Consiglio comunale deserto e voto rimandato a domani: nulla di nuovo

La prima convocazione del Consiglio comunale va deserta per mancanza del numero legale. Maggioranza e opposizioni evitano rischi e rinviano tutto alla seconda convocazione, confermando che nessuno ha interesse a interrompere anzitempo la legislatura.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Alle 16.00 in punto, dopo la canonica mezz’ora di tolleranza, il segretario comunale Mauro Andreone ha aperto la liturgia dell’appello per la seduta del Consiglio Comunale di Frosinone, chiamata in prima convocazione ad approvare il Bilancio Consolidato 2025. La scena, però, è stata quella già anticipata da giorni: l’aula semivuota, le sedie della maggioranza e della Giunta — compresa quella del sindaco Mastrangeli — desolatamente vuote. (Leggi qui: Alleati nervosi, azzurri in trincea, il Generale in arrivo e Campi minati più che larghi).

A rispondere «presente» sono stati: Marco Ferrara (Identità Frusinate), che ha svolto il ruolo di presidente d’aula facente funzioni dopo le dimissioni di Massimiliano TagliaferriSergio Crescenzi (Identità Frusinate); Maria Antonietta Mirabella e Anselmo Pizzutelli (Lista Mastrangeli); Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia (Forza Italia); Vincenzo Iacovissi (PSI) e Angelo Pizzutelli (Partito Democratico). Troppo pochi per garantire il numero legale di 17 consiglieri richiesto in prima convocazione. Nessuna sorpresa, nessun colpo di scena. Tutto come previsto, tutto come annunciato, e soprattutto tutto come voluto. Da tutti.

Due evidenze oggettive

La scelta della maggioranza del sindaco Mastrangeli di non presentarsi in blocco — fatta eccezione del consigliere Crescenzi, un fatto del quale il sindaco e forse anche la civica dovranno tenere conto — non è stata un incidente, ma una decisione politica lucida e studiata. Che però certifica due evidenze oggettive.

La prima è numerica prima ancora che politica. Con una maggioranza in permanente stato di fragilità — tra malumori, dissidi, assenze strategiche e penultimatum — nessuno ha voluto correre il rischio di esporsi a una pessima figura. La coalizione che sostiene Mastrangeli non è in grado di assicurare i 17 consiglieri in prima convocazione. È un fatto.Meglio puntare direttamente alla seconda convocazione.

La seconda considerazione è ancora più importante. L’intera operazione dimostra, ancora una volta, che nessuno all’interno del Consiglio Comunale ha realmente interesse ad anticipare la fine della consiliatura. Ogni volta, a ogni stormir di fronda, si favoleggia di possibili strappi, crisi irreversibili, ribaltoni, addirittura di elezioni anticipate. Favole per bambini, e neppure tanto svegli. Quando arriva il momento delle decisioni vere, l’aula continua a scegliere la strada del mantenimento dello status quo.

Le opposizioni non hanno fatto il blitz

Il municipio di Frosinone (Foto © Antonio Limonciello)

Domani alle 16.15 saranno sufficienti dodici consiglieri per garantire la validità della seduta e approvare il bilancio consolidato. La seconda convocazione è diventata il porto sicuro della maggioranza. Ma c’è un ulteriore elemento che merita attenzione: le opposizioni oggi non hanno nemmeno provato a fare il blitz. Nessuna presenza compatta, nessuna prova di forza, nessuna volontà di mettere la maggioranza davanti allo specchio delle proprie contraddizioni. Nessuna corsa a occupare i banchi dell’aula per trasformare l’assenza dei consiglieri di maggioranza in un fatto politico — per poter dire, anche in forma demagogica e strumentale: «noi c’eravamo, voi no».

Anche questo è un segnale. Significa che, al di là delle schermaglie pubbliche, esiste una consapevolezza trasversale: nessuno vuole davvero far saltare il tavolo. La cosiddetta «autoconservazione consiliare» continua a essere il principale collante dell’attuale fase amministrativa.

La fotografia di un Consiglio in apnea costante

La fotografia del Consiglio Comunale di oggi è l’ennesima istantanea di una consiliatura che da mesi vive in apnea.Una maggioranza che non si fida — né può fidarsi — di se stessa. Un’opposizione che non vuole davvero incidere. Un’aula consiliare che si riempie solo quando il Testo Unico degli Enti Locali lo permette e c’è la certezza che non si corrono rischi.

Come scriveva Giuseppe Prezzolini«In Italia nulla è più definitivo del provvisorio»Questa consiliatura, che sembra provvisoria da sempre, è invece destinata a durare fino alla fine.