Dall’Università “della trota” al mega Campus: dopo 20 anni ecco Lettere

La Folcara è completa ma è ancora una cattedrale nel deserto: mancano i servizi ed i collegamenti con il centro città non sono ottimali

Alberto Simone

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C’era una volta l’università “della trota”, adesso Cassino ha un Campus da fare invidia a tanti atenei. Quasi mezzo secolo è servito all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale per arrivare ad avere una realtà importante: l’ultimo sigillo è stato posto lunedì mattina con l’inaugurazione della facoltà di Lettere e Filosofia. Adesso tutti i dipartimenti sono alla Folcara: in centro città restano solamente i corsi di laurea in Ingegneria. La sede di via Di Biasio è comunque una struttura pensata per ospitare studenti e docenti: è stata inaugurata nel 1998 dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Gli altri dipartimenti, tra cui quello del polo umanistico, erano invece in palazzine residenziali, talvolta anche fatiscenti. Poco decorosa era certamente la sede di via Zamosch che proprio dalla fine degli anni Novanta, dopo il trasferimento di Ingegneria, iniziò ad ospitare la facoltà di Lettere. Prim’ancora, l’allora magistero, si trovava invece in via Di Biasio nello stesso stabile che ospitava il famoso locale dove venivano cucinate le trote.

L’aneddoto di Paolo Vigo

Giovanni Betta e Paolo Vigo

Un aneddoto che ha rispolverato l’ex rettore Paolo Vigo che per primo, nel 2004, aveva avviato le pratiche con le delibere del CdA per la costruzione del polo di Lettere al Campus Folcara. Ha voluto prendere la parola per mostrare tutto il suo orgoglio: “Questo ateneo è nato nel 1979 e negli anni Ottanta era noto come l’università ‘della trota’. Proprio perché collocati nei pressi di quel famoso locale. Oggi abbiamo un Campus di tutto rispetto con tanti corsi di laurea in sedi nuovissime, il rettorato, gli alloggi per gli studenti, gli impianti sportivi e la mensa. Oggi si chiude un ciclo importante e il Campus è una vera realtà”.

La nuova struttura è accanto al palazzo del Rettorato, lì si terranno tutte le lezioni dell’area Umanistica e Pedagogica. Tre piani, quasi 5mila metri di spazi, nella nuova sede della facoltà ci sono 12 aule, i laboratori, didattici, la biblioteca con l’aula multimediale. Per gli amministrativi ci sono 50 uffici destinati alla Segreteria didattica ed agli insegnanti. La struttura è concepita per una capienza media di un migliaio di studenti.

A tagliare il nastro inaugurale è stato il rettore Marco Dell’Isola. Insieme a lui il sindaco della città di Cassino Enzo Salera e, in rappresentanza della regione Lazio, l’assessore Pasquale Ciacciarelli. Subito dopo il taglio del nastro il vescovo Gerardo Antonazzo ha impartito la benedizione. Ha quindi preso il via la cerimonia d’inaugurazione alla presenza di molti studenti e docenti del polo umanistico.

Un’inaugurazione attesa da decenni: il polo di Lettere doveva essere tra i primi ad andare alla Folcara. Invece ci sono voluti due decenni e si sono succeduti ben quattro rettori.

Il racconto del rettore Dell’Isola

Marco Dell’Isola

A ripercorrere le tappe è stato il rettore Marco Dell’Isola che ha ricordato come la prima delibera del Cda risale al 1° luglio 2004. Dopodiché il 31 marzo 2005 fu approvato il progetto esecutivo. Ma non appena partì il cantiere ci furono i primi problemi a causa del rinvenimento di ordigni bellici. I lavori ripresero poco dopo ma si fermarono quasi subito: la ditta che si era aggiudicata l’appalto fallì e si aprì un lungo contenzioso. Intanto a novembre nel 2009 a prendere il posto di Paolo Vigo alla guida dell’Unicas fu il rettore Ciro Attaianese ma durante il suo sessennio ci fu una sorta di black out per Lettere.

Ecco che allora nel 2016 il rettore Giovanni Betta, eletto da qualche mese, provò a far ripartire i lavori per la facoltà di Lettere. Ma nel 2018 subentrano nuove norme sismiche per il calcolo strutturale. Ennesimo stop. Dopo che l’area tecnica dell’Unicas risolse il problema non ci fu però modo di ripartire a causa dell’arrivo del Covid. Di quello e del blocco quasi totale che ha interessato l’edilizia tra il 2020 e il 2021.

Tutto ok, tranne i servizi: quelli mancano

Intanto, proprio nel 2021 è terminato il sessennio di Betta e al suo posto è stato eletto l’attuale rettore Marco Dell’Isola. E’ stato lui ad ereditare il cantiere poi ripartito nel 2022 e nel giro di due anni sono stati completati tutti i lavori. Lo scorso 9 agosto è stato consegnato il cantiere. A settembre si è provveduto al trasloco completo di via Zamosch e da oggi è ufficialmente operativa la nuova sede.

Tuttavia, permangono ancora diverse criticità: il Campus è senza dubbio una realtà importante. Va però rilevato come lo sviluppo dell’ateneo in quell’area non sia stato accompagnato da uno sviluppo dei servizi.

Cassino città vissuta poco

Non ci sono bar, pizzerie, pub e locali nelle vicinanze. I collegamenti con il centro città non sono ottimali e sono inesistenti nelle ore serali. Questo significa che i migliaia di fuorisede che alloggiano al Campus non vivono appieno la città.

Lo stesso dicasi per i tanti studenti stranieri. L’ateneo di Cassino ha una vocazione internazionale importante e accoglie ogni anno tanti ragazzi dalle regioni limitrofe, in particolar modo Campania, Abruzzo e Molise. Sono circa 8.000 gli iscritti all’Unicas: meno, molti di meno, quelli che però vivono la città. Il Campus, per alcuni versi, resta ancora una cattedrale nel deserto.