Agosto a passo lento: Gizzi scalda il caffè, Ciotoli porta i Viandanti e la politica litiga per una carriola di asfalto
Agosto, in politica, non è mai stato il mese delle grandi manovre. Eppure, anche nei mesi che sembrano più calmi, bisogna stare attenti: la politica non dorme mai, si muove sottotraccia. Un mese troppo caldo per correre, troppo silenzio per urlare. Ma la politica locale ha un talento naturale per non lasciare mai la scena vuota. E quando l’afa sembra appiccicare anche le parole, ecco che qualcuno si alza dalla sedia e butta il sasso nello stagno.
Stavolta, come spesso accade, il sasso lo ha lanciato Stefano Gizzi, ex assessore alla Cultura e al Bilancio, che dai suoi ormai celebri Caffè ceccanesi su Facebook riesce a trasformare anche una mattina d’agosto in una seduta di Consiglio… da bar.
Gizzi e il dissesto che non c’è

Il bersaglio è la giunta Querqui. Colpevole, secondo Gizzi, di aver più volte annunciato il dissesto finanziario e poi di non averlo ancora dichiarato formalmente. Dichiarare il dissesto, in un Comune, è una scelta forte: significa certificare che le casse sono talmente in difficoltà da dover azzerare debiti e bilancio, affidando la gestione a un organo straordinario e perdendo per anni la libertà di spesa. Una misura estrema, che blocca opere e iniziative e che in Italia resta una macchia politica pesante.
Per Gizzi, invece, “il Comune sta bene. È in sofferenza, come tanti altri, ma non è allo sbando”. La stoccata più affilata arriva sulla trasparenza: “La sinistra ha promesso di praticarla, ora deve dimostrarlo”. Poi la domanda-provocazione: “In quali settori ha inciso il malaffare della destra?”
Secondo lui, sul Bilancio comunale nessun malaffare. E sfida il sindaco a una conferenza pubblica per spiegare dove sarebbe il problema. L’amministrazione? “Priva di visione”.
Non manca la frecciatina, neppure troppo velata, al suo successore alla Cultura Alessandro Ciotoli. Gizzi critica Ciotoli perché, negli ultimi giorni, non ci sono stati aggiornamenti sul patrimonio cittadino, sottolineando come la valorizzazione e la tutela dei beni comunali dovrebbero essere una priorità costante.
Ciotoli e il Festival dei Viandanti

Gizzi non lo nomina mai, ma il riferimento a Ciotoli è chiaro. Gizzi fu assessore alla Cultura nella giunta Caligiore 2, per poi essere defenestrato a metà mandato dalla stessa giunta e dallo stesso sindaco: colpevole di avere preso posizione in favore di Vladimir Putin e la sua invasione dell’Ucraina. Poi, anziché passare all’opposizione, decise di sostenere la stessa coalizione, spalleggiando il consigliere di minoranza Ugo Di Pofi. Politica, anche questa, ma a stomaco forte.
Ed è proprio Ciotoli a firmare una delle poche iniziative che stanno muovendo agosto: il Festival dei Viandanti. Manifestazioni di questo tipo sono il suo pane, visto che per anni è stato presidente di Indiegesta e direttore artistico del Dieciminuti Film Festival, portando a Ceccano compagnie teatrali, registi, attori e progetti culturali che hanno fatto scuola in provincia.
Sul suo post social, Ciotoli lo dice chiaramente: “Il mito di agosto come mese morto è finito. Sempre più famiglie restano in città a causa dei rincari, e noi vogliamo offrire serate di qualità, anche per i bambini”. Cinque appuntamenti tra Villa Comunale e Piazza San Giovanni, tutti ad ingresso gratuito e dal 27 agosto anche il “Cinema in Erba” sul prato di Santa Maria a Fiume. Cultura di piazza, ma con una regia che viene da lontano.
Asfalto conteso e ZES dimenticata

Altro fronte caldo – anzi, rovente – è quello di via San Francesco-Farneta. Rino Liburdi, segretario cittadino di Fratelli d’Italia, ha rivendicato il merito di aver fatto inserire anni fa – con l’allora consigliera provinciale Stefania Furtivo ed il presidente del Consiglio Provinciale Daniele Maura – l’asfaltatura della strada.
Peccato che l’intervento sia partito solo ora, sbloccato dal presidente della Provincia Luca Di Stefano dopo il pressing dell’attuale assessore ai Lavori Pubblici Giulio Conti. Secondo le voci di corridoio, Conti si sarebbe presentato talmente tante volte in Provincia che a un certo punto gli avrebbero proposto di piantare una tenda nel cortile.
Il punto, però, è un altro: a Ceccano si litiga ancora per una carriola di asfalto, mentre la ZES (Zona Economica Speciale) rischia di sfumare per il Lazio. La ZES è un’occasione storica: agevolazioni fiscali, semplificazioni burocratiche, attrazione di investimenti. Negli ultimi giorni i parlamentari laziali stanno provando a convincere il governo (paradossalmente guidato dal loro stesso Partito, Fratelli d’Italia) a fare marcia indietro. Qui ci si gioca il futuro industriale del Lazio meridionale: altro che polemiche su chi ha acceso per primo la betoniera.
Rifiuti, decoro e… multe

Sul fronte ambiente, il delegato Colombo Massa ha annunciato sanzioni a una ditta non ceccanese che aveva creato una discarica abusiva in zona ASI. L’area è stata bonificata e sono stati multati cittadini sorpresi ad abbandonare rifiuti. Previsti controlli serrati con Carabinieri Forestali e Polizia Locale. Tutto giusto. Anzi, normale: in qualsiasi Comune dovrebbe essere la regola.
Ma a Ceccano le polemiche sul decoro urbano sono frequenti. Strade sporche e marciapiedi invasi da erbacce. E qui entra in gioco l’ordinanza che impone ai proprietari terrieri di tagliare siepi e rami sporgenti. La gente chiede più multe per chi non si prende cura dei propri terreni: un piccolo segnale che, sommato, farebbe una grande differenza per l’immagine della città.
Cartelli turistici e refusi storici

Ultimo capitolo: i 19 cartelli turistici finanziati dalla Rete delle Imprese Contea di Ceccano (presieduta da Irene Carlini). Fondi regionali, regia della delegata al Commercio Federica Maura e contenuti curati da Cultores Artium e Comitato Centro Storico.
Gizzi ha segnalato errori storici in due pannelli. Gli autori hanno ammesso la svista: file sbagliati inviati per errore, tempi strettissimi per non perdere il finanziamento. Maura ha ringraziato per il lavoro “in notturna” e per aver salvato il progetto in una settimana, lavoro che avrebbe richiesto mesi.
Niente guerra, quindi, ma una presa di coscienza: quando si parla di storia, anche una virgola conta. E a Ceccano, dove ogni parola diventa politica, pure un cartello turistico può diventare il centro della scena.




