Rapporti che si raffreddano a Cassino. In politica ed in Chiesa. Nel Pd cambia la sintonia nell’asse Falese–Vizzaccaro. A Montecassino chiedono l'aumento dell'affitto al vescovo. Che notoriamente è molto parsimonioso
In politica le stagioni non sono mai eterne. Anche quelle che sembrano nate sotto il segno dell’armonia prima o poi si confrontano con la prova del tempo, delle ambizioni e dei nuovi equilibri. È quanto sta accadendo all’interno della maggioranza che governa il Comune di Cassino e in particolare nella lista del Partito Democratico Partecipiamo, che alle ultime elezioni aveva trovato un binomio solido nella coppia formata dai consiglieri comunali Iole Falese e Andrea Vizzaccaro. E, al tempo stesso ma per altri motivi, tra l’abbazia di Montecassino e la diocesi di Cassino. Per una questione legata ad un affitto.
Il tandem vincente

Un’intesa che, almeno all’esterno, era apparsa da subito compatta e politicamente efficace. Oggi, però, secondo quanto emerge dagli ambienti consiliari, quella che era stata definita una vera e propria “luna di miele” sembra essersi esaurita. Non una rottura formale, né tantomeno uno scontro aperto ma segnali di una distanza crescente, di una diversa lettura dei ruoli e delle prospettive future.
Un dato politico, questo sì, appare oggettivo: la consigliera Falese è diventata una presenza costante nelle iniziative pubbliche che vedono coinvolto il sindaco Enzo Salera. Un protagonismo istituzionale che molti leggono come un progressivo avvicinamento all’asse diretto del primo cittadino, rafforzando il legame con il cuore della maggioranza.

A cosa sarebbe dovuto il parallelo raffreddamento dei rapporti con Vizzaccaro? I rumors parlano di ambizioni legittime e di percorsi politici che iniziano a divergere. Andrea Vizzaccaro guarda con interesse alle prossime elezioni Provinciali e, in prospettiva, non esclude l’aspirazione ad entrare nel gruppo dei nomi tra i quali la coalizione dovrà scegliere il candidato a sindaco nel 2029. Un orizzonte che lo starebbe portando ad assumere un profilo sempre più istituzionale, attento al controllo dell’azione amministrativa nel suo complesso, compresi – inevitabilmente – i compagni di viaggio. Un approccio che, se da un lato rafforza il ruolo di garanzia e di vigilanza, dall’altro può incidere sugli equilibri interni di una lista e sui rapporti personali costruiti nel tempo.
L’affitto da adeguare ed il vescovo risparmioso

Ma il 2026 si apre in salita anche su un altro fronte, questa volta esterno al perimetro strettamente politico eppure non privo di ricadute. Iole Falese è storicamente considerata vicina al mondo ecclesiale e da tempo segue, seppur informalmente, alcune dinamiche legate alla curia vescovile di Piazza Corte, ospitata nel palazzo badiale di proprietà dell’Abbazia di Montecassino.
Negli ultimi tempi, secondo quanto filtra da ambienti ecclesiastici, si sarebbe registrato un confronto piuttosto acceso tra il vescovo della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, monsignor Gerardo Antonazzo e l’economo dell’Abbazia di Montecassino nonché priore, dom Jordi-Augustí Piqué. Al centro del dialogo – dai toni descritti come franchi ma istituzionali – la gestione degli spazi e i costi legati all’utilizzo dell’immobile.

L’Abbazia, guidata dall’abate dom Luca Fallica, sta portando avanti una linea di maggiore apertura verso la città, testimoniata dalle numerose iniziative che negli ultimi mesi hanno coinvolto la società civile. Parallelamente, si starebbe lavorando a una politica di razionalizzazione delle risorse, finalizzata anche al recupero di un’ala del monastero da tempo inutilizzata. È l’ala un tempo sede del seminario: da destinare a un progetto di accoglienza per periodi di ritiro spirituale.
Eccellenza, la vita costa
In questo contesto si inserisce la richiesta di una revisione del canone di affitto per il palazzo che ospita la curia, classificato come immobile di pregio storico e in parte non pienamente utilizzato. Una richiesta che, qualora non trovasse un punto di equilibrio, potrebbe aprire allo scenario – al momento solo ipotizzato – di un trasferimento della curia stessa.
Un’eventualità che avrebbe inevitabili riflessi anche sul piano sociale e organizzativo, coinvolgendo le persone che oggi garantiscono l’operatività della struttura e che vedrebbero ridefinite funzioni e ruoli.

Nulla di deciso, nessuna scelta irreversibile all’orizzonte. Ma abbastanza elementi per dire che il nuovo anno si apre con più di un fronte in movimento. Per molti di coloro che, durante la campagna elettorale, avevano potuto contare anche su reti di sostegno esterne alla politica in senso stretto, comprese quelle ecclesiali, il 2026 potrebbe rivelarsi un anno di ridefinizione degli equilibri.
In politica, come nella vita, le alleanze non scompaiono all’improvviso: cambiano forma. E spesso lo fanno prima nei segnali che nei comunicati ufficiali.



