Sei consiglieri comunali eletti nel centrodestra con Mastrangeli, oggi convergenti su più dossier, si muovono insieme sul destino dell'ex MTC di via Armando Fabi: due proposte alternative alla vendita, una sanitaria e una scolastica. In palio, 1.261 preferenze che potrebbero pesare sulle comunali 2027.
Quasi 1.300 preferenze personali, per la precisione 1.261. Sono quelle raccolte alle Comunali del 2022 da sette consiglieri comunali di Frosinone, che oggi si ritrovano, ancora una volta, sullo stesso fronte: Pasquale Cirillo (FI), Giovambattista Martino, Teresa Petricca (FutuRa), Paolo Fanelli (FdI) Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone (Un’Altra Frosinone).
Non sono una lista, non sono un Gruppo consiliare unico e provengono da storie politiche diverse: chi da partiti, chi da liste civiche. Ma tutti e sette hanno un comune denominatore originario: sono stati eletti tutti nel centrodestra con il sindaco Riccardo Mastrangeli, civico di indicazione leghista.

A tale proposito, su Fanelli in modo particolare, va aperta una breve parentesi e poi subito richiusa. L’ex sindaco del Capoluogo continua a perfomare, sia dentro che fuori l’aula consiliare, meglio di Babe Ruth, il leggendario campione di baseball dei New York Yankees, considerato il più grande battitore libero di tutti i tempi. Fanelli è formalmente nel gruppo di Fratelli d’Italia che sostiene il Sindaco oggi e lo sosterrà nel 2027. Ma Fanelli non è per nulla allineato al suo gruppo consiliare, la sua azione politica è di esplicita e forte opposizione a Mastrangeli, che nel partito però fanno finta di non vedere. Un po’ come l’elefante in salotto. Così è se vi pare.
Sui dossier amministrativi più importanti stanno mostrando, da tempo, una certa sintonia. In vista delle comunali del 2027, 1.300 voti non sono trascurabili, per nessuno; avere i 7 consiglieri dalla propria parte, oppure trovarseli contro, potrebbe fare tutta la differenza del mondo. Nel pallottoliere politico del capoluogo non si tratta di semplici dettagli statistici: consiglieri e voti rappresentano l’esatto spartiacque tra una vittoria al primo turno e la traversata nel deserto del ballottaggio. A futura memoria.
Il dossier ex MTC

L’ex MTC di via Armando Fabi è uno dei dossier sui quali si registra comune azione politica da parte di Cirillo-Martino-Petricca-Pizzutelli-Mirabella e Bortone, e che rischia di diventare uno dei temi della prossima campagna elettorale.
Il filosofo francese Alexis de Tocqueville scriveva: «Nelle questioni pubbliche il momento più difficile non è trovare le soluzioni, ma convincere gli uomini ad agire insieme». Esattamente quello che stanno facendo i 7 consiglieri.
La questione è piuttosto semplice dal punto di vista amministrativo, molto meno da quello politico. Il Comune vuole vendere l’immobile, mentre una parte dell’opposizione chiede di fermare la procedura e verificare se quella struttura possa avere una nuova funzione pubblica. Il dato economico è noto. La prima asta aveva una base di 2 milioni e 110mila euro ed è andata deserta. A luglio è arrivato un nuovo avviso, con la base ridotta a 1 milione e 890mila euro. L’immobile è inserito nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni del Comune per il 2026.
Ed è proprio qui che la questione cambia natura. Quando un bene pubblico non trova acquirenti e contemporaneamente emergono ipotesi per un suo utilizzo pubblico, la domanda non è più soltanto quanto valga sul mercato, ma anche quanto possa valere per la città, se resta nella disponibilità pubblica.
La proposta sanitaria

È esattamente il punto di partenza dello schema di delibera firmato da Cirillo, Fanelli Martino e Petricca, che chiedono di sospendere o ritirare la procedura di alienazione e di verificare la possibilità di destinare l’ex MTC a servizi pubblici, in particolare sanitari, sociosanitari e di emergenza.
Nel documento si sottolinea che la vendita attraverso “successivi ribassi”, in assenza di una preventiva valutazione dell’interesse pubblico e del valore d’uso del bene, potrebbe non essere coerente con la valorizzazione funzionale del patrimonio comunale.
E l’ipotesi è tutt’altro che astratta: l’ubicazione dell’immobile, vicino al polo ospedaliero, viene indicata come elemento da approfondire anche in relazione a una possibile Cittadella dell’Emergenza, con spazi per 118, mezzi di soccorso, formazione e servizi logistici.
La proposta scolastica

Poi c’è la seconda proposta. Quella di Pizzutelli, Mirabella e Bortone, che parte dallo stesso presupposto, ma arriva a una destinazione diversa: la scuola, e in particolare il liceo scientifico Severi.
La mozione propone di utilizzare l’area di via Armando Fabi per ospitare la succursale del Severi, mettendo in discussione la soluzione individuata dalla Provincia in via Verdi. Nel documento si evidenzia che l’ex MTC si trova in un quadrante già caratterizzato dalla presenza di istituti scolastici, servizi pubblici, parcheggi e impianti sportivi.
Una destinazione scolastica, sostengono i consiglieri, consentirebbe di mantenere il bene nella sfera pubblica e concentrare nello stesso ambito funzioni didattiche, parcheggi, impianti sportivi e collegamenti collettivi.
Un occhio alla mobilità

La mozione guarda anche alla mobilità. L’idea è quella di un collegamento pubblico rapido tra stazione ferroviaria, piazzale Pertini e asse di via Armando Fabi, fino all’area dell’aeroporto Moscardini, capace di servire scuole, ospedale, stadio, Conservatorio “Licinio Refice”, Arpa Lazio e gli altri servizi presenti lungo la direttrice.
E qui entra inevitabilmente anche il BRT, il convitato di pietra per eccellenza a Frosinone, che ormai è diventato come il colore bianco: sta bene su tutto. I tre consiglieri chiedono di verificarne, dati alla mano, utilizzo, efficacia, impatto sui parcheggi e possibili alternative o rimodulazioni del percorso.
Insomma, intorno all’ex MTC finiscono insieme patrimonio, scuola, sanità, mobilità e urbanistica.
L’aspetto politico

Fin qui gli atti consiliari proposti: uno schema di deliberazione e una mozione. Ma dietro l’immobile c’è anche un aspetto politico, che sarebbe imperdonabile non valutare.
I 7 consiglieri, come detto, rappresentano un importante peso elettorale che, guardando al 2027, può valere addirittura doppio, se sottratto al “nemico”. Per il centrosinistra, se l’obiettivo sarà costruire un vero campo largo, la questione sarà quindi capire come coinvolgerli nel progetto unitario allargato, in contrapposizione a Mastrangeli e/o eventuali altri.
È di solare evidenza che i 7 consiglieri, costruendo convergenze importanti su taluni dossier, come ad esempio l’ex MTC, si sono ritagliati uno spazio politico importante di visibilità e di proposta.
Un vecchio adagio cinese recita: «Nessuno spazio resta vuoto a lungo: se lasci un posto libero nella vita di qualcuno, o un’opportunità sul tavolo, ci sarà sempre qualcun altro pronto a occuparlo». Declinato su Frosinone: se i consiglieri Petricca-Martino-Cirillo-Bortone-Mirabella e Pizzutelli non li coinvolge la sinistra, sarà qualcun altro a farlo. Superfluo perfino sottolinearlo. (Leggi qui: Frosinone 2027, prove tecniche di unità nel centrosinistra).
Una lente sulle alleanze future

L’ex MTC è indicativo della comune azione politica. Quattro consiglieri immaginano una destinazione sanitaria, altri tre una destinazione scolastica. Tutti, però, partono dalla stessa domanda: che senso ha vendere?
Per questo l’iniziativa promossa da Pasquale Cirillo, Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella merita attenzione. Perché va oltre il destino di un immobile comunale. Racconta di una importante parte di opposizione che su dossier strategici, da tempo, si muove in modo coordinato, quasi fosse un unico gruppo consiliare.

L’ex MTC non è solo un immobile comunale, è una lente di ingrandimento sulle alleanze delle prossime elezioni comunali. E se il centrosinistra intende trasformare una semplice convergenza d’aula su un dossier amministrativo in un vero progetto politico di governo, capace di competere e magari vincere a Frosinone tra qualche mese, il cantiere del campo largo deve essere aperto subito. Domani potrebbe essere già troppo tardi.
Intanto Petricca-Martino-Cirillo-Bortone-Mirabella e Pizzutelli hanno già indossato casco e scarpe antinfortunistiche: tenerli fuori dal cantiere sarebbe come organizzare un matrimonio e accorgersi sull’altare di aver dimenticato di invitare gli sposi.



