La sospensione di Gianluca Quadrini dalla carica di Consigliere provinciale apre opportunità strategiche per il sindaco Riccardo Mastrangeli. Maurizio Scaccia sostituisce Quadrini. Il che potrebbe riavvicinare Forza Italia e Fratelli d'Italia e riallineare il centrodestra in vista delle prossime elezioni.
La sospensione di Gianluca Quadrini dalla carica di Consigliere provinciale di Frosinone disposta questa mattina dal prefetto Ernesto Liguori, ha aperto una finestra politica che potrebbe rivelarsi strategica per il sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli. Ed anche per il fù centrodestra cittadino.
In attesa che la sua posizione venga chiarita, al posto di Quadrini entra in Provincia il primo dei non eletti alle scorse elezioni nella lista di Forza Italia: è Maurizio Scaccia, attuale capogruppo azzurro in consiglio comunale a Frosinone.
È una svolta non da poco.
La sospensione provvidenziale

Alle elezioni Provinciali del dicembre 2023, nessun consigliere Comunale di Frosinone era riuscito ad entrare in Provincia.
Sia il candidato di Forza Italia (Maurizio Scaccia) che quello di Fratelli d’Italia (Sergio Crescenzi) non sono entrati a Palazzo Jacobucci per un solo voto ponderato. Ad entrambi è mancato perché il Consiglio Comunale del Capoluogo, per precisa volontà politica, non ha fatto massa critica su nessun candidato di Frosinone.
Ironia della sorte: con il subentro prima di Sergio Crescenzi (FdI) al posto del sindaco di Ceccano Roberto Caligiore (sospeso a seguito di un’inchiesta sugli appalti con fondi Ue) e ora di Maurizio Scaccia al posto di Gianluca Quadrini, il capoluogo si ritroverà addirittura con due consiglieri Provinciali uscenti alle prossime elezioni. Un vantaggio competitivo che i rispettivi partiti – Fratelli d’Italia e Forza Italia – vorranno certamente capitalizzare alle elezioni del prossimo inizio anno, attraverso la conferma dei rispettivi seggi in Provincia.
I conti della serva

Per farlo, entrambi i Partiti hanno bisogno dei preziosi e pesanti voti ponderati di Frosinone. Non solo quelli ovviamente, perché non sarebbero sufficienti, ma costituiscono una importante base di partenza. Forza Italia parte dai 3 Consiglieri del Capoluogo, che cubano 918 voti ponderati (306×3). Fratelli d’Italia addirittura da 5 Consiglieri che fanno un totale di 1.530 voti (306×5). Per il sindaco Riccardo Mastrangeli, questa evoluzione potrebbe rappresentare un’opportunità tattica.
La presenza di Scaccia in Provincia, pur essendo formalmente all’opposizione in Comune, potrebbe riaprire il dialogo tra Forza Italia e il sindaco per una futura operazione di “recupero”. Gli azzurri da oltre un anno sono fuori dalla coalizione che governa il Capoluogo ed hanno sempre posto come condizione per il rientro l’azzeramento della Giunta comunale nonché e una verifica politica. Nel quadro dell’originario perimetro del centrodestra.
Ma le elezioni Provinciali potrebbero cambiare le carte in tavola. È certo che FdI e FI punteranno a confermare i loro consiglieri uscenti, cominciando da Frosinone. A quel punto Mastrangeli, una volta messi in sicurezza i voti per i candidati della Lega (il Partito che lo ha designato come candidato sindaco), potrebbe orientare qualche altro voto della sua maggioranza, sia sul candidato di Forza Italia che di Fratelli d’Italia.
Nessun disimpegno

Questa volta per il primo cittadino del Capoluogo sarebbe difficile sostenere politicamente un “disimpegno formale” della sua maggioranza, in favore di 2 candidati uscenti di Frosinone.
In Aula il sindaco “gestisce” 16 voti sicuri più può contare sull’appoggio di 3 della lista dell’ex sindaco Pd Domenico Marzi. Che comunque non voterà mai per il Partito Democratico. Il terreno potrebbe essere fertile.
Dato per scontato che ogni Partito voterà i suoi candidati, ai 16 bisogna quindi togliere, quelli della Lega (1 + il sindaco), quelli di FdI (5) e quelli di FI (3). Rimangono in teoria 7 voti liberi, più qualche altro in orbita che il Sindaco potrebbe orientare proporzionalmente di nuovo su Lega – Fdi e FI. Avrebbe accontentato tutti. Senza scontentare nessuno. Di fatto si sarebbe ricomposto il perimetro originario del centrodestra.
In questo scenario, un riavvicinamento con Forza Italia – magari su base elettorale – e una ritrovata serenità di rapporti con FdI non sarebbe da escludere. Anzi, potrebbe essere funzionale a una strategia di rafforzamento del centrodestra in vista delle prossime elezioni comunali del 2027. È chiaro che a monte di tutto serve la volontà politica di tutti i Partiti coinvolti, sindaco in primis. Altrimenti è pura accademia. La politica a Frosinone si muove su equilibri sottili e spesso anche di natura personale.
Un ponte di nome Maurizio

Il subentro di Scaccia, capogruppo di uno dei tre Partiti fondatori del centrodestra nazionale e con un peso specifico in consiglio comunale, potrebbe rivelarsi un ponte tra le due sponde del centrodestra. E se Mastrangeli riuscisse a capitalizzare questa occasione, potrebbe consolidare la sua leadership e preparare il terreno per una nuova fase amministrativa. Nel medio e lungo periodo: le prossime elezioni comunali del 2027.
La surroga di Quadrini in Provincia ha innescato un effetto domino, che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici locali. E in una città come Frosinone, dove ogni voto conta e ogni alleanza pesa, anche una sospensione può diventare una mossa di scacchi. Vediamo se e chi farà la prima mossa.



