Il Direttivo provinciale di Fratelli d'Italia fa i conti con i problemi di un Partito plurale. Nel quale chiunque si può iscrivere. E lanciare un'Opa ostile. L'invito a serrare i ranghi. E tagliare fuori gli 'infiltrati' ricorrendo a congressi per acclamazione
Fratelli sospetti. Privi del necessario sangue politico. Che entrano in famiglia solo per creare scompiglio. I Fratelli d’Italia fanno i conti con i nuovi arrivati, passati per le maglie di un tesseramento che lascia ampi spazi: forse troppi. Non ha usato mezzi termini il Direttivo riunito l’altra sera a Frosinone per analizzare il tesseramento appena concluso e cominciare ad organizzare i Congressi.
Un percorso nuovo in un Partito che finora è stato autocratico: fatto cioè di dirigenti nominati, scelti sulla base della loro fede e della loro militanza; al massimo divisi in più o meno equa proporzione tra chi sta con Giorgia Meloni e chi invece si riconosce nel verbo di Fabio Rampelli. Il passaggio ad un assetto democratico, fatto di tessere, delegati e quadri dirigenti votati rischia di creare situazioni impreviste. Che né Giorgia né Arianna Meloni avevano preventivato.
Presenti, assenti… ed infiltrati

Il sasso nello stagno lo ha lanciato Antonello Iannarilli, politico di lungo corso che è stato consigliere ed assessore regionale sotto Storace, deputato ed ultimo presidente della Provincia di Frosinone eletto dai cittadini.
Lo ha fatto lunedì sera nel corso di un Direttivo Provinciale che ancora cerca una sua identità. In mezzo al guado tra una destra nostalgica ed una europea, senza dubbi sulla linea del rinnovamento tracciata da Giorgia Meloni ma che registra solo 17 presenti su 30 aventi dirittto.
Assenti i deputati Paolo Pulciani ed Aldo Mattia (giustificati da impegni di Partito), Fabio Tagliaferri (auto sospeso da ogni incarico da quando è presidente di ALeS SpA), Gabriele Picano (dopo la nomina nel CdA della fondazione Tor Vergata).

Seduti al tavolo della presidenza il Coordinatore provinciale Massimo Ruspandini, i Consiglieri regionali Alessia Savo e Daniele Maura. La sorpresa della serata è la presenza al loro fianco di Alessandro Foglietta: portavoce di Francesco Storace quando era Governatore, deputato europeo (per grazia di Storace), consigliere Regionale del Lazio (per suo merito), messo in congelatore con una certa sollecitudine quando è stato necessario liquidare una stagione ingombrante. Tirato fuori dal sarcofago politico ora che bisogna rivendicare l’identità.
Lui chi è?
Perché è stato proprio questo il tema del Direttivo riunito lunedì sera. Una sorta di paradosso, una scala di Penrose cioè una specie di illusione ottica in cui tutto sembra andare in una direzione ma in realtà si va in quella opposta. In sostanza?

Il dito nella piaga lo ha messo Antonello Iannarilli dicendo con la sua proverbiale concretezza al limite della ruvidità che bisogna stare attenti a quanto sta accendo a Cassino. In pratica? Si sono iscritti ed hanno fatto tessere Massimiliano Mignanelli e Gianrico Langiano: esponenti storici della destra moderata già fedelissimi dell’ex presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese oggi Responsabile Organizzazione della Lega in tutto il Lazio. Ma anche il commercialista Peppino Tedesco già presidente dell’Ater di Frosinone.
Dove sta il problema? Nella sostanza, Iannarilli ha detto che è tutta gente che con Fratelli d’Italia c’entra meno di niente e che si sono iscritti soltanto per lanciare un’Opa ostile alla governance del Partito. Ha evidenziato che tra i nuovi arrivati c’è chi fino alla settimana prima lo ha attaccato per la sua attività in Ater. Peccato per l’assenza di Gabriele Picano: l’altra sera i nuovi arrivati erano tutti a cena con lui alla Vecchia Pesa di Cassino per concordare la strategia con cui sostenere una candidatura alla Segreteria cittadina da contrapporre a quella sulla quale sta lavorando il gruppo storico provinciale. (Leggi qui: Fdi verso il congresso: nel Partito entrano anche Mignanelli e Langiano).
Così imparate

Non c’era Picano ma al Direttivo era presente la sua avversaria interna Angela Abbatecola. Già portavoce comunale, rampelliana da sempre, la sua contrapposizione con Gabriele Picano ha generato uno stallo interno tale da indurre il Partito a commissariare il Circolo per delineare una strategia in vista delle Comunali. Stravinte poi dal sindaco Pd Enzo Salera.
Ha chiesto la parola. Lanciandosi in un’invettiva al vetriolo. Non ha smentito Antonello Iannarilli. Ma ci ha messo il classico “carico da 12” come nelle partite a briscola. Anche per lei è assolutamente vero che a Cassino sia in atto una scalata a Fratelli d’Italia messa in opera da persone che mai hanno militato nel Partito, mai lo hanno sostenuto, mai lo hanno fatto votare, ma hanno sempre militato da altre parti. “Ma questa è colpa vostra – ha tuonato la Abbatecola verso il gruppo dirigente storico – perché la politica di Fratelli d’Itali in questi anni è sempre stata tesa a delegittimare i vertici locali di Fratelli d’Italia”.
I sassi nella scarpa erano tanti. “Capisco che un’esponente rampelliana potesse risultare scomoda ma posso chiedervi cosa ha prodotto il commissariamento di Cassino? Avremmo potuto noi perdere peggio di come avete fatto con il commissario che avete mandato? La vostra delegittimazione ha prodotto l’Opa Ostile che ora scoprite ed avversate. Ma quella, sappiate, è colpa della vostra delegittimazione: fino a quando ci sono stata io le tessere non si davano a chiunque. E sappiate che non farò sconti”.
Serrare le fila

I Consiglieri regionali Daniele Maura ed Alessia Savo si sono lanciati nel solco. Hanno detto che Fratelli d’Italia esisterà fino a quando resterà fedele alla sua identità e saprà proteggersi dagli elementi di disturbo.
Daniele Maura ha tirato fuori un paio di numeri. Dai quali risulta che il Partito in Ciociaria è in piena salute “Siamo la Federazione provinciale che ha sottoscritto il maggior numero di tessere nel Lazio. Eppure a differenza di Latina non esprimiamo un senatore che sia alla guida della Commissione Bilancio, non abbiamo avuto la possibilità di esprimere un nostro Deputato Europeo come invece ha fatto Terracina”.
Ha chiesto di serrare le fila anche l’ex assessore all’Ambiente di Ceccano, Riccardo Del Brocco. Doveva essere il candidato alla successione del sindaco Roberto Caligiore: l’arresto del luogotenente dei carabinieri con cinque medaglie sul petto, accusato di una storia d’appalti pilotati in cambio di tangenti ha azzerato il centrodestra cittadino. Riccardo Del Brocco ha chiesto al Partito di dare un segnale forte: tanto a Ceccano e tanto in tutta la provincia. “Perché nella bruttissima storia che ha portato alla caduta della nostra amministrazione non c’è un solo sospetto sul Partito, un solo centesimo che si ipotizza sia andato a Fratelli d’Italia”.
Congressi per acclamazione

Ha chiesto di andare su Ceccano con un Congresso unitario per dire con forza che Fratelli d’Italia non è divisa. Ed ha chiesto Congressi unitari ovunque possibile in provincia proprio per superare la fase attuale.
Una linea sulla quale ha lasciato aperta la discussione il Coordinatore provinciale Massimo Ruspandini. Vuole un Partito che si proietti definitivamente nel solco tracciato da Giorgia Meloni, non vuole assolutamente che la dialettica interna si trasformi né il discussione infinita né in lacerazione interna.
Il dato che emerge dalla riunione del Direttivo è che i fantomatici scollamenti che sarebbero testimoniati dal tesseramento invece non ci sono. Nessuno ha criticato né Ruspandini né la sua linea. Ma c’è un passaggio che ora il Coordinatore dovrà affrontare: il vero battesimo di democrazia interna. È l’assegnazione degli incarichi provinciali: dal Congresso che lo ha acclamato è trascorso quasi un anno.
Tanti si aspettano un pennacchio, una feluca, una legittimazione. Quando era in Forza Italia, Mario Abbruzzese accontentò tutti dando vita ad un direttivo provinciale pletorico: una cinquantina di incarichi, finanche la responsabile provinciale al benessere degli animali da compagnia. Ai tempi della Democrazia Cristiana una croce da Cavaliere e mezzo Toscano a nessuno si negavano: è la soluzione. Altrimenti sarà difficile tenere tutti. E non alimentare le Opa poco amichevoli.



