Evangelista finge di dimettersi dopo il Consiglio fiume: falso colpo di scena

Dopo un durissimo scontro con la maggioranza di Enzo Salera, il consigliere Franco Evangelista rassegna delle finte dimissioni. Pesano le tensioni su interrogazioni e mozioni respinte. Ma il documento non è stato protocollato e presentato in una forma che lo rende inefficace

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

Il ritorno al ruggito, poi il finto colpo di scena che per qualche ora spariglia le carte in Sala Di Biasio. Franco Evangelista sceglie la linea dura e,all’indomani di un Consiglio Comunale fiume, finge di rassegnare le dimissioni da consigliere comunale di Cassino. Una mossa arrivata in mattinata, ponderata — dicono i fedelissimi — nel corso di una notte di riflessione, dopo che l’ennesimo scontro frontale con la maggioranza guidata dal sindaco Enzo Salera ha alzato la temperatura in aula fino a rompere il termometro. Ma in realtà quelle dimissioni non esistono.

Il casus belli matura durante un’assise ad alta tensione: il decano della minoranza ha alzato un vero e proprio muro di interrogazioni: ben dieci quesiti messi a verbale, ai quali si aggiungono quattro mozioni. Una pressione asfissiante sulla Giunta Salera, che ha risposto alzando scudi e trincerandosi dietro formule giudicate «evasive». Zero dialogo, scontro punto su punto.

Le dimissioni farlocche

Franco Evangelista

Dal punto di vista formale, a prima vista, si tratta di dimissioni non irrevocabili: la legge concede a Evangelista quattordici giorni per un eventuale passo indietro. Il che lascia aperto il sospetto, tra i banchi della maggioranza, che si tratti di una mossa squisitamente politica: un Aventino locale per riguadagnare la centralità del dibattito e stanare il sindaco direttamente dal suo feudo di Sant’Angelo. Di certo, l’attivismo dell’esponente ha finito per oscurare il resto del centrodestra, fermo alle sole due interrogazioni siglate da Nora Noury (FdI) e Alessio Ranaldi (Lega).

Ma le dimissioni sono revocabili o non? Lo statuto comunale all’art. 25 parla di dimissioni irrevocabili. Ma nella sua lettera di dimissioni, Franco Evangelista non cita né l’articolo in questione (quindi non le ha rassegnate ai sensi di quella norma) né ha specificato l’intenzione di renderle definitive, che invece va specificata.

Ma in realtà, quelle dimissioni non esistono: sono finte ed inefficaci. Infatti, al Protocollo non esiste alcuna lettera di dimissioni: il regolamento prevede che per essere valide, le dimissioni debbano essere presentate a mano. Invece Evangelista ha solamente inviato una PEC. Che però non ha alcun valore. Con ogni probabilità è limitato a fare una comunicazione informale e poi dirà che “sollecitato da tanta gente” ci ha ripensato.

L’auto del sindaco, la denuncia e la replica

Tornando al Consiglio. Il momento più alto di frizione si è registrato sulla gestione dei beni pubblici. Evangelista ha attaccato frontalmente Salera, ipotizzando l’uso improprio dell’autovettura di servizio in dotazione al Gabinetto del sindaco: «Il primo cittadino ha utilizzato un mezzo comunale senza autorizzazione, portandolo persino a casa propria per fini personali», ha denunciato il consigliere, forte di un accesso agli atti presso la Polizia Locale.

Gino Ranaldi

Immediata e durissima la replica del vicesindaco Gino Ranaldi, che ha respinto l’addebito parlando di una ricostruzione distorta: «La Polizia Locale ha chiarito che lo spostamento è stato agevolato senza gravare sul personale dell’Ente, con i costi di ricarica dell’auto elettrica sostenuti interamente dal sindaco». Tagliente la chiosa di Salera in persona: «Se ritiene, presenti una denuncia».

Dieci interrogazioni, quattro mozioni

La sfuriata sull’auto è stata solo la punta dell’iceberg. Evangelista, spesso in tandem con i colleghi Giuseppe Sebastianelli e Arduino Incagnoli, ha portato in aula una raffica di dossier: dal contratto di locazione per il trasferimento temporaneo dell’Istituto Comprensivo Cassino 2 «Conte», ai chiarimenti sulla funivia Cassino-Montecassino e sull’inagibilità del campo sportivo di Sant’Angelo; dallo stato di abbandono dei quartieri San Bartolomeo e della Villa Comunale, alla gestione dell’asilo nido «Maria Maddalena Rossi» e al regolamento per la piantumazione degli alberi.

Un caricatore blindato di contestazioni che la maggioranza ha però disinnescato numericamente nella notte, respingendo in blocco tutte le mozioni: da quella sull’innalzamento della soglia di esenzione IRPEF a quelle — firmate anche da Carmine Di Mambro — per l’apertura di sedi comunali distaccate nei quartieri periferici.

La palla passa ora a Evangelista: le prossime ore diranno se lo strappo è vero oppure è l’ennesimo petardo spacciato per bomba atomica.