Riccardo Del Brocco rompe il silenzio estivo e lancia segnali chiari: nessun passo indietro, la sua “Grande Ceccano” è viva e guarda già al futuro. Con un post social che sa di trailer politico, rivendica il ruolo centrale della sua lista. A chi si riferisce. E dove vuole arrivare
Nessun passo indietro, nessun ripensamento. No a cartelli elettorali che si sciolgono come ghiaccioli al sole d’agosto: Riccardo Del Brocco preferisce usare un’immagine semplice e diretta: “Noi andiamo avanti”. Lo dice l’uomo che ha creato la lista di centrodestra più votata alle scorse Comunali di Ceccano, addirittura più di Fratelli d’Italia che in città esprime un deputato ed ex senatore oggi vicecapogruppo a Montecitorio. Del Brocco detta la linea con un post che più che uno sfogo è una dichiarazione di intenti, un messaggio al Partito, agli alleati, agli avversari.
Lo fa con il tono di chi guarda oltre. «Con una grande squadra, una grande famiglia, un grande e solido progetto politico. Con una Grande Ceccano», scrive l’ex assessore all’Ambiente. Il marchio è quello di sempre: identità forte, appartenenza marcata, costruzione di un gruppo che non vuole dissolversi come tanti cartelli nati solo per il voto e spariti all’alba dello scrutinio.
La Notte Verde, capitolo 3

Nel post c’è anche un riferimento preciso alle prossime iniziative: la Notte Verde 3. Una manifestazione che nelle edizioni precedenti ha mischiato politica, territorio e comunità, trasformandosi in una vetrina per il movimento delbrocchiano. Non un semplice evento, ma un modo per dire “ci siamo, e restiamo qui”.
Il riferimento agli amici “in ferie” e “ai box per qualche acciacco” ha il sapore della battuta ironica ma anche quello della stilettata: qualcuno è fermo, qualcuno si lecca le ferite, qualcun altro sparisce quando il sole picchia forte. Ma la Grande Ceccano no: resta.
Messaggi in bottiglia

Dietro quelle righe, il messaggio politico è chiaro. Nel centrodestra fabraterno, uscito con le ossa rotte dalle comunali e ora ridotto a un’opposizione che fatica a trovare linea e compattezza, Del Brocco non vuole passare per comparsa. La sua lista è stata il vero motore della coalizione, il serbatoio di voti che ha retto quando altri franavano. E lui rivendica il ruolo di perno, in attesa che la magistratura chiarisca vicende che lo hanno costretto – suo malgrado – a rimanere più defilato di quanto avrebbe voluto.
Il tono resta quello di sempre: diretto, sanguigno, con la capacità di trasformare un post social in un pezzo di romanzo politico. Non è la cronaca di un’estate qualsiasi, ma il trailer della prossima stagione politica. Del Brocco manda a dire che il tempo dei cartelli “mordi e fuggi” è finito. Che la sua “Grande Ceccano” non è un’illusione estiva, ma un progetto destinato a durare. E che il centrodestra, se vuole tornare competitivo, dovrà passare ancora per lui.
A cosa punta Del Brocco

Dietro le parole di Riccardo Del Brocco c’è più di un semplice augurio di buona estate. C’è un messaggio cifrato, ma nemmeno troppo. Lui fa capire che se la Procura dirà che non ha avuto alcun ruolo nelle vicende che hanno travolto l’amministrazione Caligiore – che con appalti truccati non ha mai avuto nulla a che fare e che, anzi, ne è stato vittima più che complice – il sogno rimasto sospeso tornerà sul tavolo: quello di candidarsi a sindaco di Ceccano.
Un sogno che non è mai morto, soltanto congelato. Congelato dal naufragio politico di Roberto Caligiore, che lo ha trascinato giù insieme a un’intera stagione del centrodestra fabraterno.
Del Brocco lascia intendere: “io non ho abbandonato, sono rimasto fedele, ci ho messo la faccia e la lista, e se uscirò pulito, tornerò più forte di prima”. E allora quello che oggi appare un post estivo, domani potrebbe essere ricordato come il primo trailer della sua prossima campagna elettorale.
La strategia Di Del Brocco in campo

Nel frattempo Del Brocco continua a dettare la strategia al suo gruppo Consiliare. Come ha fatto nelle ore scorse in occasione della riunione della Commissione Consiliare Cultura – Eventi. La linea del dialogo aperta dal centrosinistra del sindaco Andrea Querqui ha portato la vicepresidenza a Fabio Giovannone dell’opposizione: Del Brocco ha alzato un veto, dicendo alla sua Alessia macciomei di declinare eventuali offerte. Perché no?
La linea di Del Brocco è chiara e ricalca quella tenuta da Giorgia Meloni quando era all’opposizione. Nessuna condivisione: la vicepresidenza – nella lettura dell’ex assessore – è soltanto una mossa della maggioranza, un paravento con il quale fingere di coinvolgere anche la minoranza alla quale farà decidere nulla.
Il fatto che sia andata a Fabio Giovannone apre dei veleni nell’opposizione: perché durante il primo Consiglio comunale non ha votato contro le linee programmatiche della maggioranza di centrosinistra. Paradossale il messaggio della presidente (Consigliera di maggioranza) Cristina Micheli “Proponiamo Giovannone perché nella scorsa amministrazione aveva la dleega ai Grandi Eventi, oggetto di qesta Commissione”. Insomma, una scelta nel nome della continuità. Peccato che la giunta Querqui nasca in totale discontinuità con il centrodestra. Del quale Giovannone era parte.



