Ciotoli sale in cattedra, Ceccano torna a sfogliare il futuro

Dal Sistema bibliotecario alla pista di atletica: cultura, volontariato e politica nella settimana in cui Ceccano ha mostrato due facce

La voce dei comunicati, le immagini delle foto: Ceccano ha scelto di parlare con parole ed immagini. Ha parlato con il timbro istituzionale del Comune, che ha annunciato l’elezione all’unanimità di Alessandro Ciotoli a nuovo presidente del Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco. Ma ha parlato anche con le immagini: quelle dell’assegno di ricerca «Città di Ceccano», quelle dei volontari con rastrelli e guanti alla pista di atletica, quelle del sindaco Andrea Querqui, dell’assessore Francesco Ruggiero, dei consiglieri Mariano Cavese e Cristina Micheli in mezzo ai cittadini.

E poi, immancabile come il caffè al bar e la battuta detta a mezza voce, è arrivata anche la politica. Quella vera. Quella che sorride in pubblico e poi manda messaggi in rosso acceso sui social.

Ceccano guida di nuovo il Sistema Bibliotecario

Andrea Querqui ed Alessandro Ciotoli

La notizia più pesante, nel senso politico e culturale del termine, riguarda il Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco. Non un passaggio notarile, non una nomina da verbale e stretta di mano. Ma un segnale. Di quelli che dicono dove una città vuole stare. L’assemblea del Sistema, riunita a Ceccano nella biblioteca comunale «Filippo Maria De Sanctis», ha votato all’unanimità Alessandro Ciotoli come nuovo presidente.

Il comunicato del Comune è chiaro: Ceccano, città capofila, torna a prendersi un ruolo da protagonista dentro una struttura che ha radici antiche. Lì dove nel 1987 nacque la prima associazione intercomunale grazie all’impulso di Gioacchino Giammaria e del bibliotecario Luigi «Giggino» Alviti, lì dove quel nucleo culturale si trasformò poi in Sistema Bibliotecario nel 1995, oggi l’amministrazione Querqui prova a rimettere in moto un motore rimasto per troppo tempo al minimo. Con 15 Comuni membri ufficiali, destinati a salire a 19, e un’idea che il sindaco ha sintetizzato bene: «la prima vera area vasta della cultura».

Ciotoli e la stilettata

Poi ci sono le parole del diretto interessato. E lì, come sempre, la politica si fa più interessante. Ciotoli ha ringraziato, ha parlato di fiducia, di responsabilità, di rilancio di una rete culturale intercomunale. Ha ricordato i due presidenti storici, Gioacchino Giammaria e Danilo Collepardi, e ha dedicato la nomina a Giggino Alviti, figura centrale per la storia della biblioteca fabraterna. Ma soprattutto ha infilato nel discorso una frase che, letta in controluce, suona come una piccola stilettata: «Dopo la pandemia, e dopo una serie di scelte politiche sbagliate, si era fermato tutto».

Una frase asciutta, nemmeno troppo urlata. Proprio per questo più efficace. Perché non serve fare nomi quando tutti, in una città, capiscono a chi si sta parlando. In quel passaggio qualcuno ci ha letto una frecciatina all’ex amministrazione; qualcun altro, più precisamente, ha pensato all’area che negli anni scorsi aveva avuto la delega alla biblioteca, con lo sguardo che, in controluce, si è posato anche sul nome di Pasquale Bronzi. Vero o no, poco cambia. Politicamente il messaggio è arrivato: prima il Sistema si era fermato, oggi riparte. E riparte con Ceccano davanti.

In questa fase Ciotoli sale in cattedra non solo per il titolo. Nel giro di pochi giorni mette in fila due mosse che parlano la stessa lingua: il rilancio del Sistema Bibliotecario e la promozione dell’assegno di ricerca «Città di Ceccano». Perché una città che vuole tornare centrale non può limitarsi a tenere aperta una biblioteca: deve produrre cultura, ricerca, visione, strumenti.

La storia come investimento, non come santino

L’assegno di ricerca «Città di Ceccano» va esattamente in questa direzione. Duemila euro complessivi — di cui 1.500 per la ricerca e 500 per la pubblicazione — rivolti a laureandi, laureati, studenti magistrali, dottorandi e ricercatori dei corsi di studio in storia e beni culturali. Un progetto di ricerca di 12 mesi, con scadenza fissata al 31 maggio 2026, finalizzato alla costruzione di una nuova collana di studi sulla storia della città.

Detto in modo meno burocratico: il Comune prova a dire ai giovani studiosi che Ceccano non è solo un luogo da amministrare, ma anche da studiare, raccontare, capire. E questa, in un tempo in cui i Comuni spesso arrancano persino sulle manutenzioni ordinarie, è già una scelta politica.

L’aspetto più interessante non è economico. Duemila euro non cambiano il mondo. Ma possono cambiare un metodo. Perché l’assegno di ricerca dice che la storia di Ceccano non deve essere lasciata soltanto alle celebrazioni, alle memorie di parte o alle nostalgie da comizio. Deve diventare materia viva. Studio. Produzione culturale. Lo ha spiegato lo stesso Ciotoli: dare opportunità a una nuova generazione di storici per approfondire gli aspetti ancora inesplorati della città, per capire chi siamo stati e che cosa vogliamo diventare. Un passaggio che tiene insieme identità e futuro, e che fa capire come, almeno su questo fronte, l’amministrazione abbia scelto di non limitarsi al taglio del nastro.

Quando il gesto vale più del discorso

L’assessore Francesco Ruggiero

Poi ci sono le immagini della pista di atletica. E lì la politica, per un attimo, smette di fare politica nel senso cattivo del termine e torna a essere gesto pubblico. Retake Ceccano, insieme a Plastic Free Ceccano, ha promosso una giornata di pulizia e riqualificazione dell’area della pista e del quartiere di via dell’Olmo. Attorno a quell’iniziativa si sono visti cittadini, volontari, bambini, amministratori: il sindaco Querqui, l’assessore Ruggiero, i consiglieri Mariano Cavese e Cristina Micheli. Si sono visti guanti, rastrelli, sorrisi. E una cosa che spesso, nei Comuni, vale più delle delibere: la presenza.

Querqui ha parlato di cittadinanza attiva, di senso di appartenenza, di un regolamento comunale per il decoro dei beni comuni. Ruggiero — di ritorno da Bruxelles dopo aver partecipato, insieme all’onorevole Nicola Zingaretti e ad altri amministratori del Lazio tra cui il neo segretario provinciale del PD Achille Migliorelli, a un corso di formazione sul reperimento dei fondi europei — lo ha scritto con parole semplici: vedere cittadini volontari, bambini e tante persone unirsi spontaneamente per dare una pulita alla pista «è stato qualcosa di bellissimo»

Mariano Cavese ha ringraziato i volontari sottolineando il grande lavoro fatto insieme a Retake. Tutti hanno detto, in fondo, la stessa cosa: il volontariato funziona quando non è passerella ma partecipazione. E Ceccano, va detto, queste cose le sa fare.

Il post rosso di Lanzuso e la crepa nella maggioranza

Giulio Conti

Naturalmente, siccome non siamo in un romanzo edificante ma a Ceccano, nel mezzo di questo quadro è arrivata anche la nota stonata. Sui social è comparso il post di Peppe Lanzuso (Gaspare Ferri), referente della lista Nuova Vita, che con uno sfondo rosso da allarme e un tono tutt’altro che diplomatico ha scritto: «Ma non basta vedere post con camion di asfalto che vanno avanti e dietro? Ci sarà pure un limite alla decenza? Sembra essere tornati agli anni ’60… E che caxxo!»

Il riferimento appare chiaramente rivolto all’assessore ai Lavori Pubblici Giulio Conti, espressione del Partito Democratico e componente della stessa maggioranza che governa la città. Il punto non è il contenuto del post: è politico. Perché se il referente di una lista che esprime il vicesindaco Mariangela De Santis attacca in modo così pubblico un altro assessore della medesima maggioranza, non siamo davanti a uno sfogo qualsiasi. Siamo davanti a una questione.

Il gruppo di Progresso Fabraterno

E qui entra in scena anche Progresso Fabraterno: mentre la maggioranza si misura con i soliti malumori, il movimento che fa riferimento all’assessore Francesco Ruggiero e alla consigliera Federica Pizzuti sceglie una linea opposta — ringraziare pubblicamente il sindaco QuerquiCiotoli, l’intera amministrazione per la promozione culturale e per la valorizzazione delle nuove generazioni. Una lista che ha suoi rappresentanti in maggioranza sceglie la via del gioco di squadra, sostiene apertamente una misura promossa dall’amministrazione e la inserisce dentro un disegno più largo. Mentre i grandi litigano, qualcuno prova a dare una piccola lezione di disciplina politica.

Segnali, posture e voci da bar

Resta però il dato politico più grosso: in questi giorni Ceccano è tornata protagonista. Nel Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco, nella promozione dell’assegno di ricerca, in un’idea di città che prova a rimettere insieme cultura, storia, scuola e partecipazione. E dentro questo quadro Ciotoli si ritaglia inevitabilmente uno spazio.

Alessandro Ciotoli

Non ancora un’investitura, non ancora un discorso sul «dopo Querqui», che oggi sarebbe prematuro. Però le voci da bar hanno già acceso il registratore. È noto che già in passato Ciotoli avesse coltivato l’idea di una candidatura a sindaco, prima e dopo la stagione CaligioreE adesso, con questa centralità crescente, qualcuno ricomincia a sussurrare. Per ora siamo nel campo delle chiacchiere, e lì conviene lasciarle. Ma la politica, soprattutto nelle città di provincia, vive anche di questo: di segnali, di posture, di ruoli che crescono.

La notizia vera, alla fine, è una sola: la cultura è tornata a pesare politicamente. Da una parte c’è chi guarda i camion di asfalto e spara contro un alleato. Dall’altra c’è chi prova a rimettere in piedi una rete culturale, a promuovere uno strumento di ricerca, a stare in mezzo ai volontari con i piedi per terra. Ceccano, in questi giorni, è stata tutte e due le cose. La città che litiga e la città che costruisce. La città delle frecciate e quella dei libri. E quando la cultura torna a pesare, in un Comune, non è mai un fatto secondario. Significa che qualcuno sta provando a spostare il baricentro.