Lo strappo a Terracina: Norcia lascia, Durigon prova a ricucire ma è dura

L’uscita di Sara Norcia dalla Lega apre una frattura profonda a Terracina: Durigon prende atto del disagio e tenta il recupero del clima politico.

Nessun dramma. Che Sara Norcia lasciasse Lega era stato messo in conto. Claudio Durigon, vice segretario nazionale del ‘carroccio’ e sottosegretario al lavoro, da settimane stava monitorando, seppur a fari spenti, la delicata situazione del suo Partito di Terracina.

Soprattutto da quando il sindaco Francesco Giannetti per “giustificare” un rimpasto in Giunta, iniziato e mai terminato (per il rifiuto del presidente del Consiglio Comunale Luca Caringi di passare a guidare l’assessorato alla Manutenzione), aveva revocato l’incarico di responsabile alle Politiche Sociali proprio alla Norcia per conferirlo a Nicoletta Rossi, candidata ma non eletta alle amministrative del maggio 2023.

Il realismo di Claudio

Il gruppo della Lega a Terracina insieme all’ex assessora Sara Norcia

Durigon sapeva che quanto prima la Norcia sarebbe scesa dal “carroccio” perché “tagliata” da Giannetti su espressa indicazione del Gruppo consiliare al Comune di Terracina. “Mi dispiace che Sara abbia assunto questa decisione perché, oltre ad essere da sempre elettoralmente protagonista a Terracina, non era l’ultima arrivata sul piano amministrativo. Tutt’altro. Purtroppo ha avuto problemi con i consiglieri comunali eletti” ha spiegato Durigon.

Il tentativo di recupero è in corso. Occorre tempo. Serve agire lasciando decantare. Soprattutto in una situazione nella quale il conflitto politico si intreccia con la questione personale e la differenza di carattere. A Terracina, nei mesi scorsi, si è generata una palese conflittualità.

È culminata in una lettera. Era stata sottoscritta il 13 maggio scorso dai consiglieri comunali della Lega di Terracina: Angelo De Angelis, Annamaria Speranza, Daniele Carlot e Massimiliano Tocci. Chiedevano al sindaco Giannetti la revoca delle deleghe all’assessore Norcia arrivando ad esprimere “la propria profonda preoccupazione per l’operato portato avanti in maniera non coerente con l’interesse pubblico e con il mandato politico ricevuto”.

La legittimazione di Durigon al gruppo consiliare

Il gruppo consiliare nella richiesta di revoca dell’incarico assessorile a Giannetti aveva evidenziato una serie “di gravi criticità” sull’operato dell’allora assessora Norcia. Almeno tre.

L’aula consiliare di Terracina

La prima: “Gestione inadeguata di un settore importante e strategico come i servizi sociali, con un’azione politicache è parsa finalizzata non al potenziamento e miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza, ma esclusivamente a logiche personali, come la rimozione del Direttore dei Servizi Sociali”.

La seconda:“Mancanza di trasparenza e comunicazione, sia nei confronti del gruppo consiliare che le ha accordato la fiducia, sia verso l’intero Consiglio comunale, in evidente contrasto con i principi di collegialità e condivisione propri di un’amministrazione democratica”. La terza: “Gestione personalistica delle deleghe, esercitate come se fossero un bene privato, anziché un mandato istituzionale da svolgere nell’interesse collettivo”.

Il sottosegretario Durigon, a distanza di mesi, prende atto di una situazione spiacevole:“Purtroppo si era incrinato il rapporto fiduciario su cui si fonda la partecipazione all’attività amministrativa e politica”.

“Partito disorganizzato? Non è vero”

Sara Norcia, sbattendo la porta, ha lamentato una disorganizzazione del Partito che a Terracina è stato commissariato mettendolo nelle mani dell’ex parlamentare europeo Matteo Adinolfi e una lontananza dei vertici provinciali e regionali dalle vivaci dinamiche locali

I vertici regionali della Lega con Mario Abbruzzese, Luisa Cartaginese Davide Bordoni e Claudio Durigon

A questo punto Claudio Durigon si ferma e mette, a modo suo, i puntini sulle ‘i’: “Questo non è assolutamente vero – ha aggiunto –Per un anno abbiamo provato in tanti a farli parlare. Mettiamola così …ognuno ha il suo carattere”. Resta un’evidenza politica: l’assessore deve sempre avere la fiducia del Gruppo che lo esprime. Che tradotto significa: non si può essere assessore senza il volere di tutti.

La controreplica di Sara e l’addio di Di Natale

La controreplica dell’ex assessora Norcia non si è fatta attendere: ”La situazione è divenuta insostenibile nel tempo e affonda le sue radici nel 2020, non negli ultimi giorni. Le dichiarazioni rilasciate rappresentano un’analisi attenta e puntuale. Resta una profonda delusione, perché ho sempre messo impegno, passione e totale disponibilità al servizio del partito, senza nulla da rimproverarmi”.

L’ex assessora Sara Norcia

Il divorzio tra la Norcia e La Lega a Terracina non è rimasto un fatto isolato. A 24 ore dall’annuncio dell’abbandono dell’ex assessora si è aggiunto anche quello “irrevocabile” di Gianluca Di Natale dalla segreteria provinciale del Partito. Era stato l’unico a fare da scudo alla Norcia quando Giannetti con un messaggino whattsapp le aveva dato il benservito.

Di Natale è un fiume in piena quando attacca la guida provinciale di Latina della Lega: La segreteria è stata incapace di riorganizzare il Partito di Terracina da oltre sei anni. Soprattutto a causa delle forti ingerenze esterne al direttivo provinciale, incapace di operare autonomamente non arrivando mai a sottoscrivere un documento politico o un verbale”.

Anche Di Natale ripete come un refrain uno degli atti di accusa della Norcia. La Lega alle amministrative del 2023 ha perso quattro consiglieri rispetto al voto del 2020, non ha avuto mai la possibilità di eleggere un direttivo comunale e si è “lasciata scappare quattro dei sei candidati alle regionali di tre anni fa: Angelo Tripodi (era stato eletto) Sara Norcia, Federica Felicetti e Patrizia Fanti’. Di Natale mette il coltello sulla piaga delle europee del 2024: “Il risultato per il Lazio è arrivato ma abbiamo dato modo di farci rappresentare a Bruxelles dalla Toscana”.

“La Lega ha fallito la sua missione”

Drastica la conclusione di Di Natale. La Lega a Terracina ha naufragato la sua alternativa alle forze politiche storiche del territorio e non può rappresentare più i valori e i progetti portati avanti in questi anni per risollevare la città“.

Gianluca Di Natale

Di Natale ha chiosato: “Soprattutto non si può leggere il  “ringraziamento” a mezzo social da parte del neo assessore (Nicoletta Rossi, ndr) all’ex direttore dell’azienda speciale Carla Amici dopo le tante battaglie portate avanti dalla Lega proprio contro il management dell’ex direttore (il riferimento all’indagine della Corte dei Conti ed all’ultima sentenza sui contratti non è casuale)”.

Abbiamo raggiunto probabilmente, anzi mi correggo, con certezza, il punto più basso della sua storia, senza il timore di essere smentito dai cittadini terracinesi”, ha concluso con una punta di amarezza Gianluca Di Natale