Congiuntivi incerti, conti in disordine ma masticano l’inglese e volano in rete

Il rapporto Invalsi 2025 offre la fotografia del livello raggiunto dagli studenti italiani. Nel Lazio percormances scolastiche altalenanti. Male nelle materie tradizionali, però grande dimestichezza con la tecnologia

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Si chiama Rapporto Invalsi ed è l’analisi che viene fatta ogni anno sulla base di test standard. Vengono somministrati agli studenti italiani in maniera uguale ad ogni latitudine, domande diverse ma stessa difficoltà. Serve per valutare le loro competenze in italiano, matematica e inglese. L’edizione 2025 restituisce un’immagine a tratti contraddittoria: il Lazio, cuore geografico e culturale del Paese, si muove tra alti e bassi. Se in alcune discipline si intravedono segnali incoraggianti, in altre emergono fragilità strutturali che preoccupano. Un’istantanea in chiaroscuro, che alterna luci di progresso a ombre persistenti.

L’italiano materia… dolente

Partiamo da una notizia che non farà piacere ai cultori italici di Dante e Manzoni. In II primaria, oltre il 30% degli alunni laziali si ferma nelle fasce molto bassa o bassa in Italiano. Tradotto: fatica a comprendere testi semplici e ad usare correttamente la lingua. Niente congiuntivi, ma anche le preposizioni vanno spesso in crash. La situazione migliora lievemente in V primaria, dove il 70% degli studenti raggiunge almeno la fascia base.

Studenti laziali in difficoltà nell’italiano (Foto © DepositPhotos.com)

Tuttavia, siamo ancora lontani dal paradiso dell’eccellenza: solo una piccola parte vola nelle fasce “alte”. In terza media e al biennio delle superiori, le criticità tornano a galla, con punteggi in linea o leggermente inferiori alla media nazionale.

Insomma, leggere e capire un testo continua a essere una sfida. E se poi chiedi di riassumerlo si rischia l’effetto nebbia, o pagina bianca.

Matematica, i conti non tornano

Anche i numeri non mentono, ma spesso non vengono nemmeno capiti. In II primaria, nel Lazio più del 30% degli alunni resta nelle fasce più basse. Nella V primaria, la quota di chi non raggiunge la base sale ancora, facendo scattare l’allarme: troppi bambini non sanno fare calcoli semplici o risolvere problemi logici.

La matematica resta tra le materie più ostiche

E più si cresce, più le difficoltà aumentano. In terza media e secondo anno delle superiori, le prove mostrano che circa il 40% degli studenti laziali ha difficoltà serie in Matematica. La materia resta una sorta di mission impossibile. Un po’ come il parcheggio a Frosinone: tutti ci provano, pochi ci riescono.

La sufficienza in inglese

Una studentessa al computer (Foto: Sergio Oliverio / Imagoeconomica)

Una boccata d’aria fresca arriva dall’Inglese. In V primaria, oltre l’80% degli studenti laziali raggiunge almeno il livello A1 (quello previsto dalle Indicazioni nazionali). Niente Shakespeare, certo, ma almeno what’s your name? si capisce e forse si risponde pure.

Anche alle Superiori, l’Inglese tiene meglio rispetto a Italiano e Matematica. Non siamo ancora pronti per scrivere saggi accademici in lingua, ma lo streaming in lingua originale qualche frutto lo sta dando.

Cosa c’è dietro il rapporto

Studenti entrano a scuola (Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica)

Gli studenti del Lazio fanno fatica a leggere e scrivere correttamente in italiano, specialmente nei primi anni. In Matematica la situazione è allarmante, soprattutto per gli studenti più fragili e quelli con background socio-economici meno favorevoli. L’Inglese invece si difende bene, forse anche grazie al web, alla musica e ai social. Molti ragazzi, di fronte a un problema di matematica o a un testo da comprendere, potrebbero arrendersi. Ma attenzione: sanno cercare online, usare app e traduttori automatici.

L’Invalsi 2025 lo conferma: le competenze digitali sono migliori delle competenze scolastiche tradizionali. Insomma, il futuro è tutto da scrivere. E’ auspicabile che, almeno quello, venga scritto senza errori.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).