Dopo San Giorgio, Forza Italia prepara la partita vera

Le contromosse dopo la caduta di Francesco Lavalle. Che non è un episodio locale ma l’innesco di uno scontro nel centrodestra provinciale. Claudio Fazzone segna la frattura con la Lega: Provinciali e Comunali saranno il banco di prova.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Un incidente? No, un segnale politico

È passata sottotono. Come se fosse un atto scontato: quasi uno sfogo dettato dalla rabbia e non un messaggio politico. Se qualcuno pensa che la caduta del sindaco di Forza Italia Francesco Lavalle a San Giorgio a Liri sia soltanto un incidente di percorso locale, farebbe bene a ricalibrare la bussola. Non è cronaca municipale: è un passaggio politico provinciale. (Leggi qui: San Giorgio come Danzica: l’innesco che ridisegna il Lazio).

Lo dice chiaramente, tra le righe, la nota diffusa dalla Segreteria provinciale di Forza Italia: meno di mille battute, nessun fronzolo, nessuna analisi accademica. Un testo asciutto, chirurgico. Ufficialmente un attestato di stima a un sindaco sfiduciato. In realtà, molto di più.

Avviso ai naviganti

Francesco Lavalle

Non è un comunicato scritto per riempire colonne. È un avviso ai naviganti. Gli azzurri parlano di «atto di gravità inaudita», di scelta che avrebbe richiesto «analisi più approfondita e ponderata», di rischio per la «stabilità amministrativa» e per il «buon andamento dell’azione di governo cittadina». Solidarietà piena a Lavalle, definito «profilo autorevole», uomo di «impegno, competenza e dedizione». E infine l’annuncio: Forza Italia si schiererà pubblicamente al suo fianco. Fine della nota ufficiale.

Ma basta sostituire nel testo le parole “governo cittadino” o “comunità locale” con “Provincia” o “Comune di Frosinone” per comprendere la reale portata del messaggio. La sfiducia a Lavalle non è solo una vicenda sangiorgese. È un fatto politico che parla al capoluogo e oltre.

Il destinatario non è soltanto l’aula di San Giorgio a Liri. È l’intero centrodestra provinciale.

Il peso di Lavalle e il messaggio di Fazzone

Pasquale Cirillo con Claudio Fazzone e Rossella Chiusaroli

Claudio Fazzone e la Segreteria provinciale azzurra parlano a nuora perché suocera intenda. Lavalle non era un sindaco qualsiasi: era uno degli uomini di punta di Forza Italia alle Provinciali dell’8 marzo, insieme al consigliere comunale di Frosinone Pasquale Cirillo. La sua caduta non è neutra. Pesa in termini di voti ponderati. Pesa negli equilibri interni al centrodestra. E pesa, soprattutto, nel rapporto già complicato tra Forza Italia e Lega nel capoluogo.

Per il senatore di Fondi la lettura è chiara: la Lega viene considerata il “mandante” politico dell’operazione, con il Partito Democratico nel ruolo di complice tattico anche se resta da capire fino a dove arrivi il livello di responsabilità dei Dem. Infatti, una vulgata assicura che di fronte ai primissimi scricchiolii, molto prima che tutto accadesse, il Coordinatore regionale di Forza Italia abbia fatto una telefonata informale al suo omologo del Pd Daniele Leodori, ricevendo adeguate rassicurazioni. La complicità tattica sarebbe tutta e solo sul livello provinciale.

Ne consegue un asse variabile che, agli occhi di Forza Italia, ha consumato un vero e proprio “omicidio politico”. La reazione, però, non è isterica. Il comunicato non alza i toni, non esaspera. Certifica una frattura. È la politica nella sua versione più fredda: annotare, memorizzare, attendere. Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi. È una massima che in questa fase sembra guidare la strategia azzurra.

La vendetta, si dice, è un piatto che si consuma freddo. In questo caso, addirittura congelato.

Provinciali e Comunali: la partita vera

I prossimi appuntamenti spiegano perché il dossier sia tutt’altro che chiuso: l’elezione del Presidente della Provincia nel 2027 e, pochi mesi dopo, le Comunali di Frosinone. In entrambi i casi una cosa appare sempre più probabile: dove starà la Lega, Forza Italia sarà libera di scegliere di stare altrove.

Molto dipenderà dall’esito delle Provinciali dell’8 marzo e dal peso che Forza Italia riuscirà a esprimere. Con la caduta di Lavalle, il partito ha Perso un bacino importante di voti ponderati. Non è un dettaglio aritmetico: è un problema strategico.

Dopo la Festa della Donna si misurerà la consistenza – e soprattutto la tempistica – della possibile “rappresaglia” azzurra.

Se prima era già complicato immaginare gli azzurri a sostegno della ricandidatura di Riccardo Mastrangeli nel capoluogo, oggi – dopo San Giorgio a Liri – le probabilità si assottigliano drasticamente. Se la Lega gioca a scacchi con il Pd per far cadere sindaci azzurri, Forza Italia risponderà ricordando che gli scacchi sono un gioco di strategia, non di nervi. E che le mosse impulsive, alla fine, si pagano alle urne.

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