Il rinvio dell’assemblea provinciale del Pd scopre crepe mai davvero sanate: mozione non condivisa, equilibri interni fragili e cambiali politiche in scadenza. L’unità c’è, ma è tutta da manutenere.
Il Congresso può attendere. Non sono bastati i 13 mesi di discussioni e veleni tra le componenti del Partito Democratico: l’Assemblea che il 15 febbraio avrebbe dovuto prendere atto dell’accordo unitario ed acclamare Achille Migliorelli jr come Segretario provinciale è stata rinviata. Al prossimo primo marzo.
Ufficialmente perchè si è scoperto che è la domenica di Carnevale. La realtà dei fatti è più complessa e meno prosaica.
Scosse di assestamento

A dare uno scossone all’organizzazione dell’assemblea e del Congresso ha contribuito l’intervista pubblicata lunedì su Ciociaria Oggi dal Segretario designato. Rispondendo a Corrado Trento responsabile del settore Politico del quotidiano, Achille Migliorelli ha parlato della sua mozione e questo ha innescato più di qualche disappunto. Perché?
In un Congresso normale, i candidati alla carica di Segretario Provinciale presentano un documento con la loro visione del territorio ciociaro, un’analisi economica, un profilo del Partito in quei due contesti, il modo in cui il Pd dovrà agire per far crescere territorio e cittadini. È un documento delicatissimo, composto di svariate pagine, nel quale si deve contemperare la visione sul mondo del Lavoro, della Sanità, dell’Economia, spiegando su quali percorsi si vuole incanalare il Partito. Cosa c’è di male nella Mozione che Migliorelli ha indicato a Ciociaria Oggi?

Che quella è la “sua” mozione. Ma quando si raggiunge un accordo unitario tra tutte le componenti, in un Partito normale vengono ritirate tutte le mozioni e se ne presenta una unitaria. Cioè che tenga conto anche delle visioni delle altre aree.
Con quella risposta è emerso il sospetto che il Segretario designato stesse andando all’Assemblea con il suo documento, senza tenere conto dell’intesa che ha sancito la pace tra la sua componente (Area Dem) e quella alleata (Parte da Noi) con Rete Democratica e Riformisti.
I circoli
Un altro passaggio risultato urticante è stato quello sui Circoli. Migliorelli ha fornito una risposta che sarebbe andata bene se fosse stata ancora in piedi la contrapposizione tra lui ed il Segretario uscente Luca Fantini. Ha detto che i Circoli in questi anni si sono ridotti sul territorio, lasciando intendere che la precedente gestione è stata deficitaria sotto questo aspetto.

Non proprio un clima da Congresso unitario, non proprio un braccio teso all’ex avversario diventato alleato. C’era chi avrebbe voluto rispondergli che i Circoli ci sono, dal momento che li ha dovuto girare per presentare il suo documento. E sono così tanti che più di uno lo ha saltato: come accaduto ad Ausonia dove, per protesta, il Pd ha rifiutato di votare il documento.
Le cambiali in scadenza
C’è poi il problema delle cambiali politiche in scadenza. Una di queste riguarda Ceccano. Lì nei mesi scorsi c’è stata un’alleanza tra Area Dem e Parte da Noi con la quale è stato evitato di ripetere l’errore compiuto cinque anni prima: quella volta il Pd presentò 2 candidati a sindaco, dividendosi e spianando la vittoria al centrodestra.

Dopo un confronto al Nazareno si convenne che Area Dem avrebbe espresso il candidato sindaco Andrea Querqui e che Emanuela Piroli rinunciasse alla sua aspirazione per essere invece la candidata di area alle Provinciali. Domenica prossima si presentano le candidature: nessuno si sta rimangiando la parola. Ma a pochi giorni dalla scadenza ci si è accorti di una cosa: sostenere la candidatura è diverso da sostenere l’elezione. Cosa significa? Che Emanuela Piroli verrà candidata ma i voti per farsi eleggere in Provincia li dovrà portare lei: Area Dem non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo Consigliere Provinciale (i rumors dicono che punterà su Luigi Vittori di Ferentino) per dirottare i voti su un nome di Parte da Noi. (Leggi qui: La cambiale del Nazareno e la notte nervosa del Pd di Ceccano).
L’altra cambiale è la Vice Segreteria provinciale del Pd. In varie occasioni Parte da Noi sta dicendo che a lei l’accordo ha assegnato quel ruolo. In realtà a Roma è stato concordato altro: il Segretario va ad Area Dem (Achille Migliorelli jr), il Presidente provinciale va a Rete Democratica (Sara Battisti), il vice Segretario Provinciale va ai Riformisti di Antonio Pompeo ed a Parte da Noi. Punto. Non c’è un vicesegretario unico che vada o all’una o all’altra componente.
Il fianco scoperto

Il rinvio dell’Assemblea crea un problema enorme: non c’è chi gestisca la formazione della lista per le Elezioni Provinciali. In questo momento non c’è un solo quadro dirigente provinciale che sia in carica.
La soluzione è stata individuata in queste ore a Roma. Se ne occuperanno direttamente i leader regionali: Daniele Leodori e Francesco De Angelis (Area Dem), Claudio Mancini e Sara Battisti (Rete Democratica) sentendo Antonio Pompeo (Riformisti) e Parte da Noi (Danilo Grossi).



