Derby e veleni a Ceccano: Sterparo vince, la politica infiamma la curva

Dopo il 3-1 esplode la polemica su Federica Maura: il caso finisce sui social. Il derby tra Sterparo e Ceccano si chiude sul campo ma si riapre fuori, tra accuse e silenzi. Nel mirino una consigliera Pd, mentre la curva diventa terreno di scontro politico e identitario.

Il derby finisce 3-1 per lo Sterparo. Ma a Ceccano, come spesso accade, il fischio finale non chiude niente: sposta solo la partita altrove. Stavolta sugli schermi. Perché nelle ore successive è arrivato un comunicato di Gioventù Nazionale Ceccano che ha messo al centro non il risultato, ma un comportamento attribuito – testualmente – ad una consigliera comunale: Federica Maura, capogruppo del Partito Democratico.

Il comunicato: “non è tifo, è ruolo istituzionale”

Il comunicato non fa giri di parole: definisce l’episodio “inaccettabile e vergognoso” e sostiene che una rappresentante delle istituzioni avrebbe insultato giocatori e sostenitori del Ceccano sotto gli occhi di tutti; poi, a fine gara, avrebbe persino indirizzato “un bacio” verso i tifosi, letto come gesto di scherno, quasi un saluto da “perdenti”.

Una ricostruzione dura, che mette insieme due piani diversi: la partita e il dopo partita, l’istinto del momento e ciò che resta quando il fischio finale spegne la cronaca e accende le interpretazioni. Perché se questa versione fosse confermata, una domenica di calcio smetterebbe di essere solo calcio e diventerebbe un fatto politico: una cosa è la passione da spalti, un’altra è la responsabilità — quella fascia che magari non si vede, ma pesa — di chi siede in Consiglio comunale.

E in una città dove il derby è identità, non semplice sport, il confine tra tifo e ruolo istituzionale non è un dettaglio: è la linea che separa la libertà di tifare dal dovere di rappresentare tutti.

La curva, l’orgoglio e la politica che ci mette mano

C’è un punto che a Ceccano pesa più della cronaca: il tifo non è folklore, è identità. Lo è stato sempre, lo è oggi, lo è ogni volta che la città si riconosce in una sciarpa e in una voce sola. 

Ed è proprio per questo che la politica guarda alla curva come si guarda a un serbatoio vero: con interesse, con prudenza, e con la tentazione – sempre lì, dietro l’angolo – di intestarsi perfino l’eco dei cori. In questo comunicato, tra le righe, i complimenti al gruppo Ultras non sono solo un applauso sportivo: sono anche un segnale.

La lettura politica possibile è che quei complimenti suonino come una carezza “di campo”, quasi una conferma di quella voce che da mesi gira in piazza e, soprattutto, nei corridoi meloniani: che quel pezzo di tifo sia molto vicino a Fratelli d’Italia

Il silenzio della capogruppo Pd

Federica Maura

Solo che qui nasce la contraddizione: perché non molto tempo fa, durante la campagna elettorale, dalla stessa curva arrivarono striscioni che dicevano l’esatto contrario, “né destra né sinistra”, rivendicando l’apoliticità come carta d’identità.

Allora la domanda resta sospesa: le cose sono cambiate davvero in questi mesi, oppure erano così anche prima e semplicemente oggi qualcuno prova a metterci in maniera ufficiale l’ etichetta? Perché tra suggestioni, voci di corridoio e letture “interessate”, il confine è sottile: la curva può restare apolitica per scelta, mentre attorno c’è sempre chi prova a tirarla dalla propria parte.

Intanto, al netto dei comunicati, resta un fatto: da parte della consigliera chiamata in causa non è arrivata una risposta pubblica (almeno fin qui). E il silenzio, in un derby che già vive di nervi, diventa benzina: perché c’è chi aspetta una smentita, chi una spiegazione, chi semplicemente un gesto di chiarimento. Anche solo per ricordare che si può essere tifosi, genitori, cittadini. Ma quando si è anche consiglieri comunali, ogni parola (e ogni gesto) pesa doppio.

Il punto vero

La trasferta in motorino

Il derby lo ha vinto lo Sterparo. La polemica, per ora, non l’ha vinta nessuno. Ha vinto solo la solita regola non scritta di questa città: a Ceccano anche il calcio, prima o poi, finisce in politica. E quando succede, non basta il tabellino: servono responsabilità, misura e – se necessario – una parola in più. Non per salvare una parte. Ma per salvare la città dal gusto di farsi male da sola. E però, dentro questa storia, c’è un dato che va riconosciuto senza se e senza ma: il tifo. Perché a prescindere da chi sia “vicino” a chi, quei ragazzi hanno mostrato ancora una volta passione vera. 

Hanno fatto movimento, hanno creato colore, hanno perfino trasformato la trasferta in qualcosa di diverso: una trasferta in motorino, una scena che ha fatto parlare, che ha acceso la giornata, che ha portato Ceccano fuori dal recinto della partita. Poi, sul resto, si vedrà

Intanto, oggi, la notizia è questa: lo Sterparo ha vinto 3-1, e Ceccano – nel bene e nel male – ha fatto rumore.