Un logo studiato, non improvvisato. Un simbolo che parla prima di qualsiasi comunicato ufficiale. E una data che dice tutto: la PEC è arrivata prima del direttivo convocato per fare chiarezza. «Mani Libere» non è un colpo di testa — è un progetto.
In politica i dettagli a volte valgono più di qualsiasi comunicato ufficiale. Prima ancora delle parole, parla il simbolo. Un cerchio dai richiami istituzionali, il tricolore a fare da cornice, due mani aperte che sorreggono una colomba stilizzata e, sotto, la scritta in corsivo «Gruppo Misto – Mani Libere», accompagnata dai nomi dei consiglieri comunali di Frosinone Marco Ferrara e Sergio Crescenzi. Un logo pulito, studiato, riconoscibile. Non improvvisato. Ed è proprio questo il primo elemento politico della vicenda. Perché un simbolo del genere non nasce in un pomeriggio di una torrida domenica di luglio. È progettato, ragionato. È il segnale che la decisione non è figlia di uno scatto d’ira o di una polemica dell’ultima ora, ma rappresenta un percorso maturato nel tempo.
E soprattutto lascia intendere una prospettiva che va ben oltre gli undici mesi che mancano alla fine della consiliatura. Chi investe su un’identità grafica investe quasi sempre anche su un’identità politica che non si esaurisce tra qualche mese. Ma che guarda alle elezioni comunali del capoluogo del prossimo anno. Profuma già di campagna elettorale.
Prima del direttivo, la PEC: i due avevano già scelto

È da qui che bisogna partire per leggere l’ennesimo colpo di scena di questa surreale, imprevedibile e indecifrabile consiliatura. Prima ancora che si svolgesse il direttivo della civica Identità Frusinate — convocato per oggi alle 19 per capire le loro intenzioni sul sostegno alla maggioranza e al sindaco Riccardo Mastrangeli — i consiglieri Ferrara e Crescenzi avevano già deciso. Destinazione: Gruppo Misto, con la nuova componente denominata «Mani Libere». Gruppo fondato e battezzato in un colpo solo. (Leggi qui: “Mani Libere”: Ferrara e Crescenzi lasciano. Mastrangeli perde altri due pezzi).
Formalmente è l’applicazione dell’articolo 27 dello Statuto comunale. Politicamente è molto di più. Comporta una nuova redistribuzione delle rappresentanze nelle Commissioni consiliari, modifica gli equilibri interni della maggioranza e aggiunge un’altra tessera a un mosaico che ormai non si riesce nemmeno più a immaginare finito, per quanto mutevole.
L’hub aeroportuale: chi decolla, chi atterra

L’Aula consiliare ormai assomiglia più a un hub aeroportuale che a una sede istituzionale: c’è chi decolla, chi atterra, chi cambia Gate all’ultimo minuto, chi aspetta la coincidenza migliore e chi, nel frattempo, prenota già il prossimo volo. Una scomposizione così numerosa dei Gruppi consiliari non si era mai vista nella storia politica del capoluogo. La geografia politica viene continuamente riscritta. Quando la realtà supera anche la più fervida immaginazione.
Probabilmente la vera notizia non è più il cambio di Gruppo in sé, ma la velocità con cui avviene. Definire «effervescente» questa maggioranza sarebbe fare un torto al celebre digestivo Brioschi. Qui siamo oltre: siamo all’acqua Bertier di Fantozzi, la più gasata del mondo. Ferrara e Crescenzi rischiano di entrare nel Guinness World Record del cambio di casacca: tre gruppi consiliari attraversati in appena sei mesi. Da gennaio ad oggi: prima Fratelli d’Italia, poi Identità Frusinate, ora il Gruppo Misto – Mani Libere.
Mastrangeli, l’assessorato e il ko di Identità Frusinate

In politica i nomi non sono mai neutri. Quello scelto da Crescenzi e Ferrara sembra costruito proprio per trasmettere un messaggio preciso: libertà di scelta, autonomia di giudizio, assenza di appartenenze rigide di schieramento. Ai posteri. L’aula consiliare continua a confermarsi il luogo dove, più che approvare delibere, si riscrivono continuamente le mappe dei gruppi consiliari. E mentre una volta erano i Partiti a costruire i Gruppi, oggi sono spesso i Gruppi a cercare di costruire il proprio Partito.
La decisione di Ferrara e Crescenzi di passare al Misto rappresenta l’ennesimo terremoto politico che dovrà gestire Mastrangeli. È probabile che i due consiglieri chiedano un assessorato per continuare a far parte della maggioranza. Ma costituisce un problema enorme anche per la civica Identità Frusinate, che vede crollare in un colpo solo il proprio valore in aula: da 3 a 1 consigliere. Il titolo ha perso il 75% in una seduta sola. Altro che borse in ribasso.
Resta dunque da vedere se le «Mani Libere» di Ferrara e Crescenzi serviranno a costruire ponti o a rendere ulteriormente ingestibile una consiliatura che non trova pace. Per quanto riguarda il posizionamento dei due consiglieri in vista delle elezioni del prossimo anno, è uno scenario che nemmeno il Mago Otelma al momento è in grado di prevedere.



