Cirillo e Fanelli, il problema del centrodestra a Frosinone

I consiglieri Pasquale Cirillo (FI) e Paolo Fanelli (FdI) si sono ritrovati fianco a fianco alla protesta contro il nodo di interscambio sulla Tiburtina, ultimo capitolo di un'opposizione sempre più strutturata al sindaco Mastrangeli. Un rebus che il centrodestra dovrà risolvere prima delle comunali 2027.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

L’istantanea scattata ieri a Frosinone alla manifestazione contro la realizzazione del nodo di interscambio sulla via Tiburtina è la rappresentazione plastica di una situazione politica sempre più complicata in Consiglio comunale, soprattutto se proiettata verso le elezioni comunali del prossimo anno.

I consiglieri Pasquale Cirillo (FI) e Paolo Fanelli (FdI) erano in prima linea a protestare, insieme ai consiglieri di FutuRa Teresa Petricca e Giovambattista Martino ed ai residenti della zona. Ancora una volta due esponenti di Partiti del centrodestra (che che sostengono il Governo nazionale e quello della Regione Lazio) si sono ritrovati dall’altra parte della barricata rispetto all’amministrazione del capoluogo retta da un sindaco indicato dalla Lega.

Non è certamente una novità a Frosinone. È, semmai, l’ennesimo capitolo di una storia, politicamente anomala, che dura da tempo.

Il percorso di Cirillo

Pasquale Cirillo e Giovambattista Martino

Pasquale Cirillo non ha scoperto ieri l’opposizione: il suo percorso è ormai consolidato. Forza Italia è fuori dalla maggioranza da oltre due anni, con il tacito via libera dei livelli Regionale e Provinciale del Partito, che non hanno mai contestato la scelta di stare fuori dal perimetro della maggioranza Mastrangeli a Frosinone. Nel corso della consiliatura, il consigliere azzurro ha costruito una presenza politica costantemente critica nei confronti del sindaco.

Cirillo non si è limitato alle dichiarazioni politiche. È stato tra i Consiglieri che hanno portato davanti al Prefetto ed al Ministero dell’Interno le questioni legate al vulnus del Presidente d’aula e al funzionamento del Consiglio comunale, prima con la richiesta di chiarimenti sulla legittimità delle convocazioni e poi con l’esposto nel quale si chiedeva di verificare i presupposti per lo scioglimento dell’assemblea. Nell’ultimo esposto del 2 settembre, Cirillo e Fanelli figuravano entrambi tra i dieci firmatari. (Leggi qui: Undici consiglieri scrivono al Prefetto per il visto di legittimità delle sedute. Qui: Il cazziatone elegante della Prefettura di Frosinone al Consiglio Comunale. E infine qui: E dopo il question time parte il nuovo esposto al Prefetto).

Non si tratta più soltanto di qualche voto contrario o di qualche dichiarazione polemica: è un’opposizione che si è trasformata in iniziativa politica e istituzionale.

Progetto modificato

I lavori nell’area del futuro Nodo di Scambio

Ieri, alla manifestazione contro il nodo di interscambio, Cirillo ha riportato la discussione sul terreno amministrativo: «Siamo qui per raccogliere le istanze dei cittadini del quartiere». E poi il punto politico: quando era assessore, ha ricordato, l’area era stata pensata come parcheggio pubblico per residenti, utenti degli uffici e clienti delle attività commerciali. Secondo Cirillo, l’amministrazione Mastrangeli avrebbe modificato quel progetto trasformandolo in un nodo di interscambio.

Da qui la domanda politicamente pesante del consigliere di FI: «Era davvero quello l’unico luogo possibile? E perché non coinvolgere prima cittadini e Consiglio comunale?». Infine l’affondo sul BRT: «Oggi funziona? Penso proprio di no. Non sta svolgendo la funzione per cui era stato ideato».

Il caso Fanelli

Paolo Fanelli (Foto © Stefano Strani)

Se Cirillo potrebbe rappresentare un problema politico per FI alle prossime comunali, la posizione di Paolo Fanelli costituisce un problema già oggi, perché presenta una diversa caratteristica. Fanelli non è un consigliere qualunque. È stato sindaco di Frosinone. È stato assessore della stessa amministrazione Mastrangeli. Ed è formalmente ancora all’interno del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.

La sua progressiva presa di distanza dal sindaco è diventata evidente negli ultimi mesi. Già a maggio, durante la protesta sul traffico e sul BRT, Fanelli aveva contestato pubblicamente le scelte dell’amministrazione. Da allora la traiettoria politica dell’ex sindaco non è cambiata: nessun ravvedimento operoso. (Leggi qui: «Il BRT paralizza la città»: Fanelli (FdI) minaccia il passaggio all’opposizione . E qui: Frosinone, il BRT spacca tutto: Forza Italia centrale, Vannacci entra nel gioco).

Ieri Fanelli ha addirittura rincarato la dose sulla viabilità: «Stiamo assistendo ad interventi a campione fatti con testardaggine, come con il BRT dove, a stento, in via Marittima passano due macchine. Non c’è una visione generale sulla viabilità. Non si può fare un parcheggio di interscambio al centro della città». Parole che, pronunciate da un consigliere di Fratelli d’Italia, hanno inevitabilmente un peso politico diverso, rispetto alla normale polemica dell’opposizione.

Il new deal di Scaccia

Maurizio Scaccia (Foto © Massimo Scaccia)

Ma c’è dell’altro: un di cui, dentro il Gruppo consiliare di Forza Italia. Non è sfuggito a nessuno il new deal intrapreso da qualche mese dall’altro consigliere azzurro, nonché capogruppo Maurizio Scaccia, che ha manifestamente staccato la spina dalla linea dura. Niente più firme sugli atti di protesta, profilo basso e nessuna dichiarazione “contro” l’amministrazione.

Che ci sia in atto un’opera di moral suasion da parte di Mastrangeli, o di qualche suo emissario, per recuperarlo in maggioranza, non è dato saperlo. Ma è di solare evidenza che Scaccia non sembra più in sintonia con la linea di opposizione dura di Cirillo.

Ora la domanda delle cento pistole è: come si declina tutto questo ragionamento sulle elezioni comunali del 2027 nel capoluogo?

Il nodo delle comunali 2027

Pasquale Cirillo con Claudio Fazzone e Rossella Chiusaroli

Se il vertice regionale, o nazionale, di Forza Italia, nella logica del supremo interesse della unità della coalizione (nel 2027 si vota anche per le politiche), alla fine decidesse di rientrare nel perimetro del centrodestra a sostegno di Mastrangeli (ipotesi comunque estremamente complicata), che farebbe a quel punto Cirillo? Lui non è un consigliere qualunque: è Segretario cittadino del Partito e unico consigliere provinciale azzurro. È dunque un pezzo di classe dirigente del Partito sul territorio, non una scheda intercambiabile.

Il problema per Forza Italia non sarebbe soltanto quello di trovare una formula politica per rimettere insieme i pezzi. Dovrebbe anche capire come ricomporre posizioni che, a livello locale, si sono ormai consolidate in direzioni differenti tra i suoi consiglieri.

Per Fanelli il discorso potrebbe essere ancora più delicato, perché Fratelli d’Italia dovrà, prima o poi, fare i conti con una situazione oggettiva, politicamente imbarazzante: un proprio consigliere comunale, peraltro ex sindaco del capoluogo, da tempo assume posizioni molto critiche verso l’amministrazione della quale il partito fa parte. E che certamente sosterrà di nuovo tra qualche mese.

Non è neutro

Fanelli interviene in Aula (Foto: Massimo Scaccia © Ciociaria Oggi)

Non è un dettaglio neutro. A maggio Fanelli aveva già trasformato il tema del BRT in un possibile punto di rottura. Oggi si ritrova insieme a Cirillo (e FutuRa) in una manifestazione contro un’altra scelta dell’amministrazione. Eppure Fanelli continua formalmente a essere dentro il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.

Anche qui, dunque, la domanda è più interessante della risposta: quanto può durare una collocazione politica nella quale un consigliere, che non esce, né viene fatto uscire da un Partito, ma contesta sempre più apertamente l’amministrazione che quel Partito contribuisce a sostenere?

Finora FdI, almeno pubblicamente, non ha trasformato questa anomalia politica rappresentata da Fanelli in un provvedimento disciplinare o in una rottura formale. E questo, politicamente, può essere letto in due modi: prudenza, volontà di mantenere aperto il dialogo, riconoscimento dell’autonomia del consigliere. Oppure, semplice scelta di non esasperare una situazione già complicata e che crea imbarazzo. Sono ovviamente solo supposizioni. I fatti dicono che Fanelli continua a criticare Mastrangeli e continua formalmente a sedere nel gruppo di Fratelli d’Italia.

Così è se vi pare.

Due casi speculari

Foto © Imagoeconomica

In ogni caso, il vero nodo gordiano sono le elezioni comunali del prossimo anno. Ed è qui che i consiglieri comunali Pasquale Cirillo e Paolo Fanelli diventano, o potrebbero diventare, due “casi” politici differenti ma, per certi versi, speculari.

Cirillo è il consigliere di Forza Italia che ha trasformato la distanza da Mastrangeli in una linea politica ormai consolidata. Fanelli è l’esponente di FdI che, dopo essere stato dentro la maggioranza, sta progressivamente assumendo posizioni sempre più dure contro il sindaco. Entrambi, ieri, erano dalla stessa parte. Entrambi hanno firmato l’esposto sullo stallo della Presidenza del Consiglio. Entrambi hanno contestato pubblicamente il BRT. Entrambi hanno partecipato alle iniziative di protesta sulla mobilità. Entrambi rischiano di diventare, per i rispettivi Partiti, una questione politica da gestire nel momento in cui si dovrà decidere la composizione della coalizione del 2027 che sosterrà la candidatura a sindaco di Riccardo Mastrangeli.

I latini dicevano «Amicus Plato, sed magis amica veritas» (Caro è Platone, ma più cara è la verità). Cirillo e Fanelli sembrano aver adottato esattamente questa massima: la fedeltà alle proprie idee, prima di quella alla coalizione. La politica, però, vive di equilibri pragmatici e le elezioni comunali del prossimo anno costringeranno tutti a ritrovare le carte d’identità. O nel centrodestra o contro. Tertium non datur.