Frosinone sceglie il nome del nuovo BRT coinvolgendo studenti e creatività giovanile: vince “Essegliè”, simbolo identitario e popolare. Intanto il dibattito sull’opera divide la città tra sostenitori della mobilità sostenibile e critici per il caos traffico.
Chiamami Essegliè, sarò il tuo bus. Viaggerò su corsia preferenziale e ti porterò da una parte all’altra di Frosinone. Frosinone si divide sul nuovo BRT, il Bus Rapid Transit, il sistema di trasporto pubblico veloce su corsia preferenziale che trasformerà la mobilità del capoluogo. Tra chi è favorevole nel nome dell’Ambiente e chi lo maledice perché intanto, per realizzarlo, il traffico sta andando in tilt. Per il momento Frosinone sa anche come si chiamerà, grazie a un concorso che ha fatto la cosa più intelligente possibile: ha chiesto agli studenti delle scuole medie e del Liceo Artistico Bragaglia di decidere.

Il vincitore è Essegliè — proposta di Marco Mizzoni della 2F dell’Istituto Comprensivo Frosinone IV. Una parola che nasce dal territorio, dalla memoria, dall’identità di una comunità. Non Rapid Line, non GreenBus, non uno di quei nomi in inglese che si usano quando non si sa cosa dire. Essegliè. Che è già un personaggio, ha già una faccia, ha già una storia da raccontare.
Dietro ci sono T.E.L.P. — Trasportiamo Ecologicamente Le Persone — di Tommaso Ruscito e Leonardo Grandi, secondo classificato con un acronimo che funziona come una dichiarazione di intenti. E Dardo Verde di Francesco Dell’Unto, terzo classificato, con quella freccia nel nome che promette velocità e colore insieme.
La livrea

Al Liceo Artistico il compito era doppio: nome e livrea grafica. Silvia Gemma ha vinto con FRT — essenziale, immediato, metropolitano. Caterina Saccucci è arrivata seconda con Ciová — che ha il sapore del dialetto e della radice. E Ekaterina Zoli terza con Frugo — il nome più divertente del lotto, quello che quando lo senti dici: ah, certo, non poteva che essere questo.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, nella cerimonia al Teatro Vittoria, ha detto una cosa che di solito i politici non dicono perché costa ammetterla: «le polemiche passeranno, mentre resteranno le opere, le idee e la creatività di questi ragazzi». È una frase che contiene la consapevolezza che il BRT ha fatto discutere, divide ancora, ha i suoi sostenitori e i suoi detrattori. Ma che i nomi scelti dai ragazzi — quelli resteranno, qualunque cosa accada.
E in fondo è giusto così. Essegliè non sa niente del dibattito politico sulla mobilità urbana. Sa solo che gli hanno chiesto di dare un nome a qualcosa di nuovo, e lo ha fatto con la serietà e la fantasia che si mettono nelle cose che contano.
Il BRT di Frosinone si chiama Essegliè. Adesso bisogna solo farlo arrivare in orario.



