E Fratoianni detta le condizioni al Campo Largo

La candidatura di Antonio Decaro alla guida della Puglia resta sospesa tra i tentativi di mediazione di Elly Schlein e i veti di Avs. Emiliano ha fatto un passo indietro, ma Fratoianni rilancia con Vendola e dimostra chi, oggi, comanda nel campo largo.

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Ci sono due modi per leggere la vicenda infinita della candidatura di Antonio Decaro come Presidente della Puglia con annesse pregiudiziali. Il primo è quello che rimanda ai tentativi, volenterosi ma non sempre perfetti, di Elly Schlein di trovare una “quadra” che non le faccia perdere candidato governatore ed elezioni.

Il secondo è a sua volta duplice: più complesso o, a ben vedere, più ovvio. Partiamo dall’ovvio: che Nicola Fratoianni sia libero, come responsabile di Avs, di candidare nelle sue liste di campo largo chi vuole pare cosa talmente scontata da essere addirittura fuori discussione. Certo, se per candidatura divisiva in seno al centrosinistra si parlasse di un esponente di spicco di Fratelli d’Italia lì il discorso sarebbe diverso.

Due piani di lettura

Nicola Fratoianni con Elly Schlein (Foto: Luigi Mistrulli © Imagoeconomica)

Ma questa è un’iperbole, perciò veniamo al secondo piano di lettura, che è quello più interessante. La propensione di Elly Schlein a volere, per le regionali d’autunno, un campo largo che sia il più possibile spalmato su desiderata e linee politiche d Movimento Cinquestelle ed Alleanza Verdi Sinistra si sta rivelando un boomerang.

Lo è perché perfino il Pd massimalista della Segretaria deve fare i conti con i progetti di due formazioni politiche che su molte cose sono assai più massimaliste di esso. Fratoianni, che è un furbo di tre cotte oltre che essere un idealista post marxista, lo ha capito benissimo. E sulla candIdatura di Nichi Vendola ha tenuto duro.

Michele Emiliano (Foto: Gaetano Lo Porto © Imagoeconomica)

Poco meno di 36 ore fa infatti Schlein era riuscita a sciogliere il nodo di Michele Emiliano. E, su diktat di Atonio Decaro che non vuole ex governatori in squadra, la leader del Nazareno era riuscita a fare fare un passo indietro all’ex giudice.

Solo che Emiliano è del Pd, e quindi risponde a logiche, lusinghe e dinamiche decisionali del Pd. Vendola, che parimenti vuole candidarsi e che pure per Decaro costituisce ostacolo, invece no. Lui risponde ad Avs, cioè ad un alleato di campo largo che non vuole essere socio supino ma socio paritario.

Nicola che fiuta l’aria

Fratoianni ha capito questo passaggio fondamentale ed ha colto l’occasione per mostrare i denti… e magari spuntare uno zervirgola in più con una candidatura comunque di prestigio.

Ha detto il leader di Avs: “Decaro è il candidato presidente a cui tutte le forze politiche hanno dato la loro fiducia dal primo momento”. Poi la stoccata: “Tuttavia trovo incomprensibile e impraticabile che la candidatura alla presidenza passi per il ritiro della candidatura di Nichi Vendola. Non c’è nessuna ragione. Quindi Avs sceglie di candidare Nichi Vendola.

La festa poco… festosa

Tutto questo mentre la stessa Elly Schlein era assieme a Giuseppe Conte ospite proprio di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sul palco della festa Avs.

Antonio Decaro (Foto: Saverio De Giglio © Imagoeconomica)

E se da un lato Decaro ha fatto sapere di non essere “insostituibile” (una vera contro minaccia) e la segretaria se ne è uscita con un salomonico e fumoso “sono certa troveremo una soluzione” Fratoianni è andato a dormire con la testa alta di Davide di fronte ad un Golia in trip. Perché alla fine Schlein pare abbia ceduto.

Con queste parole: “Per quanto riguarda Nichi Vendola è di Avs, peraltro siamo stasera felicemente alla loro festa, quindi è giusto che sia Avs a fare le liste di Avs.