Tra le fibrillazioni della maggioranza ed un'opposizione mai incisiva, saranno cruciali le consultazioni per il rinnovo del Consiglio di Palazzo Jacobucci. Il sindaco Mastrangeli non potrà sbagliare strategia. Intanto il Partito democratico prova a riorganizzarsi ma nel centrosinistra si continua a litigare
Sul teatro politico di Frosinone il sipario non cala mai. Nemmeno nei mesi estivi: ci sono ancora i Consigli Comunali. Il prossimo è previsto a fine luglio quando in Aula arriveranno gli equilibri di Bilancio. Il sindaco Riccardo Mastrangeli continua a governare ma con una maggioranza del tutto diversa da Centrodestra eletto nel 2022. Oggi guida una coalizione trasversale, che agita destra e sinistra, come un cocktail piuttosto audace, fatto con bevande difficili da mescolare: Fratelli d’Italia, Lega, civiche di centrodestra ma anche ex oppositori di centrosinistra come Andrea Turriziani (Lista Marini) e Claudio Caparrelli e Francesca Campagiorni (Polo Civico).
Ma non è tutto prosecco e patatine

Forza Italia, Partito della coalizione tradizionale che lo aveva sostenuto nel 2022, ha ufficialmente voltato le spalle al sindaco, passando all’opposizione con i suoi tre consiglieri: Pasquale Cirillo, Maurizio Scaccia e Christian Alviani. Non sono previsti ripensamenti. Almeno nell’immediato. A loro si sono aggiunti altri sei “dissidenti” eletti con Mastrangeli: Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli), Giovanni Bortone (ex Lega) e i tre di FutuRa. Giovambattista Martino, Teresa Petricca e Francesco Pallone. Un vero e proprio esodo politico che ha trasformato la maggioranza in montagne russe di numeri. E di nervi.
Per precisa scelta politica, da qualche tempo il Consiglio Comunale viene convocato sempre e solo in Prima convocazione, quandi servono almeno 17 consiglieri su 33 per la validità della seduta. Un numero che, tra assenze strategiche e uscite dall’aula, è diventato il vero protagonista delle sedute. Mantenere il numero legale è diventato come lo stretto di Gibilterra durante la Seconda Guerra Mondiale: Imprescindibile.
II “jolly” Marzi

In questo scenario da commedia pirandelliana spicca la figura di Domenico Marzi, ex sindaco PD e oggi consigliere che ha scelto di appoggiare lateralmente Mastrangeli (civico di indicazione leghista) per evitare l’interruzione anticipata della consiliatura. In realtà questo rischio non c’è mai stato veramente. La sua lista civica, pur non entrando ufficialmente in maggioranza, lo è diversamente: garantisce il numero legale, diventando l’ago della bilancia, politica e amministrativa del Consiglio comunale.
In cambio ha chiesto al sindaco precisi riscontri di carattere amministrativo a beneficio della Città. Marzi ha addirittura proposto di occuparsi personalmente della riattivazione dell’ascensore inclinato, promettendo di dimettersi una volta completato il progetto. Ha già provato il casco dell’antinfortunistica. Altro che opposizione: qui si fa politica con metro, livella e filo a piombo.

Nonostante le continue fibrillazioni, il sindaco Mastrangeli però ha più di qualche motivo per sorridere ed essere tranquillo, consapevole che a casa non lo vuole mandare nessuno. Almeno in questa consiliatura: per la prossima poi si vede. Secondo il Governance Poll 2025, Mastrangeli ha raggiunto un gradimento del 56%, maggiore di quando è stato eletto tre anni fa. Un risultato che, in tempi di maggioranze ballerine, suona come una garanzia elettorale.
Il sindaco, forte di questo consenso, ha dichiarato di voler proseguire con la sua linea amministrativa, ignorando le sirene del rimpasto. Non è dato sapere se intende ignorare anche le richieste di Fratelli d’Italia fattegli qualche settimana fa. (Leggi qui: Alto gradimento, le lotte intestine non scalfiscono la popolarità di Mastrangeli).
Elezioni provinciali, Mastrangeli non può sbagliare

Sullo sfondo a fine anno, o al massimo a marzo del prossimo, si terranno le elezioni provinciali, un appuntamento cruciale per tutti i Partiti, indistintamente. Servono per saziare qualche “appetito” interno.
I voti ponderati dei consiglieri comunali del capoluogo saranno determinanti per chiunque aspira ad entrare a Palazzo Iacobucci. Già si percepiscono manovre sotterranee per influenzare gli equilibri. Mastrangeli dovrà fare molta attenzione però: una strategia sbagliata per le Provinciali, potrebbe costargli il voto di qualche consigliere, su più di una delibera.
PD, finalmente il congresso per ripartire

Dopo mesi di letargo e di lotte interne, il Partito Democratico si prepara a celebrare il Congresso provinciale, previsto per l’autunno. Le conseguenze su Frosinone? Una linea chiara anche per il capoluogo, creando le condizioni per riorganizzarsi, fare opposizione vera e prepararsi alle elezioni comunali del 2027. (Leggi qui: Il Pd di Frosinone rompe l’incantesimo: semaforo verde al Congresso)
Per ora, il gruppo consiliare PD formato da Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi è rimasto all’opposizione, ma senza una strategia unitaria con il resto della minoranza. Il Congresso potrebbe essere il primo passo verso una coalizione più incisiva. O almeno, lo sperano gli elettori di centrosinistra.
Intanto per farsi mancare nulla il centrosinistra continua a “lavorare” per non ricucire. Oggi e in prospettiva prossime elezioni. È di queste ore infatti la polemica a distanza tra PD e PSI, su chi rappresenti la prima vera e unica opposizione a Mastrangeli. Si discute veramente del sesso degli angeli. Della serie fine guerra mai.

In tutto questo, Tra maggioranze trasversali, opposizioni in cerca d’autore e consiglieri che entrano ed escono sul palco immaginario dell’aula consiliare, per rientrare solo all’ultimo secondo utile per approvare le delibere, come in una rappresentazione teatrale, Frosinone si conferma il palcoscenico più vivace della Ciociaria.
Il 2027 è ancora lontano, ma le prove generali sono già iniziate. Sipario? Macché. Nel capoluogo si recita sempre. Spesso anche a soggetto.



