Cristofari, il Pd di Frosinone tra correnti e “Panta rei”

Il consigliere comunale dem Fabrizio Cristofari lancia un appello all'unità del centrosinistra in vista delle comunali 2027: "Conta il programma, non il nome del candidato". Critica il metodo dei socialisti su Iacovissi e chiude ogni ipotesi di propria candidatura a sindaco.

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

La celebre frase del filosofo greco Eraclito “panta rei” e il Pd di Frosinone sono separati da appena 2.500 anni. Ma curiosamente sono così tanto vicini e così altrettanto lontani tra loro da essere concettualmente agli antipodi e arrivare a toccarsi.

Tutto scorre, dunque, secondo Eraclito? Mica tanto, sì, no, forse. È più o meno così per il Pd del capoluogo, alle prese con tante correnti di pensiero, con improvvise accelerazioni, movimenti centrifughi e centripeti ma anche con un immobilismo preoccupante sui grandi temi della città. E con una sintesi da mettere in sicurezza in vista della scadenza elettorale della primavera 2027.

Chi è Fabrizio Cristofari

Il dottor Fabrizio Cristofari è un esponente di lunga data del Partito Democratico. Consigliere comunale, una memoria storica della politica frusinate per la sua lunga appartenenza, prima alla Democrazia Cristiana e successivamente alla Margherita. Un progressista a tutto tondo.

Angelo Cristofari nel 1960

Nel calcio si definirebbe figlio d’arte, perché il papà, il dottor Angelo Cristofari (Angeluccio per tutti), che del Frosinone Calcio fu il Presidente della rinascita nei primi anni Sessanta, è stato uomo politico, sindaco di Frosinone e più volte assessore. Altre epoche, quando il salto della quaglia all’interno delle consiliature non era considerato sport preponderante.

Cristofari — primario del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza degli ospedali “Fabrizio Spaziani” e “San Benedetto” di Alatri, capo dipartimento e presidente dell’Ordine dei Medici — fa parte di quella nomenklatura del Partito che deve trovare ed esprimere la famosa sintesi.

Il macigno Vannacci sul centrodestra

Fabrizio Cristofari

E c’è poco da giocare di fantasia anche per uno come lui che in giovane età è stato anche un buon centrocampista nei campionati dilettantistici. Con pragmatismo e realismo va dritto al cuore del problema con una serie di stoccate da finale olimpica.

 «L’immaginario collettivo secondo il quale le forze di maggioranza sono unite e quelle di opposizione sono disgregate, credo che non risponda minimamente a verità. Il centrodestra è più diviso di quello che voglia far credere, anche a Frosinone dove in questi oltre 4 anni ha perso pezzi con una sistematicità impressionante. L’attuale sindaco Mastrangeli sicuramente si ricandiderà ma se c’è qualche incognita, essa risiede nella maggioranza. Sulla quale grava il macigno di Vannacci che la potrebbe spaccare da un momento all’altro. Anzi, l’ha già fatto a livello nazionale e potrebbe farlo anche a Frosinone».

L’appello all’unità del centrosinistra

Fabrizio Cristofari Norberto Venturi ed Angelo Pizzutelli (Foto © Massimo Scaccia)

Per Fabrizio Cristofari c’è un solo percorso da seguire. E ne assume la paternità: «Per battere questa maggioranza e mandarla sui banchi dell’opposizione nei successivi 5 anni, per voltare pagina, cambiare radicalmente il senso della marcia e ridare alla città di Frosinone un respiro ampio scrollandoci di dosso condizionamenti e giochi di bottega, c’è solo una strada: le forze progressiste debbono stare unite. Ribadisco un concetto che rivendico: non è importante il nome del candidato a sindaco ma il percorso, le strategie e il programma attorno ai quali tutti debbono convergere e riconoscersi».

Ad otto mesi dalle elezioni, però, domanda sorge spontanea: le parole di Cristofari quanto trovano terreno fertile dentro il “conclave” del Partito Democratico, prima ancora che negli altri partiti del cosiddetto Campo Largo? Ecco un altro colpo da pedana per l’oro a cinque cerchi: «Se non si realizzano quelle ipotesi di cui ho appena parlato, sono indisponibile ad una mia candidatura alle prossime elezioni. Uniti o, per quanto mi riguarda, il nome Fabrizio Cristofari non ci sarà».

Il nodo Iacovissi-Pd

Vincenzo Iacovissi ed Angelo Pizzutelli

Il Pd cittadino, però, non è rimasto del tutto fermo, ha fatto muovere le acque: «Il mio Partito ha indicato un eventuale candidato sindaco» nella persona del dottor Angelo Pizzutelli, consigliere comunale e già assessore nel passato — «Spiego perché utilizzo il termine eventuale: il Partito ha messo il suo nome sul tavolo delle forze del centrosinistra. Va fatta una debita premessa, un’ulteriore spiegazione del percorso seguito secondo una logica: noi siamo partiti da uno schema che è quello di costruire un tavolo progressista e allargarlo alle forze civiche che sono all’opposizione. Per fare questo, abbiamo indicato un candidato sindaco da mettere a disposizione di quel tavolo».

Ma le ciambelle non tutte riescono col buco. Anzi, storicamente il centrosinistra, da Aosta a Trapani passando per Frosinone, dà l’impressione di perdere i pezzi quando si arriva alla stesura dell’atto che sancisce l’unione: «Da parte dei socialisti c’è stata l’indicazione di un candidato sindaco che non veniva posto all’attenzione del tavolo progressista, bensì veniva presentato direttamente. Io credo invece che si debba cambiare prospettiva, intanto perché se le forze del centrosinistra vanno alle elezioni divise sono destinate alla sconfitta».

Iacovissi ottima scelta

Vincenzo Iacovissi

Cristofari più realista del re. Ma anche aperto a 360 gradi per trovare soluzioni. E prima ancora a confrontarsi. Non è passata inosservata la sua presenza lo scorso 5 settembre a un incontro in piazza Cervini organizzato dal Psi per una raccolta di firme. Forse l’unico del suo Partito a farlo: «Il candidato di Schietroma» — Vincenzo Iacovissi — «è un’ottima scelta, per quanto ci riguarda siamo a disposizione per lavorare a mantenere unito il centrosinistra, partendo da un atteggiamento diverso».

E sulla pedana olimpica si alternano stoccate a tocchi mirati alla figura: «C’è infatti un’altra questione che va posta all’attenzione» — aggiunge il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia, che in materia dimostra di avere le idee chiarissime — «io proverei a cambiare schema. Il metodo di partenza dei socialisti è discutibile, in primo luogo la loro candidatura non è stata sottoposta al ‘tavolo’ progressista, il contrario di quello che il Pd ha intenzione di fare. Rispettiamo Iacovissi che può essere un ottimo primo cittadino, un vero Chief Manager di un gruppo di persone di alto profilo in grado di amministrare Frosinone».

La proposta e il no alla propria candidatura

Fabrizio Cristofari (Foto: Simone Desiato)

Come ritrovare una strada comune? «Faccio una mia proposta: rispetto al massimo la richiesta dei socialisti, ma considero che prima ancora debba essere costruita quella squadra forte di cui ho appena parlato. Sia nei Partiti che dentro il Consiglio comunale le forze di opposizione possono vantare figure di alto profilo, in grado di gestire quel famoso cambio di passo che va impresso alla città. Non è il sindaco che delinea il percorso ma quel gruppo di persone che si unisce attorno ad un programma autorevole, inedito, in grado di porsi delle domande ed allo stesso tempo fornire risposte univoche da mettere a disposizione della città».

«Se andiamo a valutare i soggetti e le risorse disponibili nel panorama di centrosinistra e nei civici, sono di tutto rispetto e in grado di garantire un programma di altissimo livello. La città deve andare avanti. E per farlo, modi e maniere si debbono trovare». E sottolinea con forza “debbono”.

I nomi di papabili a sindaco? Tutti, secondo Cristofari. Ma con un’eccezione: «Lavorerò con tutte le mie possibilità ad unire le forze contrarie a questa attuale maggioranza. E per me costituirebbe un grande traguardo. Io candidato a sindaco? Assolutamente no».

Panta rei. Anche il tempo.