Congresso, le convergenze parallele di De Angelis

Area Dem rilancia su Achille Migliorelli ma tiene aperta la porta all’accordo per un Pd unito dopo il Congresso. Due rette parallele che cercano un punto d’intesa prima del 9 dicembre.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Convergenze parallele. Fosse stato vivo Aldo Moro avrebbe gradito lo sforzo fatto questa sera da Area Dem riunita al Luna Rossa di Ripi. Dove la sensibilità del Partito Democratico che fa riferimento al presidente regionale Francesco De Angelis ed il comitato Parte da Noi di Danilo Grossi ed Umberto Zimarri hanno ribadito la loro linea in vista dell’imminente Congresso Provinciale. Quello che dovrà mettere fine ad un anno di liti, superare le divisioni, ricostruire un gruppo dirigente.

Francesco De Angelis ha tracciato quella che in politica ed in geometria si chiama linea retta. Altrettanto hanno fatto Grossi e Zimarri: una linea di totale sovrapposizione come se fossero una retta soltanto. Vanno decisi per la stessa strada, non si intersecano con l’altra retta tracciata dalla mozione avversaria, quella che fa riferimento a Rete Democratica della Consigliera regionale Sara Battisti ed a Energia Popolare dell’ex presidente della Provincia Antonio Pompeo. Due rette. Parallele. Che, per definizione, non si incontreranno se non in teoria ed all’infinito. Ma siccome la politica è l’arte del possibile, Aldo Moro costruì un governo sul concetto delle ‘convergenze’ parallele. Ed è lo stesso che è emerso questa sera tra le righe dell’intervento di Francesco De Angelis.

La retta di De Angelis

Achille Migliorelli ed Elly Schlein

Ha ribadito che si va al voto e sarà un Congresso impegnativo, combattuto sezione per sezione, tessera per tessera, voto per voto. E che il nome sul quale scommette Area Dem insieme a Parte da Noi è quello dell’ex leader del movimento universitario Primavera Studentesca Achille Migliorelli. Perché ha dato prova di avere un ragionamento politico, capacità di aggregazione (Primavera, durante i suoi anni è stata la dominatrice del voto studentesco), visione di prospettiva (Migliorelli ha centrato l’elezione di un rappresentante Unicas al Consiglio Studentesco Nazionale), competenza strategica (ha piazzato suoi candidati nei Comuni di Cassino, Cervaro, nella Valle dei Santi e del Cassinate).

Achille Migliorelli è la retta di Francesco De Angelis e Danilo Grossi. E da lì non ci si sposta. Poi c’è un passaggio, una frase lasciata nel discorso: De Angelis non lascia mai le frasi a caso: Il nostro candidato è Achille ma la porta dell’accordo continua a restare aperta. Deve restare aperta fino alla fine”. Cosa significa?

Lo spiegone

Antonio Pompeo, Luca Fantini, Sara Battisti

Non è una messa in discussione del suo candidato. Ma è una mossa che guarda già al dopo. A dopo il Congresso, alla formazione della nuova Segreteria. Francesco De Angelis ha più miglia politiche di quelle che Caboto poteva vantare in navigazione nautica. Se bene che un Congresso tirato come questo rischia di consegnare al vincitore (chiunque sia tra Migliorelli ed il Segretario provinciale uscente Luca Fantini) un Pd lacerato, rancoroso, pronto a regolare i conti alla minima occasione. E De Angelis non lo vuole. Come non lo vogliono nemmeno Sara Battisti, Antonio Pompeo e Danilo Grossi.

A prescindere da chi sia il vincitore, Migliorelli o Fantini, deve trovarsi tra le mani una Federazione unita, compatta, convinta del nuovo corso. E per farlo ha una rotta precisa.

Non lo ha detto durante la riunione di questa sera: è l’interpretazione autentica che ne forniscono i Frankologi cioè gli esperti del comportamento di De Angelis. Secondo i quali la convergenza può avvenire sulla base di un principio strategico e due scelte tattiche.

Strategia e tattiche

Il principio strategico è che chiunque vinca non può fare asso pigliatutto: i ruoli monocratici previsti dallo Statuto del Pd sono quattro e vanno ripartiti tra le componenti. Pertanto, la scelta tattica numero uno è che ad una componente andrà il Segretario Provinciale, le altre tre si prenderanno il Presidente Provinciale del Partito, il vice Segretario provinciale, il Tesoriere Provinciale. La seconda scelta tattica: si può applicare a Frosinone lo stesso schema usato per il Congresso Regionale che ha eletto Daniele Leodori Segretario e portato Francesco De Angelis alla presidenza. Come ha funzionato?

Ci si è contati, con una conta ancora più esasperata di quella che attende in queste settimane la provincia di Frosinone. Ma tutte le liste sostenevano lo stesso candidato Segretario: non un accordo unitario, le quote le hanno stabilite gli elettori, tracciando con assoluta precisione i nuovi rapporti di forza. Lo stesso si potrebbe replicare a Frosinone. Segretario, Presidente, Vice Segretario e Tesoriere concordati da prima e la Segreteria costruita sulla base del voto.

Il nodo delle Provinciali

Foto © AG IchnusaPapers

C’è poi il nodo delle Provinciali. Le componenti vorrebbero orientare il voto che determinerà la nuova squadra del presidente Luca Di Stefano. La soluzione politica è a portata di mano: la fornisce lo Statuto. In pratica: vengono confermati gli uscenti Luigi Vittori (Area Dem – Ferentino), Alessandro Mosticone (Area Di Stefano – Sora), Enrico Pittiglio (Rete Democratica – Valle di Comino ed aree interne). Non può più essere candidato Gino Ranaldi in quanto ha perso il requisito fondamentale: si è dimesso da Consigliere comunale per accettare la carica di vicesindaco a Cassino. La soluzione: sarà il sindaco di Cassino Enzo Salera con la sua area ad indicare il nome con cui sostituirlo. Che con ogni probabilità sarà quello della presidente d’Aula Barbara Di Rollo.

Teoria politica. Per il momento ci sono le due rette parallele. La convergenza la cercheranno. Fino alla fine. Fino al 9 dicembre. Non all’infinito.