Il neo consigliere provinciale Luca Fardelli risponde alle polemiche dopo l’elezione con 6.331 voti. Rivendica un consenso diffuso tra gli amministratori e replica al sindaco Enzo Salera: «Il voto va rispettato».
Punto di scontro e di aggregazione. Nello stesso giorno. Luca Fardelli ha unito e diviso il popolo Dem. Coerente fino alla rottura, negli anni scorsi disse che Enzo Salera non era il candidato sindaco ideale per Cassino: se ne andò in una lista Civica quando lo vide vincere le Primarie. E da quella civica si schierò contro. Gli costò due anni di cancellazione dal Pd. Dal Partito non si è mai allontanato e con Salera una ricucitura completa non c’è mai stata.
Sempre rieletto, per un mandato nel Consiglio comunale di Cassino è stato all’opposizione ma mai fragorosa. Nel mandato successivo è stato disciplinatamente in maggioranza. Ora le strade del sindaco e del consigliere si sono divise di nuovo: entrambi candidati alle Provinciali: Enzo Salera in proprio e con i voti potentissimi del suo Comune, Luca Fardelli con l’appoggio di Rete Democratica e dei Riformisti di Guerini, e scelto da Sara Battisti ed Antonio Pompeo.

Le polemiche seguite a quel voto hanno toccato anche lui. Enzo Salera dice che non è iscritto al Pd e non è mai stato prima nella componente. E che i 599 voti senza preferenza sono conseguenza della sua candidatura. (Leggi qui: Provincia, il vento gira a destra: Fratelli d’Italia primo partito, Salera scuote il Pd. E qui: Salera scuote il Pd: la rivolta dei territori contro il partito delle correnti).
Luca Fardelli, la sua elezione in Provincia con 6.331 voti che significato ha per lei?
Intanto desidero ringraziare i tanti sindaci e amministratori locali che hanno riposto in me la loro fiducia. È un risultato collettivo, frutto di un grande lavoro di squadra. Voglio ringraziare in particolare il gruppo che si è messo in campo con generosità e determinazione, a partire da Sara Battisti, Antonio Pompeo e Luca Fantini straordinari compagni di viaggio. Hanno avuto la lungimiranza di scegliere, in maniera strategica, di investire su un territorio che ha assoluto bisogno di rappresentanza.
In queste settimane non sono mancate polemiche e frecciate. Lei ha scelto di non rispondere. Perché?

Ho preferito lavorare e ascoltare piuttosto che alimentare polemiche. Credo che il dibattito politico debba tornare ad essere rispettoso di tutta la comunità del Partito Democratico. Le parole hanno un peso e qualcuno rischia di apparire autoreferenziale in alcune dichiarazioni. D’altra parte, non posso nascondere l’orgoglio per i tanti attestati di stima ricevuti da più parti. I risultati contano più delle parole.
Qualcuno ha anche messo in discussione il risultato elettorale.
Mettere in discussione un voto significa non avere rispetto della volontà dei tanti amministratori, che desidero ringraziare nuovamente, che hanno espresso liberamente la loro preferenza. Ho ricevuto voti su tutto il territorio provinciale e in tutte le fasce dei comuni, senza la posizione comoda di partenza come il sindaco di una città di fascia verde. Questo è ciò che mi rende più orgoglioso: aver ottenuto un ampio consenso territoriale.
A Cassino la sua candidatura ha aperto una discussione politica. Ora che è stato eletto, dove si collocherà?

Nonostante le dichiarazioni del sindaco e dei capigruppo sembrino non lasciare spazio a interpretazioni, io non rinnego le scelte fatte. Valuterò, insieme al gruppo che rappresento, cosa fare, ma saranno altri a dovermi spiegare perché la mia posizione sarebbe incompatibile con quella della maggioranza. Nella massima trasparenza la mia candidatura era stata comunicata al sindaco Salera dalla consigliera regionale Sara Battisti ancor prima della sua discesa in campo. A proposito di trasparenza, forse non è verso me che il sindaco dovrebbe rivolgere le sue esternazioni, ma a chi all’interno della maggioranza ha scelto di non sostenerlo.
Il sindaco di Cassino ha parlato di “fallimento della politica” perché è stato eletto un candidato non iscritto al PD.
Mi sono candidato a sostegno del sindaco Enzo Salera, ho sostenuto la sua azione amministrativa in questi anni e sono un iscritto del Partito Democratico. La vera notizia è che la nostra città potrà contare su una doppia rappresentanza in consiglio provinciale e il primo ad esserne orgoglioso dovrebbe essere proprio il sindaco Salera.
Dopo la sua elezione, qualche consigliere della maggioranza di Cassino l’ha chiamata?

Certamente. Al di là delle dinamiche politiche e delle posizioni che ognuno legittimamente assume, con diversi consiglieri esiste un rapporto umano e personale costruito nel tempo. Credo che questo sia un valore che non dovrebbe mai andare perso: la politica può dividere sulle scelte e sulle strategie, ma il rispetto e il dialogo tra persone devono restare sempre. In fondo è anche da questi rapporti che può nascere un confronto più serio e costruttivo per il bene della città.
Il suo voto è arrivato da amministratori di ogni dimensione comunale.
Ed è un dato che mi rende particolarmente orgoglioso. Ho ricevuto consensi in tutte le fasce di voto ponderato, dai comuni più piccoli fino ai centri più grandi della provincia. Questo dimostra che il gruppo che mi ha sostenuto è radicato in tutto il territorio e che esiste una rete di amministratori che vuole lavorare insieme per una visione comune della provincia di Frosinone.
Quali saranno ora le sue priorità come consigliere provinciale?

I temi sono tanti e molto concreti. Il primo è sicuramente il lavoro: la nostra provincia ha bisogno di politiche e progetti che creino opportunità reali per i giovani e per le imprese. Poi c’è la cultura: molte città stanno facendo sistema per candidarsi a Capitale della Cultura e credo che questa sia una grande opportunità di crescita territoriale. Un’altra priorità è continuare a investire sull’edilizia scolastica: significa investire sul futuro dei nostri figli. E naturalmente c’è il tema della viabilità.
Da cittadino di Cassino, quale intervento considera prioritario?
Già nelle prossime settimane organizzerò incontri territoriali per raccogliere istanze sulle tematiche provinciali di cui possiamo occuparci da subito a Palazzo Gramsci. Per quanto riguarda Cassino, uno dei primi temi su cui vorrei confrontarmi riguarda lo svincolo della città. Così com’è oggi non funziona: è poco illuminato e presenta problemi di sicurezza e di visibilità per gli automobilisti. È una questione concreta che riguarda migliaia di cittadini e sarà tra le prime su cui chiederò un confronto serio.
Cosa succede ora dentro il Partito Democratico in Provincia?

Il Partito Democratico ha di recente rinnovato gli organismi dirigenti. Ora è il momento di mettersi al lavoro: questa è la fase in cui il tifo da stadio va accantonato per concentrarsi sulle priorità delle nostre comunità. Auspico che il segretario provinciale si dimostri all’altezza di questo compito. Sono altresì convinto che la presidenza del Partito affidata alla consigliera Sara Battisti rappresenti una garanzia di equilibrio e affidabilità.
Al di là del risultato politico ed elettorale, cosa le ha lasciato sul piano umano questa campagna elettorale?
Mi ha lasciato soprattutto il valore delle relazioni e dell’ascolto. In queste settimane ho incontrato tanti amministratori, tanti amici e persone che magari non vedevo da tempo, ma con cui si è subito ritrovata una sintonia fatta di rispetto e fiducia. Ho visto persone mettersi in gioco senza chiedere nulla in cambio, solo per sostenere un’idea di comunità e di territorio. Questo, umanamente, vale più di qualsiasi numero. Mi ha ricordato che la politica, quando è autentica, è prima di tutto un incontro tra persone e storie diverse che decidono di camminare insieme per il bene della propria terra.
A chi dedica questa sua elezione?

La condivido con tutti coloro che mi hanno sostenuto e che hanno creduto in questo percorso. È il risultato di un lavoro collettivo, di tante persone che si sono spese con passione e generosità. In particolare la dedico all’amico Enrico Pittiglio, che sin dall’inizio ha sposato la scelta di puntare su di me insieme a un gruppo davvero bello di persone che ho avuto la fortuna di incontrare lungo questo cammino. E poi la dedico a mio papà Cesare, che nonostante le difficoltà che la vita gli ha riservato continua a essere il mio primo tifoso e un prezioso dispensatore di consigli. A lui devo molto della forza e dei valori con cui affronto ogni percorso.



