Fantini riaccende il Pd: via al Congresso tra entusiasmo e interrogativi

A Ferentino l’esordio della mozione Più di Prima. Segna l’avvio di un Congresso che punta a rimettere in moto il Partito. A Fantini il compito di trasformare la folla in progetto politico.

Antonella Iafrate

Se è scritto chiaro si capisce

La rabbia e l’orgoglio. La voglia di esserci e quella di recuperare il tempo perduto: un anno intero. Nel quale il Partito Democratico non ha avuto il suo gruppo Dirigente ed è stato lontano da tutti i fronti di battaglia, impegnato a combattersi al suo interno. A volte, nella vita dei Partiti, ci sono momenti che valgono più per ciò che suggeriscono che per ciò che dichiarano apertamente. La riunione della mozione Più di Prima, ieri a Ferentino, appartiene a questa categoria.

Non è stata solo la presentazione della candidatura di Luca Fantini alla Segreteria provinciale del Partito Democratico di Frosinone. È stata, più sottilmente, la scena iniziale di una campagna congressuale che molti aspettavano da un anno, dopo uno stallo lungo e non sempre comprensibile. (Leggi qui: Il Pd rompe lo stallo: via al Congresso, si va alla conta senza accordi).

Abbiamo cercato in ogni modo il dialogo

Luca Fantini

Al Giardino di Ferentino c’erano circa 150 tra iscritti al Pd ed amministratori: è il segnale che il Partito, nonostante la spaccatura e l’anno di guerra civile, è ancora un corpo vivo. C’erano amministratori, Segretari di Circolo, giovani, dirigenti regionali e storici protagonisti della vita democratica frusinate: è un segnale non banale.

Il messaggio di Rete Democratica (la componente di Claudio Mancini e Sara Battisti) e di Energia Popolare (i riformisti Dem di Lorenzo Guerini e Antonio Pompeo) è stato chiaro. “Abbiamo cercato il dialogo e l’unità in ogni modo. Abbiamo detto che eravamo disposti anche a rinunciare al nostro candidato. È chiaro che c’è chi quell’unità non l’ha voluta”.

Si è detto che la candidatura di Fantini rappresenti allo stesso tempo continuità e rilancio. Una formula che può sembrare retorica ma che in realtà coglie un punto politico chiaro: il PD di Frosinone tenterà di ricostruire la propria identità senza rinnegare il lavoro fatto negli ultimi anni. In tal senso, la presenza di figure come Claudio Mancini, Sara Battisti, Antonio Pompeo ed Enrico Pittiglio segnala un messaggio di unità che, sul fronte di Luca Fantini, il Partito sembra voler preservare.

La road map di Fantini

I temi messi in campo da Fantini sono la fotografia delle urgenze di un territorio: lavoro, vertenze industriali, crisi della sanità pubblica, ambiente e salute nella Valle del Sacco, politiche giovanili, sostegno alle aree interne. Stellantis che si sta dissolvendo, il comparto Automotive che sta sparendo dalla Ciociaria e dall’Italia, la riconversione che non avviene. Programmi che richiedono non solo buone intenzioni ma un Partito capace di tenuta organizzativa e di presenza costante nella vita reale dei territori.

L’iniziativa di Ferentino restituisce un sentimento diverso. La sensazione che una parte significativa della base democratica sia pronta a rimettersi in movimento. Il rischioperché nei congressi c’è sempre un rischio — è che l’entusiasmo di oggi si traduca in una contesa interna più muscolare che politica. La sfida vera, per Fantini e per chi gli si contrapporrà, sarà invece quella di far diventare il Congresso un momento di chiarificazione strategica e non una semplice conta di deleghe.

Ma per un Partito che fatica a trovare la sintesi su tutto, sarà complesso.

Il post

Sara Battisti

Il post pubblicato dallo stesso Fantini dopo l’incontro parla di “una comunità bellissima” e di un gruppo “pronto, più di prima”. Parole che rivelano anche un dato: il bisogno, quasi fisico, del PD provinciale di tornare a sentirsi utile.

Ora la campagna è ufficialmente partita. Se il PD saprà trasformare questa mobilitazione in una discussione di merito, allora Ferentino non sarà stata solo la cornice di una foto affollata ma il preludio a una nuova fase politica. In caso contrario, resterà un’occasione mancata, come altre viste negli anni.

La differenza, come sempre, la faranno i fatti. E la capacità del Partito di ricordare che le piazze piene sono un buon inizio ma non sostituiscono un progetto credibile. Fantini dice che sono “pronti, più di prima”. Ora arriva il momento di mobilitare, portare alle urne, portarne uno più degli avversari.