Consiglio comunale di Frosinone: impossibile distrarsi, vale per tutti

Il consiglio comunale di Frosinone del 31 luglio rappresenta un momento cruciale per l'amministrazione Mastrangeli. Le decisioni sul Bilancio influenzeranno future alleanze politiche, rendendo strategico il ruolo dell'ex sindaco Marzi.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il prossimo consiglio comunale di Frosinone, convocato per il 31 luglio alle 18:30, si preannuncia come uno snodo politico cruciale, un vero punto di non ritorno per l’amministrazione Mastrangeli e per l’intero panorama consiliare. Da destra (o quel che rimane) a sinistra.

All’ordine del giorno figurano l’assestamento generale di bilancio, la salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2025 e le variazioni al bilancio di previsione 2025-2027. Dietro la tecnicalità degli atti si cela una partita politica ad alta tensione. Proprio per il peso e la valenza dei contenuti di alcune delibere.

Il quadro

I sindaci Marzi e Mastrangeli

La situazione è arcinota. Il sindaco Riccardo Mastrangeli è stato eletto nel 2022 alla guida di una coalizione di centrodestra forte di 22 consiglieri. Si ritrova oggi, a due anni dalla fine della consiliatura, a poter contare su appena 16 voti certi, uno in meno del quorum necessario per garantire il numero legale in Prima Convocazione.

Il transito all’opposizione di ben 9 consiglieri, tra cui il gruppo di Forza Italia e persino della lista civica del Sindaco, ha reso la maggioranza estremamente fragile.  La stabilità non è migliorata nemmeno con l’apertura e l’ingresso stabile nella coalizione, dei consiglieri eletti nella minoranza di centrosinistra. “Per stare meglio, qui giaccio” è scritto su una lapide all’ingresso del cimitero di Boccadasse, accanto al cancello che scende nel circolo Vignocchi.

Il passaggio che cambia le cose

Domenico Marzi

La scelta (politica) di convocare il Consiglio solo in Prima chiamata, senza possibilità di Seconda convocazione, è un azzardo che mette tutti sotto pressione. In questo contesto, il Gruppo dell’ex sindaco Pd Domenico Marzi assume un ruolo strategico. I suoi Consiglieri, fatto il doveroso distinguo del Consigliere Mario Papetti, pur non facendo parte della maggioranza (lo è diversamente), sono determinanti per garantire il numero legale. Senza Marzi e i suoi il Consiglio non si apre nemmeno.

Se Marzi dovesse contribuire anche all’approvazione dei documenti di Bilancio, non votando SI ma con la solita astensione strategica, il suo ruolo si trasformerebbe da “supporto” tecnico per impedire la fine anticipata della consiliatura ad interlocutore politico di peso.  Un passaggio che potrebbe ridefinire gli equilibri futuri e aprire scenari di possibili alleanze trasversali.

Tentativo di dialogo

Vincenzo Iacovissi (Foto © Massimo Scaccia)

Se nessuno può distrarsi in maggioranza, anche all’opposizione non si può certo stare rilassati. Il Partito Democratico ed il Partito Socialista da un lato, i 9  consiglieri fuoriusciti dal centrodestra dall’altro, si trovano di fronte a un bivio: dimostrare di essere una forza di opposizione unitaria coesa e compatta. E quindi forte e autorevole. Oppure essere una delle tante tessere di un puzzle ancora in fase di costruzione la cui immagine finale è tutta da decifrare.

Lo si capirà bene ed una volta per tutte, dalla strategia che verrà adottata in Aula. Il Bilancio non è solo un atto contabile ma una dichiarazione di visione e di priorità. Votare contro, non votarlo o far mancare il numero legale significa mettere in discussione tutta l’architettura amministrativa messa su fino ad oggi da Mastrangeli. Con tutto quello che ne deriva.

Ogni dichiarazione di voto o non voto ha un peso politico importante, impossibile da ignorare. Per tutti. Che poi dal punto di vista pratico non accadrà nulla perché l’amministrazione non cadrà certamente, se le delibere verranno approvate con qualche voto in più o in meno, è altro ragionamento.

Il passaggio delle Provinciali

Il palazzo della Provincia di Frosinone (Foto © AG IchnusaPapers)

L’anno prossimo si vota per le Provinciali e i voti ponderati di Frosinone servono come il pane a tutti i Partiti ed in senso assolutamente trasversale. È il dato politico quello che conta.

Se Mastrangeli porta a casa tutti i documenti senza problemi, dimostra che il gradimento del 56% tra la gente di Frosinone è ampiamente legittimato, anche dentro Palazzo Munari, non solo per strada.

Il consiglio del 31 luglio è una prova di maturità dunque per tutti gli attori in campo. Mastrangeli deve dimostrare di saper tenere insieme una coalizione ormai eterogenea e di saper dialogare efficacemente e in maniera duratura con il suo oppositore del 2022: l’ex sindaco Marzi. Le opposizioni devono decidere se giocare la carta della frammentazione o quella dell’unità. Marzi, infine, ha l’opportunità di ridefinire il suo ruolo politico, passando da figura di garanzia a potenziale kingmaker della politica locale. 

Oggi più che mai: nessun dorma.