A Frosinone sembra tornare il sereno nell'amministrazione del sindaco Mastrangeli. Il rientro in maggioranza del consigliere Alviani garantirà l'autosufficienza senza la stampella civica della lista Marzi. La seduta dell'11 dicembre scioglierà gli ultimi dubbi e sarà decisiva per determinare i nuovi equilibri
La certezza si avrà nelle prossime ore. Le ansie da pallottoliere per il sindaco Riccardo Mastrangeli e la sua maggioranza potrebbero essere terminate. La convocazione del Consiglio Comunale per domani alle ore 16 (con l’eventuale paracadute della seconda convocazione prevista per l’11 dicembre alle 20) non è una seduta qualunque.
È il primo vero test di una nuova era geologica per l’amministrazione: l’era dell’autosufficienza. O almeno, così sperano tutti. Il fattore “Quota 17” e l’addio (forse) alle varie stampelle consiliari. Il dato politico più rilevante, quello che emerge da giorni, è puramente aritmetico: 17.
Il rientro decisivo di Alviani

Con la rentrée ufficiale del consigliere Christian Alviani nelle fila della maggioranza, la coalizione che sostiene il sindaco ritrova, sulla carta, quel “numero magico” che garantisce l’autonomia. Anche in prima convocazione.
Per mesi si è assistito a Consigli comunali appesi a un filo, a numeri legali garantiti dalle assenze strategiche o dal cosiddetto “Soccorso Civico” (o meglio, istituzionale) del gruppo che fa riferimento addirittura al suo avversario nelle scorse elezioni, Domenico Marzi. In una circostanza addirittura richiamato in Aula quando era appena rientrato a casa, per garantire i numeri al suo ex nemico.
Dalla celebrazione del prossimo Consiglio Comunale dunque, la narrazione potrebbe cambiare. Se i suoi 17 consiglieri saranno presenti e compatti, Mastrangeli potrà dire di non essere più ostaggio delle minoranze “responsabili”. Nemo propheta in patria, si dice, ma se Alviani garantisce la tenuta, il Sindaco può tornare a respirare senza l’ossigeno garantito fino ad oggi da Marzi.
Una seduta insidiosa

L’ordine del giorno, però, nasconde insidie che vanno oltre la semplice conta dei presenti. Il primo punto dell’Ordine del giorno del Consiglio in particolare, è la classica mina vagante politica: la mozione di Anselmo Pizzutelli su “Condanna del genocidio di Gaza, ripudio del terrorismo e della guerra”.
Un tema, anche se fuori tempo massimo, alto, etico, drammatico. Che, tuttavia, calato nell’aula consiliare del capoluogo, rischia di diventare un nuovo strumento di divisione. Come del resto già accaduto.
Le domande che tratteggiano degli scenari possibili sono diverse. Come voterà questa volta la maggioranza? Uscirà dall’Aula? Ci sarà un voto di coscienza, un’astensione tattica o una spaccatura tra l’anima più identitaria e quella più moderata del cosiddetto centrodestra?
Il consigliere Anselmo Pizzutelli, da attento osservatore delle dinamiche d’Aula, sa bene che queste mozioni servono a contare non solo i voti, ma anche i mal di pancia in maggioranza. Quella mozione sembra essere messa lì proprio per questo.
Gli altri punti all’ordine del giorno

Superato lo scoglio ideologico, si passerà poi a trattare gli altri 4 punti squisitamente amministrativi.L’adesione alla Fondazione “Istituto Tecnologico Superiore Meccatronico del Lazio (ITS Meccatronico del Lazio Academy)” in qualità di socio partecipante; il riconoscimento di un debito fuori bilancio.
Altri punti in discussione la variazione al Bilancio di previsione finanziario 2025-2027, la ratifica della deliberazione di giunta del Programma P.I.P.P.I., Centro Famiglia Regionale accoglienza mamma/bambino e contributo regionale per attivazione progetti di vita per persone con disabilità. All’ordine del giorno anche l’approvazione modifiche ed integrazioni alla convenzione per la gestione associata dei servizi sociali nel Distretto Sociale B.
La chiave politica con le provinciali all’orizzonte
Dalle presenze e dai voti espressi in aula, si capirà se la “maggioranza Mastrangeli a quota 17” è una roccaforte solida, o solo un castello di carte pronto a crollare al primo soffio di vento.
E si capirà anche se il gruppo Marzi, liberato dall’onere del “soccorso”, tornerà a fare opposizione in purezza, o se continuerà quel dialogo con Mastrangeli, che tanto fa discutere. Quello che accadrà in Aula però va letto con gli occhiali bifocali: una lente sul presente, l’altra sulle prossime elezioni Provinciali di inizio anno.

Perché è chiaro che una volta portate a casa le delibere, tutti, Sindaco partiti e civiche, tanto in maggioranza, quanto in opposizione, saranno concentrati sulle candidature per entrare a Palazzo Iacobucci.
Una elezione quella provinciale che, politicamente, conta come le banconote al Monopoli, ma che ai Partiti, tutti in senso assolutamente trasversale, serve per piazzare la bandierina della rappresentanza e contarsi. Sia all’interno che all’esterno.
Una sorta di biglietto da visita VIP, ma per entrare al bar sotto casa.



