Croce e polemiche, il regalo al nuovo Vescovo scatena la bufera politica

Domenica l'ingresso ad Anagni di Monsignor Santo Marcianò ma in città s'accende il dibattito sull'opportunità o meno di spendere 1.700 euro per l'omaggio all'alto prelato. Sinistra italiana attacca l'Amministrazione comunale: "Pagassero assessori e consiglieri di tasca loro". Alcune settimane fa anche Spreafico criticato per la visita dell'ambasciatore israeliano

Paolo Carnevale

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È nota universalmente come la Città dei Papi. Ma da qualche tempo, ad Anagni, a far discutere sono soprattutto i vescovi. Per quello che fanno, come nel caso dell’ormai quasi ex Spreafico. O per quello che viene loro regalato, come nel caso del nuovo. Partiamo dal nuovo vescovo Santo Marcianò, il cui ingresso è previsto domenica pomeriggio alle 16.30.

Arriverà in Piazza Cavour per essere accolto da tutta la cittadinanza con una folta rappresentanza dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia. Non è ancora chiaro se, come vuole la tradizione, il nuovo vescovo arriverà in groppa ad una mula. Oppure se, come era accaduto con Ambrogio Spreafico sarà utilizzata una più moderna ma anche più comoda, auto.

Un omaggio troppo costoso

La cattedrale di Anagni dove sarà accolto Monsignor Santo Marcianò

Quello che è sicuro è che Monsignor Santò Marcianò verrà accolto in piazza. E che dopo una piccola cerimonia ci sarà il trasferimento in cattedrale per la consacrazione della nomina.

Una cerimonia per cui l’Amministrazione comunale ha predisposto un omaggio per il nuovo vescovo. E proprio qui si sono scatenate le polemiche che da due giorni stanno tenendo banco in città.

L’omaggio, infatti, è certamente doveroso, ma per qualcuno, troppo costoso. Soprattutto considerati i tempi che corrono, che consiglierebbero una maggiore moderazione. Il Comune infatti ha previsto di regalare al nuovo vescovo una croce pettorale in argento bianco dorato con catena. Un omaggio per cui l’Amministrazione comunale ha previsto di stanziare 1700 euro comprensivi di IVA. Cifra che per molti è uno stipendio mensile.

“Il regalo lo pagassero assessori e consiglieri”

Costantino Santovincenzo, segretario cittadino di Sinistra italiana

Ad innescare le polemiche tra gli altri gli esponenti di Sinistra Italiana che hanno sostenuto di non capire “come un Comune che patrocina raccolte di materiale scolastico per le famiglie meno abbienti e che, molte volte, nega ai cittadini alcuni servizi perché “non ci sono i soldi”, spenda l’equivalente di uno stipendio mensile di un lavoratore (e forse qualcosa in più) per donare una croce pettorale cassinese grande in argento bianco dorato con catena a spina in argento bianco dorato al prezzo di € 1.700,00 IVA inclusa al 22%, ad un alto prelato”.

Sarebbe meglio se, per una volta “i consiglieri comunali tutti, gli assessori e il sindaco, anziché utilizzare i soldi pubblici, mettessero per una volta le mani nelle proprie tasche e, di propria sponte, pagassero l’acquisto”.

Anche Monsignor Spreafico al centro del critiche

Insomma, una bufera che si scatena per la seconda volta in città sulla figura del vescovo. Poche settimane fa Infatti aveva fatto molto discutere la visita privata dell’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled il quale era stato ricevuto, tra gli altri, dal sindaco e proprio dal vescovo Spreafico. (Leggi qui: Il diplomatico… indigesto: il sindaco Natalia deve fare scorta di Maalox).

L’ex Vescovo di Anagni Ambrogio Spreafico

In quella circostanza l’ambasciatore aveva detto che ciò che sta accadendo in queste settimane a Gaza è la logica conseguenza dell’attacco del 7 ottobre. Parole che avevano scatenato una vera e propria buriana, con il sindaco Natalia accusato di non aver preso le distanze dalle parole dell’ambasciatore israeliano. Cambia il vescovo, ma le polemiche tornano.

L’Amministrazione comunale, che ha comunque preannunciato una risposta più articolata dopo l’arrivo del vescovo, ha fatto sapere che la decisione di omaggiare il vescovo risponde ad un cerimoniale ben preciso. Una risposta che però, almeno per il momento, non placa le polemiche.