Incidenti stradali, Istat “Ecco le province più pericolose”

I dati degli incidenti stradali. Il report di Istat, con lo scorporato sui territori. L'obiettivo di dimezzare le vittime entro i prossimi anni. Ma non tutti ci stanno riuscendo. Il dato del Lazio innesca la polemica politica

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Quasi centocinquanta incidenti stradali in più nell’arco di un solo anno e meno di dieci in meno nell’anno successivo. Il sunto non certo lusinghiero è che in Ciociaria, Cassinate e Valcomino un incidente stradale è molto più che il frutto di una serie di sfortunate coincidenze. Lo spiega il report reso noto in queste ore da Istat, l’Istituto Nazionale di statistica.

Ha aggiornato oggi i dati sugli incidenti stradali con lesioni a persone relativi al 2023. C’è una novità nell’analisi di quest’anno: un dettaglio territoriale provinciale e utilizzando una classificazione della categoria di strada più articolata.

In base ai dati Aci-Istat, nel 2023, sulle strade italiane, si sono registrati 166.525 incidenti con lesioni a persone (erano 165.889 nel 2022, quindi c’è stato un aumento del +0,4%; invece erano 172.183 nel 2019, con un calo del -3,3%). Sinistri che hanno causato 3.039 decessi (3.159 nel 2022, -3,8%; 3.173 nel 2019, -4,2%). Ed hanno determinato 224.634 feriti (223.475 nel 2022, +0,5%; 241.384 nel 2019, -6,9%). In media, rispettivamente, 456 incidenti, 8,3 morti e 615 feriti ogni giorno.

Meno vittime nel 2023

Foto: Paolo Lo Debole © Imagoeconomica

Le statistiche provinciali – elaborate da ACI e Istat – mostrano, nel 2023, un lieve miglioramento nel numero delle vittime. Aumentano, invece, seppure in misura contenuta, incidenti e feriti. 

Nelle statistiche bisogna tenere conto di un dato di partenza: quello dell’anno 2019. Ma perché si tiene conto proprio di quell’anno? La Commissione Europea si è data un obiettivo con il programma “Road safety policy framework 2021-2030: si punta alla riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi. E l’anno di partenza sul quale calcolare nel 2030 i risultati è proprio il 2019.

Rispetto al 2019 42 province italiane su 107 hanno fatto registrare un aumento del numero dei morti sulle strade. 

In altre 56 province invece il numero è diminuito. In 9 Province il numero dei morti è rimasto stabilePerò in 8 province è stato già raggiunto l’obiettivo del dimezzamento delle vittime, rispetto al 2019

In Italia, infine, nel 2023, la riduzione delle vittime rispetto all’anno di benchmark è ancora molto contenuta ed è pari al 4,2%.

Le province con meno morti…

Padova (-26 morti), Novara (-23), Alessandria e Torino (-19) sono le Province nelle quali si è registrata la diminuzione più significativa – in valori assoluti – del numero dei morti. La maggiore diminuzione percentuale di vittime si è, invece, registrata a Novara -68% (11 morti nel 2023, 34 nel 2022 e 19 nel 2019).

Poi Oristano, -64% (5 morti nel 2023, 14 nel 2022 e 5 nel 2019), e Matera -57% (rispettivamente 10 morti nel 2023, 23 nel 2022 e 20 nel 2019 e 10 morti nel 2023, 23 nel 2022 e 13 nel 2019).

… e quelle con maggiori decessi

Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Venezia (+26 morti), Bologna (+21) e Milano e Reggio Calabria (+20) sono le Province nelle quali si sono registrati gli incrementi maggiori – in valori assoluti – di decessi sulle strade. Biella (+233%: 10 morti nel 2023, 3 nel 2022 e 8 nel 2019), Vibo Valentia (+200%: 9 morti nel 2023, 3 nel 2022 e 9 nel 2019) e Reggio Calabria (+200%: 30 morti nel 2023, 10 nel 2022 e 25 nel 2019).

Le Province con i maggiori incrementi percentuali. Roma e Latina, invece, fanno del Lazio la Regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+51).

La situazione nelle Regioni

Le Regioni con la più alta diminuzione – in valori assoluti – dei decessi sono state Piemonte (-63), Emilia-Romagna (-32) e Lombardia (-25). Tre le Regioni nelle quali si è verificato il maggiore decremento percentuale dei decessi: Valle d’Aosta (-50%), Basilicata (-41%) e Piemonte (-26%).Tra le Regioni il maggior aumento di vittime in valori assoluti è stato registrato in Calabria, (+35), Sicilia (+15) e Abruzzo (+13).

Tra le Regioni, l’aumento più alto, in termini percentuali, è stato rilevato in Calabria (+47%), Abruzzo (+22%) e Molise (+14%). In 13 province, l’indice di mortalità (morti per 100 incidenti) è risultato almeno doppio rispetto al valore medio nazionale (1,82). Le situazioni più critiche a Nuoro (6,25) e in Sud Sardegna (6,14). Prato, Genova, Monza Brianza, Rimini, Fermo, Trieste e Milano sono, invece, le province in cui gli incidenti risultano meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, è inferiore ad 1 morto ogni 100 incidenti.

La situazione nel Lazio e nel Frusinate

Provincia2021
2021
Morti
2021
Feriti
2022
2022
Morti
2022
Feriti
2023
2023
Morti
2023
Feriti
Viterbo713121.018787161.171802181.143
Rieti346134823491350937217557
Roma14.03118217.89616.36922620.99616.05922320.444
Latina1.513532.2691.744562.5351.674562436
Frosinone883281.3831.026281.5911.022321.678
Lazio17.48628823.04820.27533926.80219.92934626.258
(Foto © DepositPhotos.com)

Dai dati pubblicati dall’ISTAT emerge che la provincia di Frosinone ha fatto registrare un incremento di 143 incidenti dal 2021 al 2022. E con una leggerissima flessione nel 2023 di appena 4 casi. Risultando pertanto di fatto stabile a più di 1000 eventi l’anno. Che la collocano al 3 posto assoluto nel Lazio, dopo le province di Roma, ovviamente, e di Latina. (Leggi qui: Incidenti: nel Lazio la Pontina è la strada con più sangue).

Preoccupa invece l’incremento del numero di morti e feriti nel corso degli anni: +15% di morti dal 2021 al 2023 e +21% di feriti.

A fare un focus sui pedoni investiti invece ci ha pensato Asaps, l’Associazione sostenitori della Polizia stradale. I dati aggionati a domenica 13 ottobre raccolti ed elaborati dall’Osservatorio Sapidata-Asaps dicono che i pedoni travolti e uccisi dall’inizio dell’anno sulle strade italiane sono stati 325. E di essi, “undici solo nell’ultima settimana“. Si è trattato di 217 uomini e 108 donne. E c’è un dato anagrafico importante ai fini analitici: di quei morti 176 – il 55% del totale – avevano più di 65 anni.

Foto: Vince Paolo Gerace / Imagoeconomica

Le vittime totali del 2023 erano state 485. La Lombardia è al primo posto tra le regioni con il maggior numero di decessi (55), un sesto del totale e quattro vittime nell’ultima settimana, seguita da Lazio (43), Campania (41), Emilia-Romagna (31) e Toscana (25). I mesi peggiori per ora sono febbraio, con 42 decessi, agosto (40) e settembre (39).

I dati nelle città capoluogo

La situazione nell’anno 2023

ProvinciaTotale
incidenti
MortiFeritiTotale
Mortali
MortiFeriti
Viterbo3425401452
Rieti1744261445
Roma12.81715416.02315115490
Latina4319649994
Frosinone1504236441
Lazio13.91417617.630172175102
I dati delle province laziali

Per quanto riguarda il Comune capoluogo i numeri non testimoniano particolari criticità in termini di incidenti stradali. 

Lazio, la regione con l’aumento maggiore

Alessio D’Amato

I numeri hanno innescato subito le reazioni politiche. “Nel 2023, è il Lazio la regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+51). Se in alcuni territori si è dimezzato il numero di vittime rispetto al 2019, la nostra regione è ben lontana dall’obiettivo fissato dalla Commissione Europea e cioè la riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi sulle strade”: lo ha detto Consigliere egionale del Lazio Alessio D’Amato. È il responsabile nazionale Welfare di Azione e promotore della proposta di legge ‘Lazio Strade Sicure’.

Nel corso del 2023, in Italia, sono deceduti 485 pedoni, ed è ancora una volta il Lazio, con la provincia di Roma, dove si è rilevato il più alto numero di pedoni morti (71). Allo stesso tempo, aumentano le vittime tra conducenti di monopattini e biciclette. “In totale, le vittime sulla strada sono state 3.039, una media di 8 morti al giorno, un piccolo paese che scompare ogni anno. Con danni sociali e costi enormi, pari a 18 miliardi di euro, l’1% del PIL” analizza l’ex assessore alla Sanità ai tempi di Zingaretti.

Per D’Amato “mentre il ministro Salvini, con il nuovo Codice della strada, va esattamente nella direzione opposta a quella indicata dalla Commissione Europea, ostinandosi a non ascoltare le principali associazioni degli utenti e delle famiglie delle vittime della strada, la Regione Lazio, guidata dal centrodestra, continua a sottovalutare le dimensioni del fenomeno voltandosi dall’altra parte”.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).