Consiglio silenzioso: la maggioranza tace e si compatta, l’opposizione attacca

Due ore, nessun intervento dei consiglieri di maggioranza, l'assessore Guida assente senza spiegazioni. Magliocchetti: «Il sindaco si comporta come un commissario prefettizio». Pompeo torna sulle lavoratrici dell'asilo nido. Schietroma: «Nessuna prospettiva per la città». Ma la strategia del silenzio compatta la maggioranza ed azzera le polemiche. La cava Monticchio resta contestata.

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

L’esatto contrario della seduta scorsa: ordine di spogliatoio prima di scendere in campo. Questa volta il Consiglio Comunale di Ferentino è stato insolitamente all’acqua di rose: durato appena due ore, non ha registrato polemiche né scontri interni alla maggioranza. Nulla a che vedere con quanto accaduto poche settimane fa: quando la maggioranza si fece opposizione da sola. (Leggi qui: Il vaso di Pandora si scoperchia in Aula: la maggioranza si processa da sola)

Una seduta che si è svolta quasi nel silenzio politico della maggioranza, con la sola brevissima introduzione dell’assessore al Bilancio Franco Martini sui primi punti di sua competenza. Sembrava di essere tornati agli anni in cui era sindaco il giovane avvocato Francesco Scalia: né i consiglieri di maggioranza né gli assessori hanno ritenuto di intervenire nel dibattito. Azzerando così i motivi di scontro: sia al loro interno e sia con l’opposizione.

Il silenzio strategico della maggioranza

A dettare la linea e tirare le redini è stato il sindaco Piergianni Fiorletta. Troppi segnali negativi erano stati innescati dalla scorsa seduta, troppe conseguenze politiche, troppe reazioni. Fino ad arrivare ad una cena organizzata dalla sola nuova generazione politica di Ferentino: non una riunione carbonara ma un modo per far capire che in assenza di una guida chiara loro si stavano guardando intorno. (Leggi qui: Il barbecue che non era una riunione ed i segnali che ha mandato lo stesso).

Fiorletta non è un amministratore di primo pelo: è sindaco al terzo mandato e la maggior parte della sua esistenza l’ha vissuta in un’Aula consiliare. In un mese ha tagliato alla radice i problemi emersi nella seduta scorsa. Via il Delegato Gianni Bernardini, nessuna con cessione al consigliere Ugo Galassi che ora si assumerà le conseguenze politiche della causa promossa al Tar contro il Comune e la staffetta che lo ha privato del suo assessore di riferimento. (Leggi qui: La maggioranza chiede la testa di Bernardini. E Galassi fissa una scadenza. Qui: Ferentino, Bernardini si sfila il caschetto: «Tre anni alle 5 di mattina. Ora se la vedano loro». E qui: La staffetta in Giunta finisce al Tar: «Revocare solo per un patto politico è illegittimo»).

Da segnalare l’assenza della neo assessora Michela Guida, senza che sia stata fornita alcuna spiegazione. Per il resto, consegna del silenzio. E infatti, per due ore l’opposizione ha attaccato con la baionetta tra i denti stuzzicando e provocando la maggioranza. Che però non ha abboccato e non ha reagito.

Magliocchetti: «Si comporta come un commissario»

Fabio Magliocchetti

Il capogruppo del PD Fabio Magliocchetti ha colto l’occasione per un affondo diretto al sindaco Piergianni Fiorletta«Si comporta come fosse un commissario prefettizio, senza Consiglio e senza Giunta: alle obiezioni della minoranza ha risposto lui stesso, oppure ha fatto rispondere il Segretario Comunale, il Direttore Finanziario e il Responsabile dei Lavori Pubblici». Una critica che punta il dito sul metodo di gestione dell’assise, più che sui contenuti. Reazioni? Nessuna. Finito di parlare si è passati al voto e poi al punto successivo: i Consigli si fanno durante le riunioni di maggioranza insegnava il giovane Scalia.

Zero scintille anche dopo il tentativo di innescare una polemica sul regolamento per i tributi e le lavoratrici dell’asilo nido. Magliocchetti ed Antonio Pompeo hanno attaccato duramente sulla mancata presentazione in Consiglio del Regolamento per la definizione agevolata dei tributi comunali. Perché l’opposizione lo considera un fatto politicamente grave? Nell’ultima seduta l’Aula aveva votato all’unanimità la proposta di presentazione del documento. Una promessa disattesa che non è passata inosservata. 

Pompeo ha poi sollevato la questione delle lavoratrici dell’asilo nido: anziché essere assunte direttamente dalla cooperativa subentrante nell’appalto, saranno inquadrate da una società interinale per conto della stessa cooperativa, mettendo a rischio sia la continuità lavorativa che la qualità del servizio.

Schietroma si astiene

La maggioranza ha approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio ma con un’astensione che pesa: quella della consigliera Angelica Schietroma. Ha accompagnato il suo voto con un intervento tutt’altro che morbido sull’assenza di prospettive concrete per la città. Secondo Schietroma, Ferentino non sta ricevendo benefici significativi dalle scelte amministrative del sindaco Fiorletta.

Poi si è passati al nervo scoperto della cava Monticchio: una competenza contestata. Il consigliere di minoranza Alfonso Musa, dopo essere intervenuto sulla vicenda del ricorso al TAR di Piera Dominici, ha contestato la competenza del Consiglio a deliberare la convenzione (con transazione inclusa) relativa alla società che gestisce la cava Monticchio. Su questa obiezione si sono trovati d’accordo anche Pompeo e Magliocchetti: i tre non hanno partecipato alla votazione del punto.

Alle 13 in punto, dopo sole due ore e complice il caldo asfissiante di un’aula priva di sistemi di ventilazione e condizionamento, la seduta si è aggiornata. Non tanto per l’afa. Ma per una strategia che ha ricompattato la maggioranza. E tracciato il solco per il futuro.