Comunali di Frosinone: la politica è ferma ma le manovre sono già iniziate

Perché anticipare proprio ora il nome di Fabio Tagliaferri come possibile candidato FdI a sindaco di Frosinone. Il vero segnale per Mastrangeli. Mentre il centrosinistra rischia la morte per tattica

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” ammoniva John Belushi nel film Animal House. Evidentemente in Fratelli d’Italia hanno deciso che è il momento di scendere in campo ed iniziare a giocare.

Sul piano politico la Consiliatura del sindaco Riccardo Mastrangeli non ha più granché da dire. L’assetto dell’Aula ha stravolto il risultato elettorale del 2022: le urne avevano decretato la vittoria di Mastrangeli e della sua coalizione di centrodestra, oggi invece governa una “non maggioranza” di 16 consiglieri traversali: centrodestra più centrosinistra.

Tutti hanno la consapevolezza che in Aula consiliare non ci sono né la forza, né la volontà, di mandare a casa il sindaco prima del tempo. E quando la politica non ha più nulla da dire sul presente è già impegnata a scrivere il futuro. Tutti perciò guardano alle prossime elezioni Comunali del 2027, a cominciare dall’azionista di maggioranza del Governo Mastrangeli.

Fabio sindaco

Fabio Tagliaferri

Le indiscrezioni riportate questa mattina dal quotidiano Ciociaria Oggi parlano chiaro: Fabio Tagliaferri, già assessore e vice sindaco del Capoluogo, starebbe pensando alla corsa per diventare sindaco, sotto la bandiera di Fratelli d’Italia. Oggi è presidente della ALeS SpA, società di servizi interamente partecipata dal Ministero della Cultura: resterà in carica fino al 2028.

Un profilo solido, riconoscibile, con esperienza, amministrativa e politica, da vendere. Tagliaferri conosce perfettamente la macchina comunale: la frequenta da quando ha messo nell’armadio i calzoni corti. Insomma, un candidato di bandiera ideale: ma allora, perché far uscire il suo nome adesso? Perché lanciare il nome quando mancano quasi due anni alle elezioni?

Aldo Mattia e Fabio Tagliaferri

Di solito in politica si fa così quando si vuole “bruciare” un nome. Ma bruciare quello di Fabio Tagliaferri per FdI sarebbe come gettare nel fuoco una delle due carte vincenti del mazzo: l’altra è quella di Aldo Mattia, deputato, con una lunga carriera amministrativa alle spalle in giro per l’Italia come direttore regionale di Coldiretti e per questo oggi tra i collaboratori più stretti del ministro dell’Agricoltura.

Il segnale per Mastrangeli

È chiaro che si tratti di un segnale a Mastrangeli, nemmeno troppo criptato. Un modo per dirgli “non sarai tu il nostro candidato alle prossime elezioni“. Lunare però che il sindaco uscente, e la Lega che lo ha indicato, possano accettare una simile soluzione. Quantomeno non nei termini, “tu togliti che mi siedo io“. 

Riccardo Mastrangeli (Foto © Stefano Strani)

Una mossa quella dei meloniani, fatta probabilmente anche per tentare di restituire una prospettiva di dialogo con Forza Italia, la terza componente del centrodestra,  oggi all’Opposizione. Gli azzurri hanno detto ufficialmente in Aula: “si al centrodestra, no al modello Mastrangeli”. Al modello. Non necessariamente a Mastrangeli.

Come diceva Machiavelli, “non c’è nulla di più difficile da prendere in mano, più pericoloso da condurre, o più incerto nel successo, che l’introduzione di un nuovo ordine“. E al Comune Capoluogo Fdi probabilmente quell’ordine vuole cambiarlo: solo che nessuno lo ha ancora detto con chiarezza.

In ogni caso, se si tratta solo di vulgate fatte uscire ad arte o di qualcosa di più concreto si capirà meglio dopo le Provinciali.

Sull’altro fronte

Angelo Pizzutelli

Se il centrodestra trama, il centrosinistra tace. Un silenzio e un immobilismo imbarazzanti, specialmente se considerate le oggettive difficoltà del centrodestra a stare insieme. Il Pd è in attesa, tanto per cambiare, della celebrazione del Congresso Provinciale, come Penelope era in attesa di Ulisse. La data ancora non si fissa sull’agenda perché manca ancora la sintesi: gli ambasciatori stanno tentando una mediazione per evitare una conta che lacererebbe ancora di più il Partito. Ma l’intesa non c’è.

Il Congresso dovrà eleggere i nuovi Quadri dirigenti provinciali ma l’intesa tra le aree di Francesco De Angelis (Area Dem), Sara Battisti (Rete Democratica), Antonio Pompeo (Energia Popolare) dovrà raggiungere un equilibrio anche sul futuro assetto del Circolo Pd di Frosinone Città, sulle candidature alla Provincia, sulle candidature alle elezioni Regionali. E off course a Sindaco di Frosinone.

Vincenzo Iacovissi

Nel frattempo però nessuno lavora per ricucire con il PSI dell’onorevole Gianfranco Schietroma, che ha già lanciato il Consigliere Comunale Vincenzo Iacovissi come candidato sindaco nel 2027. Come nessuno ha abbozzato ancora un dialogo, serio e costruttivo, con i 9 consiglieri eletti con il centrodestra e oggi in netta contrapposizione a Mastrangeli.

La tattica perfetta per rimanere all’opposizione nei secoli dei secoli.