Differenziata, TARI e Province: la mossa silenziosa di Forza Italia

La polemica sulla raccolta differenziata diventa il grimaldello per una partita politica più ampia: Forza Italia e FutuRa incalzano il Comune, mentre Pasquale Cirillo costruisce, tra numeri e alleanze, la sua corsa verso la Provincia.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La raccolta differenziata diventa un trofeo da esibire ma l’opposizione non ci sta. Per Forza Italia e FutuRa il 69,4% raggiunto da Frosinone nel 2025 non è il frutto di una strategia comunale, bensì del senso civico dei cittadini. E dietro la polemica sugli importi della TARI (la tassa che va a coprire le spese per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti) si muove una partita più grande: quella delle elezioni Provinciali e degli equilibri futuri del centrodestra a Frosinone.

Riccardo Mastrangeli (Foto © Stefano Strani)

«Se la raccolta differenziata vola, il merito è dei cittadini e non dell’amministrazione comunale» scrivono i consiglieri Pasquale Cirillo (Forza Italia) e Giovambattista Martino (Gruppo FutuRa) in una nota congiunta contro il sindaco Riccardo Mastrangeli e la giunta. Nel mirino dei due consiglieri non c’è tanto il dato in sé: supera la media regionale. Quanto l’interpretazione politica e amministrativa che ne ha dato il sindaco.

Per Cirillo e Martino, l’elevata percentuale non sarebbe dovuta ad alcun “effetto Mastrangeli”, come sostenuto dal primo cittadino, bensì a «l’espressione di un senso civico forte da parte della comunità frusinate e non di una strategia o di un efficientamento gestionale del Comune».

TARI, costi e domande senza risposta

La nota critica dei due consiglieri va oltre le fredde percentuali e punta al cuore della tariffazione TARI. Nonostante lo sforzo civico dei cittadini nel differenziare correttamente i rifiuti, tariffe e tributi non sono diminuiti. Anzi, secondo Cirillo e Martino, la tassa sarebbe aumentata in misura superiore alla media regionale. Un dato che «contraddice la logica» secondo cui una maggiore raccolta differenziata dovrebbe alleggerire i costi complessivi del ciclo dei rifiuti.

Una delle linee di lavorazione della Saf

Da qui le domande, messe nero su bianco: «Perché la TARI aumenta mentre i rifiuti diminuiscono e la qualità del servizio, almeno sulla carta, migliora? Perché i cittadini più virtuosi devono pagare di più?». La richiesta è esplicita: revisione della tariffazione, spiegazioni dettagliate sui criteri adottati ed elenco dei morosi, per comprendere se esistano falle nel recupero delle somme dovute.

È una polemica che era scoppiata durante l’estate anche a Sora. E la risposta è la stessa anche per Frosinone. E cioè: nella Tari finiscono tutte le spese per la raccolta e lo smaltimento. Ci va l’appalto per lo spazzamento e la raccolta quotidiana che viene fatta casa per casa; ci va il trasferimento dei rifiuti nelle aree di trasferenza dove devono attendere che si stabilizzino; ci rientra il costo di lavorazione nello stabilimento Saf di Colfelice e quello per lo smaltimento nel termovalorizzatore di San Vittore del Lazio. A pesare è poi il costo del viaggio in giro per l’Italia per smaltire l’umido (gli avanzi delle nostre cucine finiscono in Veneto dove li trasformano in metano green per i bus ed in anidride carbonica per le bevane gasate). E per portare in discarica il poco che avanza: dal momento che la provincia di Frosinone non ne ha più una.

Dalla polemica amministrativa alla partita provinciale

Fin qui la polemica amministrativa. Poi c’è la lettura politica, più ampia e sostanziosa. La partita si sposta da Palazzo Munari a Palazzo Iacobucci, sede dell’Amministrazione provinciale.

Gianluca Quadrini

Le elezioni provinciali dell’8 marzo si avvicinano e Pasquale Cirillo, candidato con la lista di Forza Italia, sta tessendo da tempo, in Consiglio comunale, una tela tanto silenziosa quanto ambiziosa. Con Forza Italia orfana del “Pac-Man” del voto ponderato Gianluca Quadrini – che, come la celebre sfera gialla del videogioco Namco del 1980, avanzava nel labirinto inghiottendo voti uno dopo l’altro e che nel 2023 portò al partito oltre 8.700 voti su circa 13.000 complessivi – il rischio che questa volta il seggio azzurro non scatti è tutt’altro che remoto.

Molto dipende anche dalla eventuale candidatura di Quadrini in una sua civica. Forza Italia non se lo caricherà dopo gli accertamenti della Procura di Cassino, ancora in corso, sulla gestione del personale di Segreteria in Provincia. Quadrini ha un parere pro veritate dal quale risulta che possa candidarsi ed anche essere eletto: ma scatterebbe subito la sospensione in attesa della conclusione delle indagini. E, in ongi caso, difficilmente potrebbe contare sui voti del capoluogo.

Giovanbattista Martino e Teresa Petricca (Foto © Massimo Scaccia)

Qui entra in gioco la “geometria variabile” di Frosinone. Se Cirillo riuscisse a consolidare la convergenza con il Gruppo FutuRa, che conta due consiglieri (Giovambattista Martino e Teresa Petricca) ed a incassare il sostegno dei tre “cuori ribelli” storici eletti con Mastrangeli – Giovanni Bortone, Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella – l’aritmetica comincerebbe a farsi interessante.

Per Cirillo, contando anche il collega di partito Maurizio Scaccia, si tratterebbe di sette voti ponderati sicuri nel solo capoluogo. Con il valore ponderale di Frosinone fissato a 306, il bottino di partenza sarebbe di 2.142 voti.

Il segnale da non trascurare

Un tesoretto che, unito a una buona performance del Partito nel resto della provincia e a qualche ulteriore voto raccolto in Comuni della fascia “rossa” (valore ponderato 205), potrebbe garantire a Cirillo quel seggio che l’ultima volta sfuggì a Scaccia per un soffio, nonostante i suoi 2.622 voti complessivi.

Pasquale Cirillo

Per il sindaco Mastrangeli, l’eventuale elezione di Cirillo alla Provincia rappresenterebbe un segnale politico tutt’altro che trascurabile, soprattutto in vista delle comunali del 2027. Perchè significherebbe una legittimazione, formale o informale, di parte dell’opposizione non riconducibile alla sinistra storica. Inoltre. Due consiglieri provinciali eletti nel Comune capoluogo, uno di opposizione e uno di maggioranza ma con un vissuto politico simile, certificherebbero la frammentazione ormai strutturale del centrodestra cittadino.

Forza Italia, a Frosinone, sta dunque giocando una partita a scacchi, interna ed esterna al perimetro del centrodestra. La candidatura provinciale del Segretario cittadino azzurro non è solo un’ambizione personale: è un test politico per misurare la capacità del Partito di riorganizzarsi e tornare incisivo nel capoluogo.

Se l’operazione riuscisse e Cirillo venisse eletto, il messaggio sarebbe chiaro: Forza Italia è imprescindibile. Per chiunque.