Il presidente della Provincia di Frosinone è stato prorogato fino a marzo 2028. Niente elezioni per rieleggerlo. Con una clausola: decade solo se perde la carica di sindaco di Sora. Dove il mandato scade nel 2027.
Un solo comma e l’orologio della Provincia di Frosinone rallenta. Niente elezioni per il rinnovo del Presidente: Luca Di Stefano rimane in carica a Palazzo Iacobucci fino al 2028. Senza passare per le votazioni di sindaci e consiglieri del 91 Comuni ciociari. Lo mette nero su bianco la nota interpretativa dell’Unione Province d’Italia (UPI) diffusa nel pomeriggio di oggi.
Quella nota spiega la riformulazione dell’articolo 2, comma 10, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144. L’hanno approvata maggioranza ed opposizione insieme nelle Commissioni V e VII della Camera dei Deputati durante l’esame del disegno di legge di conversione (Atto Camera 3083). Cosa dice quella Riformulazione e perché fa saltare il prossimo turno di elezioni al presidente Luca Di Stefano?
La Riformulazione

Il meccanismo si spiega in due frasi. Le Province oggi sono disciplinate dalla Riforma Delrio: prevede che l’elezione del Presidente e quella del Consiglio siano sfalsate di due anni, il mandato dei presidenti dura 4 anni e quelle dei Consiglieri solo 2 anni. Ma al momento di attuare quella riforma ci si è resi conto che in pochi anni si creava una giostra da Tagadà degna di un Luna Park. Perché il mandato del presidente è legato alla sua carica di sindaco e se non viene rieletto decade anche da presidente della Provincia: un disallineamento che il legislatore non aveva considerato ed una confusione pazzesca.
Si è arrivati così alla decisione di riallineare i Presidenti con i Consigli. Tutti insieme nelle stesse urne. E nel frattempo: come si gestisce la fase di transizione? Lo spiega l’Unione Province: se il mandato di un presidente di Provincia finisce prima di quello del Consiglio, il presidente resta in carica fino alla scadenza del Consiglio.
Nel caso di Luca Di Stefano, il Consiglio Provinciale è stato eletto lo scorso mese di marzo. E lui sarebbe dovuto andare a rinnovo verso la fine di questo 2026. Il Riallineamento mette in pari Consiglio e Presidente e questo significa che Di Stefano è automaticamente prorogato alla scadenza del Consiglio Provinciale eletto a marzo. Resta in sella fino a marzo 2028.
La clausola Di Stefano

Ma c’è una clausola. Resta in carica anche come Presidente fino alla scadenza del Consiglio Provinciale a marzo 2028 se centra la rielezione a sindaco nel 2027. La norma è netta su un punto: è valida «ferma restando l’applicazione dell’articolo 1, comma 65, della legge 7 aprile 2014, n. 56» (per cui il presidente di provincia decade se perde la carica di sindaco nel suo comune).
La questione riguarda non soltanto il sindaco di Sora in quanto presidente della Provincia di Frosinone. Sono nella stessa condizione ai presidenti di altre undici province (dodici con Frosinone): Barletta Andria Trani, Campobasso, Catanzaro, Foggia, Isernia, Monza Brianza, Pistoia, Potenza, Teramo, Verona, Vibo Valentia.
Frosinone è l’unica del Lazio nell’elenco.
Chi vota e chi no

La stessa norma vale per i Consigli Provinciali, nel caso in cui siano loro ad essere in scadenza il provvedimento prevede che vengano prorogati fino alla scadenza del loro presidente. Con un’eccezione. Quale?
La proroga della durata dei Consigli Provinciali non si applica alle Province che dove l’Aula deve essere rinnovata entro il 31 dicembre 2026. Nel concreto sono 13 le Province che si trovano in questa situazione e che dovranno andare regolarmente al voto adesso: Ancona, Ascoli Piceno, Bergamo, Biella, Fermo, Forlì-Cesena, Lecco, Lodi, Macerata, Mantova, Pesaro-Urbino, Rovigo, Treviso.
«In queste province restano fermi i termini per il rinnovo dei Consigli Provinciali previsti dalla normativa vigente e si dovranno svolgere le elezioni del Consiglio in forma separata entro la fine dell’anno 2026», spiega l’Upi. A quel punto i Consigli Provinciali rinnovati resteranno in carica fino alla scadenza del mandato dei rispettivi presidenti di provincia.
Per le altre vale l’altra faccia della medaglia: i Consigli in carica sono prorogati fino alla scadenza dei presidenti. È la situazione in cui si trovano 51 Province delle regioni a statuto ordinario.
La clausola della fascia tricolore

C’è una riga che nessun presidente può saltare. La proroga procede «ferma restando l’applicabilità dell’articolo 1, comma 65, della legge 7 aprile 2014, n. 56». Traduzione della stessa nota: il presidente di provincia decade se perde la carica di sindaco nel suo Comune.
A Frosinone il presidente è Luca Di Stefano, sindaco di Sora. Eletto il 18 ottobre 2021, ha un mandato da sindaco che scade nel 2027. Cioè prima di marzo 2028.
La proroga allunga il mandato da presidente, non quello da sindaco: perdere la fascia significa decadere. Per arrivare a marzo 2028 da presidente, Di Stefano dovrà quindi essere ancora sindaco di Sora dopo la scadenza del 2027.
Il resto è provvisorio

Il testo deve passare al voto dell’Aula per diventare Legge dello Stato. Dopo la discussione finita alle 19.30 di questa sera, il presidente Mulé ha fissato la votazione a lunedì. Ad illustrare la posizione della Maggioranza sarà il deputato Nicola Ottaviani. Ma il fatto che in Commissione l testo sia passato con i voti di maggioranza ed opposizione insieme significa una sola cosa:c’è l’accordo di tutti. E l’approvazione a questo punto è solo una formalità.
Ma c’è anche un non detto. Sta nascosto tra le righe. Il Governo Meloni non esclude la possibilità di riformare la Delrio e tornare ad eleggere Presidenti e Consiglieri tutti insieme come si faceva prima: chiamando alle urne i cittadini e non più solo i sindaci ed i Consiglieri comunali. Infatti la norma si dichiara provvisoria: vale in attesa di una revisione organica dell’ordinamento delle Province, con elezione a suffragio universale e diretto del presidente e del consiglio.
Per ora non tocca la legge 56 del 2014. Cioè non allinea, a regime, a quattro anni la durata dei mandati dei Presidenti di Provincia e dei Consigli Provinciali, come era stato proposto dall’UPI. Il riallineamento vale per ora: la modifica a regime chiesta dall’UPI non c’è. La riforma della riforma? Dipende.
Provvisoria, si definisce. Per Frosinone il provvisorio ha una data: marzo 2028. Con una condizione: la fascia di Sora.



