Il primo dei non eletti di Grande Ceccano attacca il delegato all’Ambiente Colombo Massa: fondi persi, progetti fermi e meriti “presi in prestito” da Roma e Regione. La civica annuncia un’interrogazione in Consiglio per mettere in difficoltà la maggioranza.
A Ceccano la guerra dei rifiuti non è fatta solo di sacchetti lasciati lungo i marciapiedi, ma di cifre a sei zeri e di deleghe che pesano come macigni. Gianluca Di Stefano è il primo dei non eletti nella lista Grande Ceccano: la più votata del centrodestra con 1.308 voti (pari al 10%) che ha retto in una tornata elettorale segnata dagli arresti e dal terremoto giudiziario del 24 ottobre. Ha deciso di battere un colpo. Un colpo che fa rumore.
Lui, fermatosi a quota 236 preferenze, appena dietro ad Alessia Macciomei (254, oggi Consigliera comunale e Capogruppo) era uno degli uomini su cui, secondo i bene informati, puntava Riccardo Del Brocco. L’ex assessore all’Ambiente, senza quel terremoto giudiziario, sarebbe stato il candidato sindaco per il centrodestra. E Gianluca Di Stefano il suo braccio sinistro.
La bordata

Il comunicato inviato in queste ore non lascia spazio a interpretazioni. “Da un anno il centrodestra non governa più la città – scrive Di Stefano – e gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti”. Poi l’elenco: marciapiedi impraticabili, discariche abusive, erbacce ovunque. Ma soprattutto un dettaglio che fa più male di cento foto su Facebook: circa 600mila euro di fondi persi o rimandati indietro in tema ambientale. Di questi, 400mila euro per l’eco centro, stoppati dal commissario per mancanza di compartecipazione: cioè, il Commissario avrebbe dovuto impiegare una somma per ‘compartecipare’ al progetto, ma il suo ruolo doveva limitarsi all’ordinaria amministrazione. Poi 130mila euro del Decreto Crescita, fermi da mesi. E 190mila euro del finanziamento Apef per la differenziata, “notizia di questi giorni”, scrive.
Totale: 600mila euro. “Che presto potrebbero diventare 730mila – aggiunge –. E poi ci raccontano la favola delle poche risorse…”.
L’ombra della delega

Il bersaglio, neanche troppo nascosto, è il delegato all’ambiente Colombo Massa. “Un delegato a mezzo servizio”, lo definisce, accusandolo di limitarsi a due giardinetti puliti grazie ai privati, qualche sacco raccolto con Plastic Free e ad applicare leggi varate da Roma e dalla Regione, “facendo credere ai cittadini che fossero meriti suoi”.
Il passaggio velenoso arriva quando Di Stefano cita i due pilastri legislativi: il Decreto Meloni del 8 agosto 2025 e la Legge Regionale Rocca del 23 settembre 2025. “Altro che attività politico-amministrativa locale – ironizza –: qui ci si mette la firma sugli atti degli altri”.
C’è un dettaglio che colpisce nel testo: Di Stefano non attacca né la Presidente del Consiglio Comunale Emanuela Piroli né l’assessore Francesco Ruggiero, molto esposti sul territorio. Anzi, scrive che a differenza di Massa loro “ci hanno messo la faccia e ci sono sempre stati” già in passato, partecipando a iniziative ambientali.
La memoria del passato

Una scelta non casuale: mossa politica per creare tensioni dentro la maggioranza o semplice conferma che i due sono effettivamente presenti sul territorio? La domanda resta sospesa. E alimenta più di un retroscena.
Non manca la nostalgia per il progetto originario del centrodestra: uno “svuota cantine” mensile, con isola ecologica itinerante; l’installazione delle eco cam, ritenute più efficaci delle vecchie fototrappole e controllori nei parchi, a fungere da deterrente per i vandali. “Oggi invece – scrive Di Stefano – si fa fatica anche a chiudere un cancello”.
Attraverso la capogruppo Alessia Macciomei, la civica Grande Ceccano di Riccardo Del Brocco annuncia un’interrogazione ufficiale in Consiglio comunale. Obiettivo: mettere Querqui davanti alla realtà di una delega strategica che, da “punta di diamante, sta diventando di terza fascia”.
Un affondo deciso, che mira a mettere in difficoltà l’amministrazione su un terreno delicato.
Il botta e risposta

Mentre Gianluca Di Stefano – fresco di Notte Verde – cecchinava Colombo Massa come appostato dietro le persiane, dall’altra parte il delegato all’Ambiente rispondeva con la penna. Un comunicato secco: rivendicava i frutti della riunione a Palazzo Antonelli, con i Carabinieri che hanno fermato un furgone carico di eternit pronto a sparire nelle campagne e denunciato i responsabili. Due registri diversi: Di Stefano che spara parole come proiettili, Massa che si rifugia nell’azione delle divise. (Leggi qui: Ceccano, la Notte Verde accende la politica).
E ora? La palla passa al delegato Massa. Risponderà? E, se sì, come? Di certo, la delega pesa: l’Ambiente è uno dei temi più sentiti in città, quello che più tocca la vita quotidiana dei ceccanesi.
Il centrodestra, dal canto suo, prova a riprendersi la scena partendo dal nervo scoperto. La partita è appena iniziata.



