Dopo la piazza, la Tari arriva in Consiglio comunale

Il caso Tari infiamma Sora: dopo la manifestazione dei cittadini, arriva l’annuncio di un Consiglio comunale aperto. Al centro del dibattito i costi di gestione della società partecipata, i rincari e le richieste di trasparenza.

Dalla piazza all’aula consiliare, il passo è breve. Soprattutto quando in mezzo ci sono le bollette. A Sora, dove il recapito delle bollette con la Tassa sui Rifiuti ha portato in piazza i contribuenti, arriva una risposta istituzionale: sarà convocato un Consiglio comunale aperto per fare finalmente chiarezza sull’aumento delle tariffe che ha fatto sobbalzare centinaia di famiglie. (Leggi qui: Le bollette, il Veneto e la lezione di Sora: la piazza che non grida ma pensa).

Impossibile ignorare quelle perplessità. E soprattutto il segnale mandato da una piazza che non ha inveito ma ha chiesto chiarezza. Lunedì scorso, davanti al municipio, si erano ritrovati in tanti: convocati non da Partiti o liste civiche e nemmeno comitati, ma da due cittadine che in pochi giorni hanno dato voce al malcontento per gli importi sulle bollette. Oggi quella voce ha un’eco istituzionale.

Le domande (scomode)

La manifestazione di lunedì

Il tema è chiaro: perché si paga di più per un servizio che, a detta di molti, non è migliorato? E soprattutto: perché la tariffa aumenta se ora si fa la differenziata? Dove finiscono quei soldi? A chiederlo, nero su bianco, non sono più solo i cittadini: è anche il consigliere comunale di opposizione Antonio Lecce, con una dettagliata interpellanza che accende i fari sulla gestione della società partecipata Ambiente e Salute, che si occupa di raccogliere la spazzatura, manutenere il verde pubblico, gestore la farmacia comunale.

Nel mirino ci sono tutte le voci di spesa: personale (compreso quello interinale), mezzi, manutenzioni, esternalizzazioni, oneri previdenziali. E persino un interrogativo sulla Farmacia comunale, le cui spese – secondo Lecce – sembrerebbero finire nel calderone della TARI. E poi la domanda delle domande: la raccolta differenziata funziona o no? Perché se i cittadini separano con scrupolo, si aspettano premi, non aumenti.

Altro nodo dolente: il controllo analogo, ovvero quel meccanismo che dovrebbe garantire il monitoraggio della partecipata da parte del Comune. “Chi controlla il controllore?”, si chiede Lecce. E chi ha suggerito eventuali correttivi?

Ed è subito Comitato

Antonio Lecce

Sul fronte politico, Fratelli d’Italia rompe gli indugi con una nota durissima firmata dal coordinatore cittadino Filippo Mosticone: «I sorani si aspettavano riconoscenza, non rincari». Poi il colpo affilato alla maggioranza: «I consiglieri del PD, che fuori parlano di giustizia sociale, dentro votano per aumentare la Tari. In piazza non c’erano: il loro silenzio sa di ipocrisia».

Intanto, le due promotrici della manifestazione non si fermano. Annunciano la nascita di un comitato civico e l’apertura di una pagina social. Obiettivo: trasformare la protesta in proposta, dare continuità a una mobilitazione che ha superato gli slogan e chiesto, con garbo e determinazione, una sola cosa: trasparenza.

Il Consiglio comunale aperto è in arrivo. Non si sa ancora quando ma ora tutti sanno che il conto (stavolta) non sarà solo quello della bolletta.