Di Trocchio allo Scalo, Sulli ancora in Giunta: il curioso cortocircuito

L'ex commissario indicato da Identità Frusinate come sostituto di Sulli fa un sopralluogo sulla sicurezza nello Scalo. Le forze dell'ordine si radunano intorno a lui, i bivaccanti - rricordandolo ancora in divisa - cambiano aria. La domanda è semplice: visita tecnica autonoma o messaggio subliminale al sindaco? Intanto il campanile di Santa Maria torna alla città.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Un tempo c’era la Finanza creativa: se la inventò il ministro Giulio Tremonti che in pratica disse ai Comuni di inventarsi qualsiasi cosa pur di far quadrare i conti; ci fu chi arrivò ad immaginare di vendersi i nomi delle vie e delle piazze. A Frosinone invece c’è la Politica creativa: ha ampiamente superato quella tradizionale è fatta da decisioni che nessuno si aspetta, che spiazzano. Basta osservare l’effervescenza dei Gruppi consiliari, che cambiano forma e funzione con la stessa rapidità con cui, in altre città, si cambiano le lampadine ai lampioni.

E così accade che l’attività dell’assessore alla Polizia Municipale in carica, Massimo Sulli, indicato a suo tempo da Identità Frusinate, sia in qualche modo anticipata, almeno per una domenica mattina di luglio allo Scalo, proprio da colui che la stessa civica ha ufficialmente indicato come suo sostituto: l’ex commissario di Polizia Gianluca Di Trocchio.

Chi è Di Trocchio e perché il sopralluogo pesa

Gianluca Di Trocchio

Va detto subito che Di Trocchio ha competenze, esperienza e titoli per parlare con qualsiasi rappresentante delle forze dell’ordine o della Polizia Locale, in qualsiasi momento e luogo, senza bisogno di autorizzazioni politiche. Dopo una vita nella Polizia di Stato e un ruolo di primo piano nella Questura di Frosinone, da qualche mese pensionato ma non è un pensionato qualunque. È una persona che conosce il territorio, gli uomini e i problemi della sicurezza meglio di molti altri.

È andato allo Scalo: una delle piazze più delicate del capoluogo sotto il profilo della sicurezza. Lo ha fatto per verificare direttamente una situazione che nelle ultime settimane ha attirato l’attenzione dei residenti: persone di varia nazionalità che bivaccano, dormono, bevono e probabilmente spacciano.

Il suo arrivo ha attirato subito l’attenzione delle forze dell’ordine presenti, Polizia Municipale e Guardia di Finanza. Si sono radunate intorno a lui: saluti, convenevoli, scambi di opinioni. Ricordandolo quando fino a poche settimane fa era in divisa, la sola presenza ha fatto da deterrente immediato: alla vista dello schieramento, la piazza si è svuotata. Una scena da film poliziesco degli anni Settanta, quelli con Maurizio Merli e Franco Gasparri: arriva il commissario, si vede qualche divisa in più e improvvisamente il piazzale torna sgombero.

«La presenza sul territorio è il primo dovere di chi rappresenta i cittadini», ha dichiarato Di Trocchio.

La notizia vera è politica

Christian Alviani

Ma la notizia vera, naturalmente, non è tecnica. È politica.

Di Trocchio è il delegato alle Politiche per la Sicurezza e la Legalità di Identità Frusinate, il gruppo rappresentato in Consiglio Comunale dal capogruppo Christian Alviani. Ed è soprattutto il nome ufficialmente indicato da Alviani per sostituire l’assessore Massimo Sulli in Giunta. La lista ha chiesto formalmente al sindaco Mastrangeli l’avvicendamento, al termine di una riunione del direttivo durata circa quattro ore e conclusasi con una decisione pressoché unanime.

Il sindaco però non ha ancora effettuato la sostituzione. Perché sul nome di Sulli c’è il bollo notarile di Sergio Crescenzi e Marco Ferrara, i consiglieri che poche settimane fa sono usciti dalla civica per fondare nel Gruppo Misto Mani Libere. E con questi chiari di luna, 2 voti in aula per Mastrangeli hanno la stessa quotazione delle azioni ENI alla Borsa di Milano: continuano a garantire dividendi a chi se li è assicurati.

La domanda sorge spontanea: quella di ieri è stata solo una visita tecnica decisa in autonomia da Di Trocchio, o anche un messaggio inviato al sindaco da Identità Frusinate? Un tempo si sarebbe chiamata cartolina. Oggi è una chat su WhatsApp. Come a dire: «Caro sindaco, abbiamo indicato Di Trocchio per l’assessorato alla Polizia Locale; la sostituzione non è ancora arrivata, ma intanto il nostro uomo è già operativo sul territorio». Tradotto dal politichese: se il cambio non lo fa il sindaco in Giunta, lo fa direttamente Identità Frusinate sul campo. Un inedito esempio di spoils system locale.

Il campanile e il cortocircuito

(Foto © Stefano Strani)

Questa è soltanto una delle tante circostanze di questa consiliatura. Dal punto di vista amministrativo si sta dimostrando tra le più produttive: proprio oggi alle 18:30 c’è la cerimonia di restituzione alla città dello storico campanile della chiesa di Santa Maria, ristrutturato e riportato all’antico splendore dalla Giunta Mastrangeli, un’opera di valore simbolico per l’identità di Frosinone. Dal punto di vista politico, ha stravolto tutte le regole del gioco.

L’Aula consiliare ha costruito una grammatica esclusiva che non ha altre declinazioni altrove. E così, proprio nel giorno in cui il sindaco restituisce alla città il suo campanile storico, i suoi consiglieri devono ancora capire cosa vogliono fare da grandi. Se sono ancora una maggioranza numerica e politica, in grado di eleggere finalmente un Presidente d’Aula senza troppi giochi di prestigio, veti e prove muscolari. Oppure un Gruppo di consiglieri che vuole solo arrivare a fine consiliatura.

Tra le due cose c’è tutta la differenza del mondo. Nel primo caso significa governare. Nel secondo sopravvivere.