Vertice teso a Montecitorio sulla crisi del Comune di Frosinone. Nessuna rottura, nessuna soluzione immediata: si prende tempo. Sul tavolo restano tutte le opzioni, dal rientro di FdI al voto anticipato. Il classico 1 X 2
Spigoloso. Giurano che sia stato così il vertice tenuto nel pomeriggio a Montecitorio per sciogliere i nodi che hanno paralizzato l’amministrazione comunale di Frosinone. Una riunione tenuta sull’orlo del baratro: il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli nelle ore precedenti aveva confermato di essere pronto a tornare alle urne. E di non avere la minima intenzione di farsi logorare.
All’incontro nella Camera dei Deputati c’erano il sindaco Riccardo Mastrangeli (civico ma indicato dalla Lega), il Sottosegretario Claudio Durigon (vice Segretario Federale della Lega ), il deputato Nicola Ottaviani (Coordinatore della Lega per la provincia di Frosinone), il coordinatore Davide Bordoni (Segretario regionale della Lega), il deputato Paolo Trancassini (coordinatore di Fratelli d’Italia del Lazio), l’onorevole Massimo Ruspandini (coordinatore FdI per la provincia di Frosinone), il Consigliere Franco Carfagna (Capogruppo di FdI in consiglio comunale a Frosinone).
Un paio d’orette di confronto, a tratti acceso. Hanno fatto quello che sta scritto sul manuale della politica al capitolo 1: “Quando la situazione è complicata, l’unica cosa da fare è prendere tempo”. Per gli amanti del Totocalcio, la riunione si è conclusa con una Tripla, un 1 – X – 2: potrebbe succedere ancora di tutto.
La nota ufficiale

Fratelli d’Italia potrebbe tornare in Aula a sostenere il sindaco, dopo che per quattro volte di fila gli ha fatto mancare i numeri necessari per governare; l’ultima lo ha lasciato in balia delle minoranze che per un’intera seduta hanno fatto quello che hanno voluto. Ma potrebbe anche decidere di gettare la spugna e portare il sindaco al voto anticipato. Al tempo stesso, il sindaco potrebbe decidere di aprire uno spiraglio di riconciliazione politica con l’alleato. O anticipare tutti e dimettersi, portando lui tutta la baracca alle elezioni anticipate. Ecco, 1 – X – 2 appunto. (Leggi qui: Frosinone, Capodanno sull’orlo del baratro: tutti contro tutti. Ed anche qui: Frosinone 2026: il silenzio dopo la tempesta nel centrodestra. E qui: Il giorno dei giorni della consiliatura Mastrangeli).
Ed è così che va letta (e interpretata) la nota stampa inviata alle Agenzie in prima serata, al termine del summit.
“Al termine dell’incontro e di un confronto lungo e costruttivo si è convenuto di abbassare i toni per il bene della città.
Il sindaco ha deciso di prendersi una breve pausa nella quale i Partiti si riappropriano delle proprie funzioni per dare un nuovo impulso alla consiliatura.
Si parte dal Documento Programmatico che ci ha consentito di vincere le elezioni del 2022 e si conviene che ci si confronterà su eventuali arricchimenti dello stesso.”
Capolavoro di equilibrismo. Cosa significa però all’atto concreto?
Il singificato tra le righe

Al di la delle dichiarazioni ufficiali, ci sono anche i non detto, che spesso valgono più delle parole. Innanzitutto non c’è stata rottura e questo è comunque un risultato positivo, viste le premesse, anche se il livello del confronto di oggi non è stato certamente da riunione dei boyscout. Tutt’altro. Forse anche per questo, nel comunicato ufficiale è stato riportato il passaggio: “Le parti hanno convenuto di abbassare i toni”, segno inequivocabile che la situazione è andata troppo oltre in quste settimane.
Non si è parlato di assessorati: non sono stati richiesti dai rappresentanti di FdI presenti, né tantomeno sono stati offerti loro dal sindaco Mastrangeli.
Il che significa due cose: una positiva ed una negativa. Quella positiva è che sindaco e FdI non stanno ragionando sul mercanteggio di una poltrona in più o una in meno. Quella negativa è che in discussione c’è un intero sistema di governo al Comune Capoluogo. Quindi più difficile da ricomporre.
Ulteriore elemento di riflessione, certamente positiva per la credibilità del tavoro: si riparte, come nel gioco dell’oca, dal Capoluogo. Nel senso che la soluzione, se ci sarà, bisognerà trovarla a livello locale. Senza la “tutela” di Roma.
Le consultazioni

Il sindaco Mastrangeli, infatti, già dalle prossime ore inizierà una serie di consultazioni con i Gruppi consiliari, i Partiti e le liste civiche che lo sostengono, per acquisire da ognuno le rispettive posizioni in merito alla crisi e sul come uscirne.
La stella polare del confronto, però, era e resta il Documento Programmatico del 2022 con il quale il centrodestra ha vinto le elezioni. È un punto a favore del sindaco: le discussioni che in questi due anni si sono innescate riguardano argomenti che Mastrangeli aveva messo in chiaro prima di creare la coalizione di centrodestra del 2022; aveva preteso che tutti i candidati lo sottoscrivessero. Sapevano a cosa si andava incontro sul piano amministrativo.
Tuttavia, ora viene messo nero su bianco che quel Documento Programmatico potrà ulteriormente essere arricchito. E questo è un punto a favore di FdI. Che rimprovera al sindaco di decidere in totale autonomia, senza coinvolgere gli assessori e gli alleati. Ammettere che si può andare oltre il Documento Programmatico è un passo avanti. Certo non potrà essere stravolto, Mastrangeli non lo consentirà mai.
La sensazione

La sensazione in ogni caso, al di la di quanto previsto nel manuale della politica per simili fattispecie, è che sia il sindaco, che la la Lega, che Fratelli d’Italia, abbiano effettivamente voluto prendere ulteriore tempo. Primo, per capire se il ricorso alle elezioni anticipate sia un rischio reale oppure un bluff al tavolo da poker del Comune.
Sarà chiaro al momento della discussione del Bilancio di previsione tra qualche settimana: tutti dovranno scoprire le carte che hanno in mano. Se non sarà approvato sarà lo sciogliete le righe e tutti a casa. Un anno e mezzo prima del tempo. E sarebbe, almeno dal punto di vista formale, meno traumatico di una mozione di sfiducia o dimissioni di massa. Chi vuole veramente mandare a casa Mastrangeli ha lo strumento amministrativo/contabile.

Secondo, capire se e come effettivamente il sindaco vuole rivedere il programma ed in quale misura. In subordine, se e come Mastrangeli vorrà rivedere anche gli assetti di Giunta, perché questo sarà un passaggio ineludibile successivo. Inutile girarci troppo attorno.
Crisi risolta dunque? Assolutamente no, ma ci si può lavorare. In sintesi, oggi a Roma non ci sono stati vincitori. Ma nemmeno nessuno sconfitto.
Gli assenti

Da registrare nel corso della giornata una dura nota di Forza Italia, laddove il Capogruppo al Comune Maurizio Scaccia fa notare che il suo Partito non è stato invitato al tavolo delle trattative con Lega e FdI. “Ancora una volta hanno dimostrato una forte avversione per chi ha la forza ed il coraggio di fare proposte serie e costruttive per il bene comune! Siamo comunque lieti di non partecipare a questa trattativa. A Nostro avviso ci risulta tardiva ed inopportuna“
Per questo Scaccia ammonisce che “il ritorno al voto è l’unica via possibile per porre fine a questo marasma”. Tripla. Senza ombra di dubbio.



