono sempre meno professionisti del volante: mestiere che non ha più le scomodità di un tempo, le cabine sono ormai dei salotti super confortevoli, ma quello del camionaro è un mestiere che resta sacrificato e che richiede oltre a tanta competenza anche molto spirito di adattamento. In giro ce n’è sempre meno. Così, il mondo dell’autotrasporto ha spezzato le tratte: sempre meno internazionali e sempre più tratte che consentono di partire all’alba e tornare la sera a casa. Ecco perché servono tanti poli della logistica.
Ferentino è in un posto ideale. C’è il casello autostradale, c’è la superstrada e tutto intorno c’erano decine di capannoni dismessi dell’epoca in cui fabbricavamo di tutto. Tutti convertiti allo smistamento delle merci.

Come nel caso del capannone Techbau S.p.A. che ha costruito a Ferentino il nuovo sito industriale della logustica; mentre MVN Industrial Solutions oggi lo presidia, gestendo appalti nel settore. La rotatoria serve quell’area, e serve a disciplinare ciò che finora si mescolava: il traffico ordinario e i mezzi pesanti che entrano ed escono dai capannoni. (Leggi qui: Ferentino “capitale” della logistica: il polo MVN fa da apripista).
La collaborazione
Il Comune parla di «collaborazione tra l’Amministrazione e le realtà produttive» e di un intervento «maturato nell’ambito» di quel rapporto. È una formula elegante per descrivere un fatto che nella storia amministrativa italiana è meno frequente di quanto dovrebbe: un’infrastruttura pubblica che nasce perché chi lavora in quell’area ha interesse a poterci arrivare e contribuisce economicamente per farlo. Funziona perché accorcia sensibilmente i tempi: non bisogna andare a cercarsi i fondi, aspettare che vengano assegnati, procedere con decine di iter lenti. I fondi li mettono i privati, i progetti anche: al Pubblico compete snellire le pratiche al massimo e far partire in fretta i cantieri.

Il sindaco Piergianni Fiorletta lo mette nero su bianco: «La crescita produttiva deve procedere insieme al miglioramento delle infrastrutture», e la collaborazione con chi investe «permette di trasformare lo sviluppo economico anche in benefici concreti per il territorio». Il consigliere delegato ai Lavori Pubblici Alessandro Rea ringrazia per questo l’ufficio e i consiglieri provinciali Luigi Vittori e Luca Zaccari. Sono le frasi di rito. Ma il meccanismo che descrivono non è di rito.
Il disegno che sta intorno
Presa da sola, la rotatoria è un’opera minore. Presa nel suo contesto, è l’ultimo tassello di un mosaico che Ferentino ha composto in silenzio negli ultimi mesi. Via Cartiera ha un manto stradale rifatto. La nuova stazione ferroviaria ha parcheggi nuovi. Sulla superstrada Ferentino-Frosinone-Sora, all’altezza della Roana-Forma Coperta, è di prossima apertura lo svincolo che Vittori ha annunciato per primo, pensato anzitutto per le imprese della zona industriale. E nella seconda metà di ottobre aprirà, a fianco dello stabilimento Froneri, il polo del freddo di NewCold: il più grande del Sud Europa. (Leggi qui: Froneri e NewCold, il surgelato diventa sostenibile. E crea 200 posti di lavoro).

Messi in fila, questi cinque interventi raccontano una città che ha deciso di essere ciò che la sua posizione geografica le consente: il nodo logistico della provincia, dove ferrovia, superstrada e capannoni si toccano. Non è un piano annunciato con un titolo. È una somma di atti, ciascuno dei quali sarebbe passato inosservato.
La provincia a due velocità
Quella rotatoria segna anche un altro fatto: una provincia a due velocità. A sessanta chilometri da qui, a Piedimonte San Germano, lo stabilimento automobilistico più importante del Lazio ha lavorato ieri due ore e mezza ed è alla quarantacinquesima giornata di produzione su duecentotré. A Ferentino, nella stessa settimana, due imprese private costruiscono una rotatoria perché i loro camion devono passare e un operatore internazionale del freddo si prepara ad aprire il magazzino più grande del Mezzogiorno d’Europa. La provincia di Frosinone contiene entrambe le cose: l’industria che aspetta un piano da Parigi e la logistica che si fa le strade da sola.

Non è una gerarchia di merito, e sarebbe sbagliato leggerla così. È una differenza di natura: l’automotive dipende da decisioni prese altrove, la logistica dipende dalla geografia, e la geografia non delocalizza.
Ferentino sta capitalizzando esattamente questo. La rotatoria di via Mola Bracaglia, che nessuno metterà su una cartolina, è la prova che quando l’interesse pubblico e quello privato coincidono su un metro quadro d’asfalto, la burocrazia trova la strada più corta.
Ciò che resta da vedere
Resta, come sempre, la seconda metà del ragionamento. Un polo del freddo genera traffico pesante, non solo posti di lavoro; uno svincolo sulla superstrada sposta i flussi, non li cancella; una zona industriale che cresce chiede acqua, energia, manutenzioni.
Il modello ferentinate (imprese che investono in infrastrutture, Comune che coordina, Provincia che raccorda) funziona finché chi paga ha un interesse diretto. La domanda che la rotatoria lascia aperta non riguarda via Mola Bracaglia, che ora ha la sua sistemazione. Riguarda le strade dove i camion non passano, e dove nessuna impresa avrà mai un motivo per pagare l’asfalto.



