Ecco 42 milioni per la pietra che dorme: il Lazio riscopre Aquinum e Fossanova

Il Ministero della Cultura sblocca in via definitiva 41.835.770 euro per il Piano Strategico "Grandi progetti beni culturali" nel Lazio. Tra i beneficiari, in Ciociaria e nel Basso Lazio, l'anfiteatro romano di Aquinum a Castrocielo e le coperture dell'Abbazia di Fossanova a Priverno. Il resto delle risorse va tra Roma, Tivoli, Subiaco e Ventotene.

Un anfiteatro tagliato in due da un’autostrada. Un chiostro che aspetta un tetto nuovo da anni. Un monastero che vuole finalmente un museo degno del suo nome. Sono pietre, sono soldi, sono soprattutto tempo che torna a scorrere su luoghi che sembravano fermi.

Il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni lo annuncia in una nota: 41.835.770 euro in arrivo per il Lazio, annualità 2025-2027, dal Piano Strategico “Grandi progetti beni culturali“. Soldi già scritti ed ora sbloccati.

Aquinum, l’anfiteatro spezzato dall’A1

I ruderi di Aquinum

A Castrocielo, provincia di Frosinone, ne arrivano due milioni e mezzo. Destinazione: l’area archeologica di Aquinum, la città romana che si estendeva per ottantacinque ettari lungo l’antica via Latina. C’è ancora tutto, o quasi: le mura in opera quadrata, la Porta Romana, il Capitolium, il Teatro. C’è anche l’Anfiteatro, ma quello racconta un’altra storia.

Tra il 1960 e il 1961 l’Autostrada del Sole lo ha attraversato, spezzandolo in due. Sessant’anni dopo, gli scavi dell’Università del Salento hanno riportato alla luce le Terme, i mosaici, gli assi viari. Ora arrivano anche i fondi.

Fossanova, il tetto che manca da troppo

L’abazia di Fossanova

A Priverno, in provincia di Latina, la cifra è quasi identica: 2 milioni 295mila 770 euro. Servono per le coperture dell’Abbazia di Fossanova, uno dei più antichi esempi di gotico cistercense in Italia, il luogo dove morì San Tommaso d’Aquino.

Un tetto, in apparenza è solo un dettaglio tecnico. Ma senza tetto non c’è chiostro che regga, non c’è affresco che si salvi dall’umidità, non c’è visitatore che possa entrare in sicurezza.

Il resto del Lazio: da Subiaco a Ventotene

Il Murenario di Ventotene

Il grosso degli investimenti resta comunque concentrato altrove. A Subiaco, cinque milioni e mezzo complessivi per il nuovo museo del Monastero di Santa Scolastica e per il recupero della Rocca Abbaziale. A Tivoli, sei milioni per mettere in sicurezza le Cento Camerelle di Villa Adriana.

A Roma, la fetta più consistente: cinque milioni e mezzo per l’Istituto Centrale Beni Sonori e Audiovisivi, dodici milioni per Forte Boccea, due milioni per i tetti dell’Accademia dei Lincei, quattro milioni e mezzo per il nuovo Museo Mario Sironi nella Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra. Chiude l’elenco Ventotene, un milione e mezzo per la Villa Imperiale “di Giulia”.

La linea del Ministero

Lucia Borgonzoni (Foto: Leonardo Puccini / Imagoeconomica)

«Il patrimonio culturale italiano è la nostra più grande ricchezza, e continueremo a investire per tutelarlo e farlo vivere», dice Borgonzoni. Una frase che si sente spesso, da ogni ministro, di ogni colore.

Stavolta, però, c’è una cifra precisa dietro. E c’è un anfiteatro tagliato da un’autostrada che, forse, tra qualche anno si potrà finalmente visitare per intero.